Modello Organizzativo

Titolo I: Norme generali

Art. 1 – Il Presente “Modello organizzativo” integra le norme Statutarie secondo quanto previsto dall’art. 12 dello Statuto, nonché da quanto serve per organizzare e disciplinare la vita interna al Movimento.

Esso costituisce, nelle norme interne di funzionamento al Movimento, una fonte subordinata all’atto costitutivo stesso e sovraordinata a tutte le decisioni e gli atti che sono compiuti in nome e per conto del Movimento dai suoi organi.

Art. 2 – Il modello organizzativo, approvato dall’Assemblea dei soci fondatori, è valido a tempo indeterminato, salvo ogni successivo emendamento.

Gli emendamenti potranno essere proposti da ogni articolazione territoriale del Movimento o da ogni componente del Consiglio di Presidenza, calendarizzati dal Presidente e approvati dal Consiglio di Presidenza a maggioranza qualificata dei due terzi dei suoi componenti. Il Congresso nazionale ha parimenti la potestà di modificare il Modello organizzativo.

Titolo II: Presidenza

Art. 3 – La rappresentanza legale del Movimento è nella Presidenza, costituita dall’organo monocratico del Presidente del Movimento. Egli può compiere tutti gli atti giuridici e amministrativi in nome e per conto del Movimento stesso.

Art. 4 – Dal secondo mandato congressuale, esaurita l’efficacia delle norme transitorie, il Presidente in carica si presenta dimissionario al Congresso nazionale triennale. Tre mesi prima dello svolgimento del Congresso devono essere rese note le candidature a Presidente, corredate da un curriculum vitae e da una “scheda programmatica” a cura del candidato stesso. Le candidature dovranno essere corredate da almeno 50 firme di altrettanti iscritti, aventi tale qualifica alla data utile per la partecipazione al Congresso medesimo.

Il Congresso nazionale vota per le candidature a Presidente in modo palese e senza deleghe. In presenza di una sola candidatura, la Presidenza del Congresso può proporre la nomina per acclamazione.

Art. 5 – Il Presidente designa tra i componenti del Consiglio di Presidenza un Vicepresidente che lo affianca nella generale attività di coordinamento politico del Movimento e lo sostituisce nei casi di impedimento, dimissioni o morte, fino alla scadenza del naturale mandato.

Il Consiglio di Presidenza, su proposta del Vicepresidente facente funzioni di Presidente nei casi di cui al precedente comma, può convocare un’assemblea straordinaria degli iscritti per l’elezione del nuovo Presidente. In tal caso il Presidente così eletto resta in carica sino alla convocazione del Congresso successivo.

Art. 6 – Il Presidente, ai sensi dell’art. 10 dello Statuto, convoca e presiede l’Assemblea dei soci; può delegare le funzioni di Presidente del Congresso, per la direzione dei lavori congressuali.

Art. 7 – Il Presidente, ai sensi dell’art. 10 dello Statuto, sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dal Movimento; può aprire e chiudere conti correnti bancari e postali, anche on line, a firma dello stesso e procedere agli incassi e ai pagamenti.

Può dare deleghe, speciali o generali, dei propri poteri ad altri soci, sia con riguardo a funzioni che hanno effetti all’esterno dei Movimento, sia con riguardo a funzioni organizzative interne. Nomina il Tesoriere.

Art. 8 – Il Presidente dirige e coordina la vita politica del Movimento. Sulle materie di competenza del Consiglio di Presidenza, al Presidente spetta la facoltà di prendere decisioni con carattere di urgenza, ma non aventi validità regolamentare, esprimere pubblicamente le prese di posizione del Movimento, mettere il veto su decisioni politiche centrali o locali, quando ritenute non conformi al progetto politico del Movimento o alle sue finalità sociali espresse all’art. 1 dello Statuto.

Titolo III: Consiglio di Presidenza

Art. 9 – Il Congresso determina il numero dei componenti il Consiglio di Presidenza su proposta del Consiglio di Presidenza uscente, e del Comitato promotore per il primo congresso, in ogni caso in numero non superiore a quindici. In tale sede possono essere stabilite, secondo le stesse modalità, rappresentanze minime di genere, di territorio e per fascia d’età. Sono fatte salve le norme transitorie in merito alla partecipazione di diritto dei soci fondatori in qualità di componenti per i primi due mandati congressuali.

Art. 10 – I soci che intendono candidarsi al Consiglio di Presidenza presentano apposita domanda, corredata da un proprio breve curriculum, in un periodo determinato fra i quattro e i due mesi antecedenti l’apertura dei lavori congressuali.

Art. 11 – I candidati al Consiglio di Presidenza sono votati dai soci al Congresso nazionale. È ammesso il voto plurimo, fino a un totale di preferenze per ogni iscritto pari alla metà dei componenti.

Art. 12 – Il Consiglio di Presidenza è convocato e presieduto dal Presidente, che fissa l’ordine del giorno e si riunisce con cadenza almeno trimestrale; il Presidente può delegare esecutivamente le funzioni di convocazione e la redazione dei verbali ad un Segretario amministrativo, anche esterno al Consiglio, il quale, in tal caso, presenzierà obbligatoriamente a tutte le riunioni del Consiglio stesso.

Ad ogni Consigliere spetta il diritto di richiedere la convocazione del Consiglio, comunque deliberata dal Presidente. Se richiesto da un terzo dei consiglieri tale convocazione è obbligatoria.

