Progetto politico

Questi i punti essenziali del nostro progetto politico:

  1. Verso l’Indipendenza dello Stato di Sicilia.
  2. Fuori da questa Europa e dall’euro.
  3. Immediata riappropriazione delle proprie risorse finanziarie e delle funzioni sovrane essenziali.
  4. Moneta siciliana.
  5. Imposizione proporzionale sui redditi e tetto alle aliquote.
  6. Agevolazioni agli investimenti esteri.
  7. Diminuzione dell’IVA e dimezzamento delle accise petrolifere per diminuire il costo della vita.
  8. Sostegno al reddito per i non occupati e le casalinghe.
  9. Superamento del precariato e delle assunzioni clientelari.
  10. Amministrazione pubblica informatizzata, efficiente e moralizzata.
  11. Abbandono del regime burocratico delle autorizzazioni pubbliche.
  12. Snellimento della burocrazia centrale.
  13. Costituzione dei “distretti”, più vicini ai cittadini.
  14. Zone franche e Porto franco nei territori di confine.
  15. Lingua siciliana.
  16. Una scuola “siciliana”.
  17. Una produzione artistica, letteraria e cinematografica “siciliana”.
  18. L’energia siciliana ai Siciliani.
  19. Ferrovie, strade e trasporti degni di un paese civile.
  20. Qualità dei cibi, filiera corta e protezione del prodotto agro-alimentare siciliano.
  21. Tutela della pesca siciliana.
  22. Centralità del pubblico nell’istruzione, sanità, previdenza e servizi a rete (acqua pubblica).
  23. Protezione degli ecosistemi naturali e dei beni culturali.
  24. Mai più cumuli di rifiuti.
  25. Lotta al dissesto idrogeologico e alla desertificazione.
  26. La famiglia al centro della politica sociale.
  27. La Sicilia non può essere l’hotspot dell’Europa.
  28. Le immigrazioni non si gestiscono con la pancia o solo col cuore, ma con la testa.
  29. La Sicilia terra di legalità.
  30. Uno stato di diritto, sovrano, democratico e pacifico, non uno stato-fantoccio.

 

Il presente progetto trova ulteriore sviluppo nel “programma completo” del Movimento

 

 

  1. Verso l’Indipendenza dello Stato di Sicilia.
    La Sicilia dovrà essere Stato indipendente, in attuazione del principio di autodeterminazione dei Popoli, e, nell’attesa di questa conquista, deve essere immediatamente costituita in Stato autonomo, in rapporto di confederazione pattizio con l’attuale Stato italiano, per mezzo di modifica della Costituzione con recupero sostanziale di tutti i margini di autonomia già riconosciuti nel dettato “letterale” dell’attuale Statuto e con, in aggiunta, l’esplicito riconoscimento della sovranità originaria dello Stato di Sicilia e della sua natura nazionale.

  2. Fuori da questa Europa e dall’euro.
    La Sicilia definirà liberamente i propri rapporti con l’Europa da stato indipendente, ma uscirà dall’eurozona e dalle sue insostenibili norme fiscali e, nella permanenza transitoria all’interno della Repubblica italiana, negozierà il mantenimento di tutta la propria sfera di sovranità pretendendo, nel nome dell’insularità garantita dai trattati europei, di essere riconosciuta in “Zona Economica Speciale”, con speciali norme in materia commerciale, in particolar modo nel settore agro-alimentare, finanziaria/monetaria, fiscale e doganale.

  3. Immediata riappropriazione delle proprie risorse finanziarie e delle funzioni sovrane essenziali.
    In ogni caso la Sicilia disporrà immediatamente della propria Agenzia delle Entrate, di un proprio sistema informatico per la pubblica amministrazione, della propria Polizia e tutti i tributi, il cui presupposto nasca in Sicilia, dovranno restare nel nostro territorio.

  4. Moneta siciliana.
    La Sicilia indipendente avrà, anche solo per le transazioni interne in attesa di avere una valuta stabile e convertibile sui mercati internazionali, una propria moneta, pubblica, irredimibile e priva di interessi. La moneta “privata” emessa dalle banche non potrà superare il 50 % di quella in circolazione. La moneta “pubblica” potrà circolare anche per mezzo di contante elettronico, con carte al portatore e i limiti di uso del contante saranno rilassati a una cifra indicativa di 5.000 €. Nelle fasi transitorie tale moneta assumerà la veste di strumento finanziario complementare, parallelo alla valuta legale italiana (oggi l’euro), sotto forma di Certificato di Credito Fiscale (valido cioè per il pagamento dei tributi, oltre che per l’estinzione delle obbligazioni limitatamente al territorio siciliano). Le banche che operano in Sicilia saranno sottoposte alla vigilanza e ad un regime di autorizzazioni da parte di un istituto bancario centrale siciliano.

