Le priorità del Movimento

Dalla Regione allo Stato di Sicilia indipendente
La Sicilia rinegozierà immediatamente la propria condizione di “colonia” nei confronti dell’Italia. L’obiettivo finale è quello della proclamazione dell’indipendenza attraverso una delibera del proprio Parlamento e una consultazione referendaria popolare. Nell’immediato gli spazi di sovranità garantiti dallo Statuto saranno attuati, anche unilateralmente laddove lo Stato italiano continuasse con il proprio ostruzionismo, e si porrà da subito la condizione di un rapporto di confederazione, con modifica della Costituzione della Repubblica, tra uno Stato di Sicilia e la Repubblica italiana. I rapporti con l’Unione Europea saranno rinegoziati di conseguenza, nel solo interesse nazionale siciliano, in funzione del grado di sovranità/indipendenza conseguito e saltando in ogni caso l’intermediazione italiana nella rappresentanza e nei negoziati con l’Europa.

Immediata riappropriazione delle proprie risorse finanziarie e delle funzioni sovrane essenziali.
In ogni caso la Sicilia disporrà immediatamente della propria Agenzia delle Entrate, di un proprio sistema informatico per la pubblica amministrazione, della propria Polizia e tutti i tributi, il cui presupposto nasca in Sicilia, dovranno restare nel nostro territorio.

Moneta siciliana, anche sotto forma di moneta complementare (Progetto Tarì).
La Sicilia indipendente avrà, anche solo per le transazioni interne in attesa di avere una valuta stabile e convertibile sui mercati internazionali, una propria moneta, pubblica, irredimibile e priva di interessi. Nelle fasi transitorie tale moneta assumerà la veste di strumento finanziario complementare, parallelo alla valuta legale italiana (oggi l’euro), sotto forma di Certificato di Credito Fiscale (valido cioè per il pagamento dei tributi, oltre che per l’estinzione delle obbligazioni limitatamente al territorio siciliano). Le banche che operano in Sicilia saranno sottoposte alla vigilanza e ad un regime di autorizzazioni da parte di un istituto bancario centrale siciliano.

Shock positivo all’economia siciliana per mezzo della leva fiscale.
Con le proprie risorse la Sicilia è in grado di imprimere subito uno shock positivo all’economia per mezzo della leva fiscale, attraverso:

  1. Tetto all’imposizione diretta con imposizione proporzionale e detrazione per redditi bassi e familiari a carico sino ad una soglia di esenzione per i redditi di sussistenza
  2. Agevolazione fiscali per gli insediamenti esteri eco-compatibili e che creano lavoro stabile e per lo stabilimento in Sicilia di non residenti dotati di reddito (pensionati).
  3. Abbattimento del costo della vita attraverso la diminuzione generalizzata dell’IVA e delle accise, in special modo quelle sui carburanti
  4. Programma ampio di investimenti infrastrutturali, in particolar modo nelle reti di trasporto ferroviarie e stradali e sulla Scuola, vera infrastruttura immateriale

Sostegno al reddito per i non occupati e le casalinghe.
Con le risorse derivanti da una politica fiscale e monetaria autonoma sarà possibile l’erogazione di un sostegno al reddito per tutti i soggetti maggiorenni non pensionati che non siano titolari di reddito ed appartenenti a determinate categorie meritevoli di tutela: disoccupati, casalinghe, studenti universitari, lavoratori in riqualificazione o inseriti in programmi di reinserimento. Tale sostegno non deve raggiungere un livello che sia disincentivante rispetto ad una ricerca attiva di occupazione.

Superamento del precariato e delle assunzioni clientelari.
Tutela, con norme transitorie ad esaurimento, degli esuberi dal settore pubblico di tutti i dipendenti “para-regionali” frutto in passato di assunzioni clientelari, che non dovranno mai più riproporsi in futuro: operai della forestale, precari degli enti locali, dipendenti storici della formazione professionale. Stabilizzazione con part-time dei forestali, concorso con quota di posti riservati per i precari, reddito di cittadinanza per i lavoratori espulsi, in particolar modo per i dipendenti della formazione.

Abbandono del regime burocratico delle autorizzazioni pubbliche e snellimento della P.A.
Abbandono del sistema delle autorizzazioni preventive per l’avvio di nuove attività (con l’eccezione delle autorizzazioni ambientali e per le nuove costruzioni) e sostituzione con i sistemi di controllo ex post. Snellimento della pubblica amministrazione, in particolare di quella centrale, che dovrà dedicarsi alla programmazione e ai controlli, e ricorso massiccio alle tecnologie informatiche.

Controllo pubblico delle risorse fondamentali del paese e di alcune attività strategiche.
Le fonti di energia, i beni culturali e ambientali sono le risorse principali inalienabili del popolo siciliano sulle quali va posta la proprietà o comunque lo stretto controllo del pubblico. L’iniziativa privata sarà pienamente libera e incentivata ma lo Stato di Sicilia manterrà il controllo, e la centralità, senza impedire la presenza di un efficiente privato, in alcuni settori sensibili: sanità, previdenza, istruzione e ricerca, energia, trasporti di linea, servizi a rete, controllo del sistema bancario, finanziario e assicurativo. Il sistema di erogazione dell’acqua sarà pubblico.

 

Le suddette priorità sono sviluppate nel “Progetto politico” e, ancor più, nel “Programma”.

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