Art. 13 – Il Consiglio di Presidenza ha le seguenti funzioni:

  1. Affiancare il Presidente nella definizione della strategia politica del Movimento e deliberare le principali azioni e strategie politiche, vincolanti per tutto il Movimento;
  2. Dare attuazione ai programmi e alle deliberazioni approvate dal Congresso;
  3. Adottare regolamenti o altra normazione interna e ratificare, ove su materia di propria competenza, e anche con eventuali emendamenti, le deliberazioni d’urgenza prese dal Presidente;
  4. Deliberare in merito alle nuove adesioni, con possibilità di respingere quelle carenti dei requisiti di cui all’art. 5 dello Statuto;
  5. Sostituire il Collegio dei Probiviri e il Collegio dei Revisori, in caso di loro assenza, ai sensi dell’art. 7 dello Statuto;
  6. Approvare i bilanci preventivi e consuntivi del Movimento;
  7. Prendere ogni decisione ultima in materia di costituzione, trasformazione, commissariamento, fusione e scioglimento dei Circoli e di ogni altra rappresentanza territoriale;
  8. Prendere ogni decisione ultima in materia di candidature e rappresentanze elettorali;
  9. Ogni altra materia che ad esso vorrà essere delegata dal Presidente o conferita dalle Assemblee dei soci.

Art. 14 – Ai Componenti del Consiglio di Presidenza non spetta alcun compenso per la loro carica, all’infuori, se previsti, dei rimborsi spese connessi all’esercizio delle loro funzioni.

Art. 15 – Il Consiglio di Presidenza può riunirsi anche in teleconferenza, delibera all’unanimità o a maggioranza dei suoi componenti. In caso di parità di voti prevale la mozione votata dal Presidente. Su determinate mozioni il Presidente può porre la fiducia sul proprio mandato. In caso questa venga negata viene convocata un’assemblea straordinaria dei Soci chiamata a rinnovare la fiducia al Presidente; qualora questa venga negata, egli è sostituito dal Vicepresidente fino al successivo Congresso e decade dal Consiglio; qualora venga accordata, decade il Consiglio e l’Assemblea elegge, secondo le modalità proposte dal Presidente, un Comitato provvisorio di tre componenti che affianca il Presidente sino al successivo Congresso con funzioni consultive.

Art. 16 – Al Consiglio di Presidenza possono assistere, senza diritto di voto, ove istituiti, i Portavoce dei coordinamenti distrettuali.

Titolo IV: Collegio dei Probiviri e Collegio dei Revisori

Art. 17 – Il Collegio dei Probiviri è composto da tre soci, iscritti da almeno 5 anni al Movimento. Nei primi 5 anni di vita del Movimento e fino al primo Congresso utile dopo la maturazione dei suddetti 5 anni esso è costituito dai Soci fondatori. Cessata tale norma transitoria esso non potrà avere componenti che facciano parte anche del Consiglio di Presidenza.

Art. 18 – Il Presidente eletto al Congresso propone per la loro elezione una terna, indicando il Presidente nell’iscritto con maggiore anzianità di iscrizione e la sottopone all’approvazione del Congresso stesso. Essi sono eletti a maggioranza assoluta dei presenti, computando anche i voti per delega. Qualora uno o più dei tre componenti la terna non ottenessero tale votazione il Presidente nomina uno o più altri candidati aventi pari requisiti e li sottopone nuovamente a votazione fino al completamento dell’organo.

Art. 19 – Il Collegio dei Probiviri è convocato e presieduto dal suo presidente, che fissa l’ordine del giorno.

Art. 20 – Il Collegio dei Probiviri, i cui membri hanno diritto di assistere senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio di Presidenza, si convoca almeno 4 volte l’anno, ed ha le seguenti funzioni:

  1. Vigilare sul regolare e corretto funzionamento del Movimento, sotto ogni profilo legale e di conformità allo Statuto, al Modello organizzativo e della regolamentazione interna; di tale azione di vigilanza si dà attestazione nei verbali di riunione dell’organo stesso;
  2. Vigilare sul rispetto degli obblighi e delle funzioni da parte degli organi del Movimento, suggerendo – dove ritenuto opportuno – azioni amministrative correttive;
  3. Vigilare sul corretto svolgimento della vita politica dei Circoli e delle altre articolazioni territoriali del Movimento;
  4. Istruire le richieste di iscrizione, previa verifica del possesso dei requisiti richiesti, da sottoporre per l’approvazione al Consiglio di Presidenza;
  5. Controllare la regolarità amministrativa e contabile delle posizioni di ciascun iscritto, il continuo aggiornamento dell’elenco dei soci, dei circoli, e delle rispettive corrispondenze, nonché di ogni altra base di dati necessaria alla vita del movimento;
  6. Comminare le sanzioni amministrative e verificare le condizioni per il mantenimento o il decadimento dallo status di iscritto;
  7. Dirimere ogni controversia interna al Movimento, tra gli iscritti e il Movimento, tra gli iscritti fra di loro, o fra organi del Movimento;
  8. Sostituire il Consiglio di Presidenza nel caso in cui vengano a mancare in questo la maggioranza dei componenti; sostituire in caso di mancanza simultanea di Presidente e Vicepresidente del Movimento la Presidenza; in entrambi i casi con una gestione strettamente ordinaria e transitoria e immediata convocazione di un’assemblea straordinaria degli iscritti o di un Congresso nazionale per provvedere alle relative sostituzioni.

Le decisioni di merito possono essere oggetto di ricorso all’autorità giudiziaria soltanto per vizio di legittimità e non per valutazioni rimesse alla sua discrezionalità. In ogni caso, per qualsiasi controversia, foro competente è quello di Palermo.