  5. Imposizione proporzionale sui redditi e tetto alle aliquote.
    Introduzione di un’imposizione fiscale sui redditi proporzionale con progressività per detrazione per le famiglie numerose e a basso reddito e tetto massimo di imposizione. Esenzione per i redditi minimi di sussistenza.

  6. Agevolazioni agli investimenti esteri.
    Agevolazione tributaria per i redditi da capitale, in particolare per gli insediamenti derivanti da afflusso di capitali esteri che creino lavoro stabile, e per i redditi da pensioni di non residenti che si stabiliscono in Sicilia.

  7. Diminuzione dell’IVA e dimezzamento delle accise petrolifere per diminuire il costo della vita.
    Abbattimento generalizzato dell’IVA, delle accise e in particolare sui derivati del petrolio, che dovranno essere almeno dimezzati.

  8. Sostegno al reddito per i non occupati e le casalinghe.
    Erogazione di un sostegno al reddito per tutti i soggetti maggiorenni non pensionati che non siano titolari di reddito ed appartenenti a determinate categorie meritevoli di tutela: disoccupati, casalinghe con figli minori o con persone anziane in casa, studenti universitari in regola col percorso di studi, lavoratori in riqualificazione o inseriti in programmi di reinserimento. Tale sostegno non deve raggiungere un livello che sia disincentivante rispetto ad una ricerca attiva di occupazione.

  9. Superamento del precariato e delle assunzioni clientelari.
    Tutela, con norme transitorie ad esaurimento, degli esuberi dal settore pubblico di tutti i dipendenti “para-regionali” frutto in passato di assunzioni clientelari, che non dovranno mai più riproporsi in futuro: operai della forestale, precari degli enti locali, dipendenti storici della formazione professionale. Stabilizzazione con part-time dei forestali, concorso con quota di posti riservati per i precari, reddito di cittadinanza per i lavoratori espulsi, in particolar modo per i dipendenti della formazione.

  10. Amministrazione pubblica informatizzata, efficiente e moralizzata.
    Ridefinizione degli organici della pubblica amministrazione con un massiccio ricorso alla e-administration per snellire la burocrazia pubblica, in modo da poterla riqualificare, selezionare con criteri di professionalità, premiare adeguatamente il merito, e sottrarla alle invasioni della politica. Moralizzazione delle retribuzioni dei manager pubblici di più alto livello con la posizione di un tetto e divieto per i doppi incarichi.

  11. Abbandono del regime burocratico delle autorizzazioni pubbliche.
    Abbandono del sistema delle autorizzazioni preventive per l’avvio di nuove attività (con l’eccezione delle autorizzazioni ambientali e per le nuove costruzioni) e sostituzione con i sistemi di controllo ex post.

  12. Snellimento della burocrazia centrale.
    Snellimento della burocrazia centrale dello Stato di Sicilia (ex Regione) con devoluzione delle funzioni ad agenzie specializzate, gestite secondo criteri aziendali, e agli enti locali (Comuni e Distretti consortili).

  13. Costituzione dei “distretti”, più vicini ai cittadini.
    Costituzione di un ente locale intermedio tra i Comuni, che resteranno il centro della Pubblica Amministrazione, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria, e lo Stato: i Distretti, in numero elevato e stabile (da un minimo di 15 a un massimo di 25), comprese le tre aree metropolitane, che avranno un’amministrazione speciale.

  14. Zone franche e Porto franco nei territori di confine.
    Costituzione del territorio comunale di Messina in zona e porto franco e delle isole del Canale di Sicilia (Pantelleria e Pelagie) in zona franca.

  15. Lingua siciliana.
    Il Siciliano sarà lingua nazionale sussidiaria, a fianco dell’italiano, usato nella toponomastica, nelle insegne destinate al pubblico, anche di carattere commerciale, nei documenti amministrativi, nelle scuola e nel servizio pubblico radiotelevisivo, incentivato nella produzione giornalistica, editoriale, cinematografica e varia.

  16. Una scuola “siciliana”.
    La Scuola siciliana, oltre al patrimonio linguistico-letterario siciliano (in siciliano e in italiano, ma anche tradotta dal greco, latino ed arabo), dovrà trasmettere ai futuri cittadini tutti i valori della nostra identità, dall’arte alla musica, dalla Costituzione (oggi lo Statuto) alla storia della Nazione siciliana e delle sue istituzioni.