Art. 21 – Contro le deliberazioni del Collegio è ammesso appello al Presidente del Movimento, salvo i due casi disciplinati dal presente articolo. Le decisioni di appello del Presidente sono inappellabili. Il Collegio, qualora ravvisi irregolarità sulle funzioni del Presidente ha facoltà di inviargli riservata censura scritta. Il Presidente è destituibile dal Collegio all’unanimità solo per “Alto Tradimento” del Movimento stesso.

Art. 22 – Il Collegio dei Revisori può avere o la struttura monocratica del “Revisore unico”, o struttura collegiale nel numero di 3. Nel primo caso il Revisore può essere anche componente del Collegio dei Probiviri.

Art. 23 – I Revisori sono eletti con le stesse modalità dei Probiviri e con lo stesso mandato triennale. È requisito essenziali per la loro nomina l’iscrizione presso il Registro dei Revisori legali dei conti tenuto dal Ministero di Grazia e Giustizia.

Art. 24 – I Revisori controllano l’attività amministrativa e contabile del tesoriere, per mezzo di almeno una riunione trimestrale o di un report trimestrale (nel caso di Revisore unico), nel cui verbale attestare il controllo di regolarità della gestione amministrativo-contabile del Movimento.

Art. 25 – I Revisori relazionano sul preventivo e certificano il consuntivo del Movimento da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Presidenza.

Titolo V: Consiglio Nazionale

Art. 26 – Almeno una volta l’anno negli anni in cui non si tiene il Congresso nazionale, e comunque su iniziativa del Presidente, è indetta un’assemblea costituita da tutti i componenti del Consiglio di Presidenza, da tutti i Coordinatori di Circolo, e da tutti i referenti di area per i territori nei quali non è ancora stato costituito un circolo. Detta assemblea prende il nome di Consiglio Nazionale.

Hanno diritto di voto i componenti del Consiglio di Presidenza e i Coordinatori di circolo.

Art. 27 – Il Presidente e il Consiglio di Presidenza sottopongono a dibattito ed eventuale delibera da parte del Consiglio Nazionale le questioni di maggior rilievo riguardanti la vita e le iniziative politiche del Movimento. Il Consiglio Nazionale è presieduto dal Presidente che può darne delega a sua discrezione.

Titolo VI: Circoli

Art. 28 – Qualunque iscritto ordinario può proporre la costituzione di un Circolo, indicando oltre al proprio nome quello di altri sette soci ordinari, nelle forme e modi indicati dal Consiglio di Presidenza.

La proposta di Costituzione del Circolo deve indicare il nome, la sede, anche provvisori, e il Coordinatore.

Dopo la proposta o simultaneamente alla stessa gli altri soci “chiamati” nel Circolo di nuova costituzione devono dare, anche per le vie brevi (chat, mail, messaggi alla pagina ufficiale del movimento, eventuale apposita modalità di adesione dal sito istituzionale) la loro personale adesione al Circolo.

Gli aderenti al Circolo non possono appartenere a circoscrizioni elettorali “regionali” diversa da quelle della sede del Circolo stesso, ma non devono necessariamente risiedere nello stesso Comune. Per i Siciliani non residenti nell’Isola sarà possibile fare riferimento, secondo i criteri di cui al precedente comma, al Comune di domicilio elettivo o di provenienza dichiarato all’atto dell’iscrizione.

Sarà altresì possibile costituire circoli “all’estero” con l’unico requisito che gli iscritti allo stesso devono essere residenti nello stesso Stato; fra gli stati “esteri” è compresa anche l’Italia, intesta come territorio della Repubblica esterno alla Sicilia.

La Costituzione è autorizzata con provvedimento, anche per le vie brevi, del Presidente, verificati i requisiti costitutivi e sentito il Consiglio di Presidenza.

Nello stesso Comune potranno essere costituiti un numero illimitato di Circoli.

Art. 29 – Una volta costituito il Circolo, questo potrà annoverare un numero illimitato di adesioni di soci ordinari nel rispetto dei requisiti di cui al precedente articolo.

L’adesione al Movimento non implica necessariamente la partecipazione a un Circolo, sebbene il Movimento favorisca la massima partecipazione dei propri soci agli stessi.

I nuovi aderenti a un Circolo dovranno indicare tale adesione al momento della iscrizione, se nuovi iscritti, o con comunicazione separata, se già soci.

In ogni momento un iscritto al Movimento può comunicare di avere abbandonato il Circolo senza obbligo di abbandonare il Movimento.

Art. 30 – Il Circolo può anche costituirsi in associazione autonoma, con proprio codice fiscale e conto corrente, purché il proprio Statuto rispetti in tutto e per tutto lo Statuto del Movimento. Di detti atti si deve dare in ogni caso comunicazione al Movimento.

Il Circolo deve avere un Coordinatore, eletto periodicamente e democraticamente con mandato non superiore a quello congressuale, e deve organizzare la propria vita interna ispirandosi ai criteri di massima democrazia, partecipazione, trasparenza e moralità.

Alla convocazione del Congresso tutti i Coordinatori decadono e devono essere rieletti.

È possibile la rielezione del Coordinatore per un numero illimitato di mandati.

Deve essere in ogni caso prevista la figura di un Proboviro che verifica la regolarità della vita associativa e amministrativa del Circolo, che controlla i requisiti dei Soci e, se non è prevista una figura specifica di revisore contabile, che controlli i conti del Circolo stesso.

Le regole interne di funzionamento del Circolo non possono escludere la convocazione dell’assemblea dei suoi componenti su richiesta di un numero congruo degli stessi; è data facoltà in ogni caso al Consiglio di Presidenza di convocare tale assemblea su istanza di uno o più iscritti al Circolo, qualora il Coordinatore non dovesse provvedere e comunque per ragioni di urgenza o di rilevanza politica.

Il Proboviro trasmette al Movimento ogni informazione necessaria all’adozione di eventuali provvedimenti disciplinari contro i soci ordinari del Movimento.

Il Circolo si organizza con la massima autonomia finanziaria nei confronti del Movimento. Non può contrarre obbligazioni per conto del Movimento. I suoi soci, pertanto, e in particolare coloro che agiscono in nome e per conto del Circolo rispondono dell’amministrazione dello stesso.

Il Circolo ha la più ampia autonomia di attività politica entro quanto già previsto dallo Statuto o i documenti programmatici adottati dal Movimento. Per qualunque altra iniziativa politica dovranno avere l’autorizzazione del Consiglio di Presidenza.

Art. 31 – In caso di gravi irregolarità amministrative, o finanziarie, o di impossibilità di funzionamento, o di assenza di canoni elementari di democrazia, o per mancanza di requisiti personali di moralità in capo al Coordinatore, su istanza di singoli iscritti, o d’ufficio, gli organi centrali del Movimento potranno commissariare, per un periodo massimo di 3 mesi, i Circoli, o anche deliberarne lo scioglimento.

Gli eventuali statuti o regolamenti o anche regole verbali dei Circoli non possono escludere questa eventualità, a meno di non rinunciare all’uso del nome e del simbolo del Movimento.

I Circoli sono tenuti a trasmettere ogni informazione politica e amministrativa al Movimento, senza poter opporre alcuna ragione di privacy o di autonomia del Circolo rispetto al Movimento.

Il Coordinatore del Circolo è tenuto a far pervenire agli organi centrali del Movimento in tempi congrui un certificato di casellario giudiziale personale e a rinnovarlo ad ogni rielezione.

Nel caso in cui il numero di iscritti scenda al di sotto del limite minimo di otto, o per la mancanza di altri requisiti essenziali previsti dallo Statuto, dal presente Modello o da altra normativa interna, o per impossibilità di funzionamento, il Circolo sarà sciolto d’ufficio con provvedimento del Presidente.

Titolo VII: Altre rappresentanze territoriali

Art. 32 – Nei comuni in cui non è presente un circolo e sono presenti almeno tre soci ordinari, uno di questi può essere costituito dal Presidente o dal Consiglio di Presidenza come “referente d’area”, con la competenza ad organizzare la vita politica del Movimento su un’area territoriale comprendente uno o più comuni, e con la missione di promuovere la formazione di un regolare Circolo.

Art. 33 – Nei comuni su cui insiste più d’un circolo, su istanza dei coordinatori, o per deliberare su tutte le materie riguardanti la politica comunale, è convocata l’Assemblea cittadina degli iscritti, presieduta dal coordinatore con maggiore anzianità di iscrizione, alla quale partecipano di diritto e hanno diritto di voto tutti gli iscritti residenti nel comune in parola, anche non appartenenti ai circoli, oltre a tutti gli iscritti non residenti in Sicilia che hanno eletto quel comune come loro domicilio politico all’atto dell’iscrizione.

Nei comuni in cui è presente un solo circolo, le funzioni di Assemblea cittadina sono svolte dal circolo stesso, presieduto dal coordinatore, con la partecipazione anche degli iscritti non appartenenti al circolo ma residenti nel territorio comunale o non residenti in Sicilia, ma che hanno eletto quel comune come loro domicilio politico all’atto dell’iscrizione.

Nei comuni in cui non è presente alcun circolo l’Assemblea cittadina è composta da tutti gli iscritti residenti in quel comune o non residenti in Sicilia, ma che hanno eletto quel comune come loro domicilio politico all’atto dell’iscrizione; essa è presieduta, se presente, dal referente d’area, ovvero dall’iscritto con maggiore anzianità d’iscrizione.

Art. 34 – La Sicilia è idealmente divisa in 16 distretti:

  1. distretto di Palermo, comprendente tutti i comuni dell’Area metropolitana di Palermo già facenti parte degli antichi distretti di Palermo e Corleone;
  2. distretto di Termini Imerese, comprendente tutti i comuni dell’Area metropolitana di Palermo già facenti parte degli antichi distretti di Termini e Cefalù;
  3. distretto di Trapani, comprendente tutti i Comuni del Libero consorzio di Trapani, appartenenti agli antichi distretti di Trapani (tranne Marsala e Petrosino) ed Alcamo;
  4. distretto di Marsala, comprendente l’omonimo Comune, Petrosino, e i tutti i Comuni del Libero Consorzio di Trapani appartenenti all’antico distretto di Mazara;
  5. distretto di Sciacca, comprendente tutti i Comuni del Libero Consorzio di Agrigento a nord del fiume Platani;
  6. distretto di Agrigento, comprendente tutti i Comuni del Libero Consorzio di Agrigento a sud del fiume Platani;
  7. distretto di Caltanissetta, comprendente tutti i Comuni del Libero Consorzio di Caltanissetta a nord del Salso;
  8. distretto di Gela, comprendente tutti i Comuni del Libero Consorzio di Caltanissetta a sud del Salso;
  9. distretto di Enna, comprendente tutti i Comuni del Libero Consorzio di Enna;
  10. distretto di Caltagirone, comprendente tutti i Comuni dell’Area metropolitana di Catania già facenti parte dell’antico distretto di Caltagirone;
  11. distretto di Ragusa, comprendente tutti i Comuni del Libero Consorzio di Ragusa;
  12. distretto di Siracusa, comprendente tutti i Comuni del Libero Consorzio di Siracusa;
  13. distretto di Catania, comprendente tutti i Comuni dell’Area metropolitana di Catania già facenti parte degli antichi distretti di Catania e Acireale;
  14. distretto di Sant’Agata di Militello, comprendente tutti i Comuni dell’Area metropolitana di Messina già facenti parte degli antichi distretti di Patti e Mistretta;
  15. distretto di Messina, comprendente tutti i Comuni dell’Area metropolitana di Messina già facenti parte degli antichi distretti di Messina e Castroreale;
  16. distretto insulare, comprendente tutti i Comuni delle Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria.