  17. Una produzione artistica, letteraria e cinematografica “siciliana”.
    Lo Stato di Sicilia incentiverà le produzioni artistiche, letterarie, cinematografiche, mediatiche e in genere culturali che contribuiranno alla difesa dell’identità siciliana e alla promozione di un’immagine positiva della stessa nel mondo. Saranno perseguite civilmente e penalmente, anche a livello internazionale, tutte le manifestazioni di diffamazione e di razzismo nei confronti della cultura e dell’identità siciliana.

  18. L’energia siciliana ai Siciliani.
    La titolarità delle fonti di energia sarà dello Stato, che potrà concederle per lo sfruttamento e la commercializzazione a privati con adeguato ritorno economico e controllo sulla qualità del bene/servizio prodotto e i prezzi, nonché sull’occupazione di settore. Così pure sarà per la gestione dei beni demaniali e delle risorse naturali, o dei beni culturali demaniali e pubblici. È incentivata la produzione di energia per l’autoconsumo con fonti rinnovabili.

  19. Ferrovie, strade e trasporti degni di un paese civile.
    La Sicilia sarà dotata di una rete di infrastrutture di trasporto degna di un paese civile attraverso un massiccio piano di investimenti: trasporti urbani, privilegiando il mezzo pubblico, reti interne alla Sicilia, stradali e ferroviarie, collegamenti esterni, navali ed aerei, anche per mezzo ove necessario di compagnia navale ed aerea di bandiera e la costruzione di un hub aeroportuale intercontinentale al centro della Sicilia. Alle Isole minori sarà garantita la massima continuità territoriale anche per mezzo di una struttura pubblica dedicata alle stesse e/o con un “distretto speciale” che le includa.

  20. Qualità dei cibi, filiera corta e protezione del prodotto agro-alimentare siciliano.
    Lo Stato di Sicilia porrà controlli severi sulla qualità dei cibi che giungono sulle tavole dei Siciliani e favorirà la filiera corta e il prodotto di qualità, agevolando i produttori disposti ad accettare un protocollo qualitativo, e promuovendo stili di vita sani. La qualità sarà fondata sul recupero delle vocazioni naturali dei terreni agricoli, con il recupero delle sementi antiche e l’abbandono del ricorso massiccio a prodotti chimici. Gli OGM saranno banditi. Saranno favoriti i consorzi tra piccoli imprenditori agricoli e agroalimentari per agevolare la loro competizione sui mercati interni e internazionali. Su questi ultimi verrà favorita l’esportazione di un prodotto alimentare di eccellenza. Tutela di quote di prodotto locale sul mercato interno.

  21. Tutela della pesca siciliana.
    La Sicilia rivendica la titolarità in esclusiva dello sfruttamento dei bacini di pesca che ricadono nella piattaforma continentale di competenza, anche oltre le acque territoriali e zona limitrofa, delimitando con appositi accordi le aree di influenza con Italia, Malta, Tunisia e Libia, e mantenendo i prelievi ittici entro la capacità rigenerativa dei mari.

  22. Centralità del pubblico nell’istruzione, sanità, previdenza e servizi a rete (acqua pubblica).
    Lo Stato di Sicilia manterrà un’offerta pubblica centrale nei settori dell’educazione e della ricerca (scuola, università e centri di ricerca), della sanità e della previdenza, lasciando spazio al servizio privato convenzionato di qualità, e al servizio privato di eccellenza che resterà libero, sebbene sottoposto a controlli pubblici. I servizi a rete dove è presente un monopolio naturale (energia, gas, etc.) saranno controllati dal pubblico, con la titolarità demaniale delle infrastrutture e la possibilità di affidare la sola gestione ai privati o agli enti locali, in funzione della maggiore convenienza per i cittadini utenti. Il servizio idrico sarà comunque pubblico.

  23. Protezione degli ecosistemi naturali e dei beni culturali.
    Lo Stato di Sicilia manterrà e dove possibile amplierà le zone naturali sottoposte a protezione, favorendo ove compatibile con l’ecosistema la migliore valorizzazione economica delle stesse. Il patrimonio archeologico, architettonico, artistico e culturale siciliano, il vero “oro” della Sicilia, sarà interessato da un’azione di recupero integrale e di massima valorizzazione economica per fare, grazie anche al patrimonio antropologico e alla cucina siciliana, della Sicilia una meta turistica privilegiata a livello mondiale. Il paesaggio, l’ambiente, i beni culturali e artistici devono costituire un “pacchetto integrato” che va mantenuto come la più preziosa delle nostre risorse.