Quando ritenuto opportuno, dato il giusto grado di sviluppo dei circoli, il Consiglio di presidenza può costituire un coordinamento distrettuale fra i circoli appartenenti a un distretto o a più distretti vicini tra loro, in ogni caso non su base più ampia delle circoscrizioni elettorali previste attualmente per le elezioni dell’Assemblea Regionale Siciliana. In tal caso il coordinamento distrettuale è costituito dai coordinatori di tutti i circoli del distretto o dei distretti circonvicini, che eleggono tra gli iscritti un Portavoce. Questi può assistere, anche telematicamente, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio di Presidenza, ed ha il compito di coordinare l’attività politica nel territorio di riferimento quale primus inter pares rispetto agli altri coordinatori di circolo.

Ai coordinamenti distrettuali, ove costituiti, si applicano le norme previste dall’art. 31 per i Circoli.

Titolo VIII: Rapporti con gli iscritti

Art. 35 – La domanda di iscrizione è presentata in maniera telematica, seguendo gli appositi collegamenti nel sito istituzionale del Movimento, o in maniera cartacea, su apposito modulo predisposto dal Consiglio di Presidenza.

La domanda presentata in maniera cartacea deve comunque essere caricata a sistema anche da altro iscritto, dal coordinatore del circolo o dagli staff amministrativi e informatici centrali del Movimento, affinché si possa considerare validamente inoltrata.

Il Movimento valida, anche con procedura di silenzio-assenso, le domande di iscrizione pervenute. Non è possibile validare la domanda senza il versamento della quota di iscrizione.

Art. 36 – Le categorie di soci e le loro distinzioni sono stabilite all’art. 5 dello Statuto che ne stabilisce i diritti e i doveri.

Art. 37 – Le iscrizioni hanno validità annuale e possono essere sottoscritte dall’1 ottobre l’anno precedente al quale si riferiscono al 30 settembre dell’anno in corso.

I rinnovi delle iscrizioni non possono essere successivi al 31 marzo di ogni anno; gli iscritti che non rinnovino regolarmente l’iscrizione per mezzo del versamento della quota annuale entro tale termine possono essere dichiarati decaduti in ogni momento.

Art. 38 – L’iscritto, oltre ai doveri espressamente previsti dallo Statuto, dal presente Modello organizzativo e da altri regolamenti approvati, ha l’obbligo di comunicare ogni iniziativa di azione politica personale esterna al Movimento e ad essere debitamente autorizzato alla stessa prima di poterla intraprendere.

La partecipazione a consultazioni politiche in concorrenza con il Movimento comporta come sanzione l’immediata espulsione, verificata la condizione medesima.

Art. 39 – Sono vietate le doppie iscrizioni al Movimento e ad altro soggetto politico organizzato (partito o movimento).

Art. 40 – Le sanzioni sono comminate ai sensi e secondo la progressione stabilite nell’art. 5 dello Statuto. Il Richiamo verbale può consistere anche in una breve nota o “rimprovero per iscritto”, a firma del Presidente del Collegio, inviata a mezzo posta elettronica o chat. La sospensione può essere anche “a tempo indeterminato” nei casi più gravi e in tal caso equivale ad una “radiazione” dal Movimento, distinta dalla vera e propria “espulsione” per la possibilità che, rimosse le cause della radiazione stessa, l’iscritto possa essere riammesso. È vietata la riammissione dei soci espulsi per la durata di almeno dieci anni dal provvedimento.

È data facoltà al Presidente, per ragioni di urgenza, di prendere provvedimenti disciplinari, soggetti comunque a ratifica da parte del Collegio dei Probiviri, o di sospendere cautelativamente gli iscritti dalle loro funzioni, sempre per ragioni di urgenza, in attesa dei provvedimenti di merito da parte del Collegio dei Probiviri.

Art. 41 – Oltre alle sanzioni propriamente dette, il Collegio può determinare la “decadenza” dell’iscritto per perdita di un requisito essenziale per l’iscrizione, o per l’impossibilità di proseguire regolarmente nell’adempimento dei propri doveri sociali, e stabilisce i criteri per dichiarare decaduti i soci morosi o che non rinnovano il versamento della quota sociale, dopo almeno un richiamo all’adempimento e un congruo termine per poter procedere a detto adempimento.

Art. 42 – Per tutti gli altri rapporti con gli iscritti si rinvia agli artt. 5 e 6 dello Statuto. Si ribadisce in ogni caso che condizione imprescindibile per essere iscritto è l’essere “Siciliano”, cioè o cittadino italiano residente in un Comune della Sicilia, o cittadino italiano nato in Sicilia e ovunque residente, o di qualunque nazionalità purché originario della Sicilia non successivo alla terza generazione per almeno un quarto dei propri ascendenti.

Titolo IX: Congresso Nazionale

Art. 43 – Il Consiglio di Presidenza uscente convoca, ogni tre anni, il Congresso Nazionale, determinando il luogo, le regole di funzionamento interno, la composizione di una eventuale commissione per la verifica dei poteri, la Presidenza dello stesso, che in mancanza di deliberazioni di merito spetta al Presidente uscente o a persona da questa delegata, i tempi di svolgimento, le modalità di comunicazione delle conclusioni e dei rapporti con la stampa e con l’esterno, le modalità di formalizzazione di eventuali deleghe, le modalità di presentazione delle candidature interne, di votazione e di elezione degli organi elettivi.

Art. 44 – Partecipano di diritto al Congresso Nazionale tutti i soci ordinari e i soci fondatori, da convocare a mezzo di avviso sul sito istituzionale del Movimento. Essi hanno tutti pari diritto di voto e non possono rappresentare più di un delegato assente su esplicita delega. I soci sostenitori e onorari sono convocati, senza diritto di voto.

Art. 45 – Il Congresso è il luogo del dibattito nazionale. In esso deve essere prevista una sessione per gli interventi programmati da parte degli iscritti.

Il Congresso elegge gli organi elettivi nazionali del Movimento.

Il Congresso emenda o ratifica le modifiche al progetto politico approvate dal Consiglio di Presidenza uscente.

Art. 46 – Le regole istitutive del Congresso devono prevedere la possibilità che, su richiesta di un numero qualificato di iscritti, esso possa emendare lo Statuto, il Modello organizzativo, il Progetto politico o il Programma del Movimento, con il voto favorevole della maggioranza degli iscritti. Esso può anche prendere qualunque altra deliberazione di carattere politico a maggioranza dei presenti, compresi i voti per delega.

Art. 47 – Per tutto quanto non espressamente previsto in questo Titolo, e per assemblee dei soci non congressuali, trova diretta applicazione l’art. 8 dello Statuto del Movimento.

Titolo X: Programmi politici

Art. 48 – I Programmi politici del Movimento devono ispirarsi in ogni caso ad un indipendentismo democratico, laico, non violento, contrario ad ogni forma di discriminazione sulla base di ogni tipo di condizione personale e sociale. La condizione di “naturale siciliano”, destinatario principale e privilegiato delle azioni politiche ed amministrative del Movimento, si acquisirà per nascita o per naturalizzazione degli stranieri residenti, se stabili ed integrati, e non potrà essere predicato alcun nazionalismo basato su concetti di razza, origine etnica, confessione o simile discrimine.

Art. 49 – I programmi politici sono articolati su quattro livelli in funzione del livello di dettaglio:

  1. manifesto programmatico del Movimento, per le finalità ultime dello stesso;
  2. priorità politiche;
  3. progetto politico;
  4. programma di governo.

I programmi sono distinti in due sezioni:

  1. programma minimo, nella permanenza di vincoli politici di appartenenza della Sicilia al territorio della Repubblica Italiana e dell’Unione europea;
  2. programma massimo, nella previsione della piena indipendenza.

Art. 50 – La competenza alla definizione dei programmi politici è attribuita paritariamente al Consiglio di Presidenza e al Congresso Nazionale o ad altra assemblea plenaria dei Soci. Il Congresso può approvare proposte programmatiche sottoposte allo stesso dal Consiglio di Presidenza uscente e da quello entrante.

In caso di dissenso tra i deliberati del Congresso e quelli del Consiglio di Presidenza prevalgono i primi, fatta salva la possibilità del Consiglio di Presidenza e del Presidente di sottoporre ad approvazione, mediante consultazione interna, anche telematica, ogni tipo di emendamento ai programmi del Movimento.

Art. 51 – Al Presidente spetta diritto di veto su ogni decisione programmatica, con provvedimento motivato sulla violazione degli scopi sociali stabiliti all’art. 1 dello Statuto o la contrarietà al vigente progetto politico del Movimento.

Titolo XI: Regolamenti e normazione interna

Art. 52 – Il Movimento ha, per la propria vita interna, un sistema normativo, secondo la seguente gerarchia:

  1. atto costitutivo e statuto;
  2. modello organizzativo;
  3. regolamenti e altra normazione interna;

 

 

Art. 53 – Il Consiglio di Presidenza ha ogni competenza, a maggioranza semplice dei suoi componenti, per l’emanazione di normativa interna. Quando questa affronta temi di particolare rilevanza sistematica, si parla di “regolamenti”.

Art. 54 – I regolamenti e le altre norme interne al movimento devono essere pubblicate in apposito collegamento sul sito istituzionale del Movimento.

Art. 55 – È fatto obbligo a tutti i soci di rispettare integralmente ogni normazione interna alla stessa stregua di quanto previsto nell’atto costitutivo, nello statuto e nel presente modello organizzativo.

Titolo XII: Partecipazione a competizioni elettorali

Art. 56 – Il Movimento può partecipare a tutte le competizioni elettorali ritenute politicamente opportune.

Ogni competenza sulle consultazioni regionali, statali, europee, sia sul profilo delle decisioni politiche, sia su quello delle candidature ed ogni altro aspetto organizzativo, spetta unicamente al Consiglio di Presidenza, che può sul tema consultare il Consiglio Nazionale, fatto salvo il diritto di veto, su ogni decisione ultima, da parte del Presidente.

Ad ogni consultazione sono stabiliti parimenti i requisiti personali e professionali minimi per poter essere candidato a cariche elettive.

Art. 57 – La partecipazione alle elezioni amministrative è materia di competenza dei circoli comunali, eventualmente riuniti in assemblee cittadine in caso di presenza di più circoli, o dei referenti d’area per le zone non coperte da circolo, previo sempre assenso di ogni decisione politica da parte del Consiglio di Presidenza.

Art. 58 – Il Movimento si candida alle elezioni amministrative di preferenza con simbolo e candidato sindaco proprio. Quando non ci sono le condizioni per tale presenza è possibile anche la presentazione di una lista civica chiaramente riconducibile al Movimento, con il nostro simbolo nelle sue parti essenziali, o chiaramente richiamato, secondo quanto stabilito all’art. 3 dello Statuto.

In casi eccezionali è consentita la presentazione di candidati indipendenti di “Siciliani Liberi” all’interno di altre liste, purché queste siano esclusivamente liste civiche non riconducibili in alcun modo a partiti italiani.

Art. 59 – In ogni caso il logo da depositare alle elezioni amministrative deve essere concordato con il Consiglio di Presidenza.

Art. 60 – La lista può presentare sindaco comune o allearsi in coalizioni strettamente civiche, nelle quali non sono riconoscibili forze politiche o personale politico dei partiti italiani. Ogni decisione eccezionalmente diversa sarà di competenza degli organi centrali del Movimento.

Art. 61 – Se lo richiedono ragioni di opportunità politica il candidato sindaco può anche non essere iscritto a Siciliani Liberi. Per le stesse ragioni è possibile che iscritti a Siciliani Liberi siano individualmente candidati in liste civiche apparentate.

È esclusa invece qualunque possibilità di concorrenza politica a una lista o a un candidato di Siciliani Liberi da parte di qualunque iscritto del Movimento.

È esclusa parimenti ogni candidatura o partecipazione elettorale da parte di soci del Movimento, anche in comuni nei quali il Movimento non è presente, se non previa deliberazione da parte degli organi competenti del Movimento stesso.

Art. 62 – Di norma le candidature consiliari e circoscrizionali sono tratte tra gli iscritti al Movimento. È possibile la presenza di candidature indipendenti riconoscibili nei valori espressione del Movimento, possibilmente in misura non superiore a un terzo delle candidature espresse.

Art. 63 – I candidati ad ogni tipo di consultazione devono presentare un breve curriculum, professionale e politico e un certificato di casellario giudiziario da sottoporre agli organi competenti prima della loro accettazione. A questa regola devono attenersi anche i candidati indipendenti.

Art. 64 – L’approvazione della lista dei candidati, fatto salvo il diritto di veto da parte degli organi centrali del Movimento, spetta nelle elezioni amministrative all’assemblea degli iscritti e, dove espressione del nostro Movimento, al parere del candidato Sindaco. I criteri di accettazione o di diniego devono essere quelli statutari di competenza, onorabilità e affidabilità politica.

Art. 65 – Il diritto di elettorato attivo spetta, nelle consultazioni amministrative, agli iscritti residenti nel Comune di appartenenza.

Art. 66 – Il diritto di elettorato passivo spetta a tutti gli iscritti al Movimento e, fra i candidati indipendenti, a tutti coloro che sono in possesso dei requisiti per l’iscrizione al Movimento.

Art. 67 – Il programma amministrativo è di competenza dell’assemblea degli iscritti residenti nel Comune interessato, previo parere favorevole del candidato sindaco, ove espressione del nostro Movimento, restando sempre ogni diritto di integrazione, rettifica e veto da parte degli organismi centrali del Movimento.

Art. 68 – I candidati eletti a cariche elettive, nonché gli iscritti che siano componenti non elettivi di giunte e organi amministrativi equivalenti connessi comunque alle elezioni,  si impegnano a versare, se eletti, nelle casse del Movimento, una mensilità sui loro emolumenti anticipati. Tale mensilità, per le componenti fisse e continuative, andrà versata alla percezione del primo emolumento mensile, e, per le componenti variabili, sulla base della prima liquidazione, salvo conguaglio a fine di ogni anno.

Tale versamento è dovere obbligatorio per tutti gli iscritti al Movimento ed è condizione per poter partecipare, oltre alla vita del partito, a gruppi consiliari o parlamentari riconducibili al Movimento, e comunque per potere spendere, in qualunque modo, il nome del Movimento.

Art. 69 – Per tutte le operazioni organizzative e amministrative è costituito a cura degli organi competenti un Comitato elettorale, con un Presidente e un numero variabile ma determinato di componenti.

Art. 70 – In caso di più candidature interne alla carica di Sindaco sono indette consultazioni interne tra gli iscritti per la scelta dello stesso.

Art. 71 – I candidati interni alla carica di Consigliere o di Sindaco che, rispettivamente, sottopongono all’assemblea degli iscritti la propria candidatura o partecipano alle consultazioni interne, s’impegnano ad accettare l’esito delle votazioni interne e a sostenere comunque il candidato sindaco e la lista risultati approvati nella fase di scelta dei candidati. Si impegnano altresì a non candidarsi, pena espulsione, per la carica di Sindaco o Consiglieri in qualsivoglia altra lista concorrente.

Art. 72 – Il Comitato elettorale approva se necessario i moduli per la presentazione delle domande di candidatura a sindaco, a consigliere comunale, a consigliere circoscrizionale, i termini e le modalità di loro presentazione. Nelle votazioni interne ciascun iscritto non potrà avere più di una delega.

Art. 73 – Le nomine a cariche amministrative non elettive, ma connesse alle elezioni, come quelle di assessore e simili, sono rimesse all’apprezzamento dell’organo elettivo competente (Presidente della Regione, Sindaco, e simile), ma previa approvazione da parte del Consiglio di Presidenza. Tali cariche amministrative possono essere liberamente tratte dall’esterno del Movimento tra le persone di adeguata moralità e competenza.

Titolo XIII: Patrimonio e finanze

Art. 74 – Il patrimonio netto del Movimento è costituito dalla somma algebrica del valore di tutti i beni mobili e immobili di sua proprietà, da tutti i suoi crediti o altri diritti di natura patrimoniale, nonché da tutti i debiti o obbligazioni a carico del Movimento stesso.

Il Movimento può disporre di beni da reddito o di quote di imprese societarie, purché non eserciti direttamente l’attività imprenditoriale connessa. È possibile tuttavia l’esercizio accessorio di attività fiscalmente qualificate come commerciali purché non organizzate in modo professionale.

Art. 75 – Il legale rappresentante pro tempore del Movimento, ovvero il Presidente e le persone da questo delegate, tra cui il Tesoriere, hanno il dovere di amministrare il patrimonio sociale nel solo interesse del Movimento e in conformità dello Statuto, del Modello Organizzativo, di ogni altro atto normativo interno, e delle deliberazioni regolarmente assunte dal Movimento stesso.

Il Presidente non può disporre del patrimonio immobiliare senza il consenso del Consiglio di Presidenza e del Collegio dei Probiviri; non ha comunque diritto, né lui né persona da questi delegata, a disporre di questo e del restante patrimonio per usi personali, né per negozio tra vivi, né per trasferimenti mortis causa.

Art. 76 – Le modificazioni del patrimonio sociale, anche se fiscalmente o civilmente irrilevanti, sono definite a fini interni come “proventi” o “oneri”, rispettivamente, del Movimento. Essi possono avere la più diversa natura, tra cui, a titolo esemplificativo:

  1. Contributi di iscrizione e di rinnovo annuale, secondo quanto deliberato dal Consiglio di Presidenza;
  2. Contributi da soci sostenitori;
  3. Donazioni, anche libere a fronte di dazione di gadget e altro materiale propagandistico;
  4. Devoluzioni di compensi da cariche elettive o di natura politico-amministrative;
  5. Contribuzioni volontarie o straordinarie da parte degli iscritti per l’autofinanziamento del Movimento;
  6. Contributi e rimborsi di provenienza pubblica;
  7. Entrate patrimoniali;
  8. Proventi da attività commerciale accessoria;
  9. Proventi da compartecipazione in attività d’impresa;
  10. Proventi per incrementi, ripartizioni di proventi pluriennali, rivalutazioni e simili;
  11. Proventi straordinari;
  12. Oneri di funzionamento del Movimento, sia di carattere strutturale, sia legato alle politiche dello stesso;
  13. Oneri per la comunicazione istituzionale, i media, la propaganda elettorale e politica, e simili;
  14. Oneri per Congressi, manifestazioni e attività o iniziative di interesse generale;
  15. Oneri per attività accessorie e altri oneri correnti;
  16. Oneri per consumi, ammortamenti, svalutazioni e simili;
  17. Oneri straordinari.

Art. 77 – Distinti dai proventi e dagli oneri, che possono avere natura anche non monetaria, sono le “entrate” e le “spese”, rappresentate nei documenti finanziari di programmazione e controllo.

Le entrate e le spese riguardano, oltre ai proventi ed oneri di natura monetaria, le seguenti categorie:

  1. Spese per investimenti, patrimoniali o finanziari;
  2. Spese per rimborso prestiti (di carattere eccezionale);
  3. Entrate da disinvestimenti, patrimoniali o finanziari;
  4. Entrate per accensione di prestiti (di carattere eccezionale).

Art. 78 – Il tesoriere gestisce i fondi liquidi del movimento su apposito conto corrente, cassa economale e altri strumenti che di volta in volta si rendano utili e disponibili purché la gestione di tutti i suddetti fondi sia centralizzata e registrata.

Le modalità di incasso e versamento delle quote obbligatorie o volontarie possono essere in unica soluzione o rateizzate su base mensile, e in ogni caso secondo quanto disposto dal Movimento.

La gestione patrimoniale e finanziaria del Movimento è del tutto separata da quella dei Circoli, quali associazioni del tutto autonome dal punto di vista amministrativo e finanziario; né il Movimento può contrarre obbligazioni per conto dei Circoli, né i Circoli possono farlo per conto del Movimento.

Art. 79 – Il Movimento redige all’inizio di ogni esercizio il bilancio preventivo e al termine il bilancio consuntivo, su basi finanziarie. Non sono obbligatorie scritture patrimoniali ed economiche. Detti documenti, corredati da relazione da parte del Collegio dei Revisori o del Revisore unico, se e quando istituiti, sono soggetti ad approvazione da parte del Consiglio di Presidenza. Essi sono trasmessi per conoscenza altresì al Collegio dei Probiviri.

Il Movimento tiene altresì archivio di tutti i documenti, politici o amministrativi, e conserva per un termine di dieci anni, anche solo su supporto informatico, i documenti originari di tutte le transazioni registrate nella contabilità.

Il Movimento tiene archivio, anche informatico, di tutti i soci e dei circoli e altre strutture organizzative nelle quali esso si articola.

Titolo XIV: Norma di chiusura

Art. 80 – Durante la fase di Costituzione il presente Modello organizzativo è attuato in quanto compatibile con le norme transitorie stabilite nello Statuto che prevalgono in ogni caso sul presente Modello organizzativo.

Per tutto quanto non previsto dallo Statuto, dal Modello organizzativo, da altre norme regolamentari od organizzative interne o da decisioni prese dagli organi competenti, in attuazione dell’art. 16 dello Statuto, trovano applicazione le norme del diritto civile in materia di associazioni non riconosciute.

 

 

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