  24. Mai più cumuli di rifiuti.
    I rifiuti non costituiranno più un costo ma una risorsa. La Sicilia punterà ad un modello di sviluppo che riduca al minimo l’emissione di rifiuti, solidi, liquidi e gassosi, portando al massimo, con opportuni investimenti, ogni tipo di riciclo o conversione in energia, in maniera ecocompatibile e senza mai più usare il settore per assunzioni clientelari che poi compromettano il servizio stesso.

  25. Lotta al dissesto idrogeologico e alla desertificazione.
    La manutenzione del territorio dal dissesto idrogeologico e la riforestazione costituiranno una delle priorità dell’azione pubblica siciliana.

  26. La famiglia al centro della politica sociale.
    La famiglia sarà posta al centro della politica sociale dello Stato di Sicilia. Saranno studiate provvidenze (politiche della casa, integrazioni al reddito familiare per i monoreddito, detrazioni per quoziente familiare, agevolazioni per le imprese a conduzione familiare, nidi per i genitori che lavorano entrambi) a favore delle giovani coppie che intendono formare una famiglia e creare nuova vita e per quelle sposate che hanno figli minori, e in ogni caso per chi ha minori a carico.

  27. La Sicilia non può essere l’hotspot dell’Europa.
    La Sicilia indipendente si opporrà a politiche economiche o militari che destabilizzano il Mediterraneo o il Continente africano sottoponendo le proprie coste ad una pressione, seppure di transito, disumana e insostenibile. Essa chiederà con forza che l’Italia e l’Europa facciano la loro parte, non potendosi trasformare la Sicilia in un gigantesco campo profughi che, peraltro, non hanno la Sicilia come destinazione finale ma solo come terra di passaggio.

  28. Le immigrazioni non si gestiscono con la pancia o solo col cuore, ma con la testa.
    Per quel che riguarda l’immigrazione strutturale, la politica dello Stato di Sicilia rifugge tanto da xenofobie e razzismo che non ci appartengono, quanto da ideologie (e lobby) dell’accoglienza che non ragionano sulla sostenibilità dei flussi migratori e sui suoi costi. L’immigrazione strutturale sarà regolata da norme serie ma non inutilmente ostative, che diano il tempo alle comunità immigrate di integrarsi progressivamente nella cultura e nella società del paese che le ospita, senza favorire indiscriminatamente un “melting pot” che altererebbe equilibri etnici secolari e favorirebbe la conflittualità. La cittadinanza sarà regolata da uno jus sanguinis moderato, in cui la cittadinanza sarà data a chi è figlio di siciliani e per naturalizzazione a chi in Sicilia lavora da anni in piena integrazione e senza alcun problema, previo esame di cittadinanza, o ai minori che abbiano trascorso in Sicilia, fruendo dei suoi sistemi formativi pubblici, la maggior parte della loro minore età. Non sarà consentito a nessuno di circolare non identificato o non regolare nel territorio siciliano, o di lavorare in nero. Saranno studiate norme transitorie per integrare nella società e rendere sedentaria la popolazione nomade, giacché il nomadismo, nel lungo termine, non sarà accettato in Sicilia per le gravi condizioni di degrado e di assenza di diritti come di doveri che regnano attualmente incontrastate.

  29. La Sicilia terra di legalità
    La Sicilia indipendente sarà il paese della legalità, così come la Sicilia italiana è stata sinonimo di mafia e corruzione. La legge e la giustizia siciliane saranno una cosa seria, rispettata da tutti i cittadini, con tempi certi nei processi, norme chiare, e pene esemplari e sicure per i reati più gravi da un punto di vista sociale ed economico.

  30. Uno stato di diritto, sovrano, democratico e pacifico, non uno stato-fantoccio.
    La Sicilia indipendente rinegozierà i propri rapporti con i Paesi del Mediterraneo, con l’Europa e con il mondo intero, non dando nulla per scontato e tenendo fermo soltanto l’interesse pubblico nazionale siciliano. Se sarà possibile essa sarà un paese pacifico, neutrale, ma non privo di difesa convenzionale propria, fuori dai “blocchi”, ma questa condizione sarà dettata dalle condizioni di opportunità e di politica reale che si determineranno in futuro. In ogni caso sarà favorita la diminuzione della pressione militare sulla nostra Isola e lo smantellamento di quelle installazioni, come il MUOS di Niscemi, che siano riconosciute dannose per la salute dei Siciliani. La Sicilia sarà un paese libero, democratico, non confessionale, sebbene rispettoso delle religioni e in particolare delle ricorrenze e delle tradizioni, anche a carattere religioso, della propria storia, in cui saranno riconosciuti i diritti fondamentali dell’uomo, la proprietà e l’iniziativa economica privata, in specie quella piccola e familiare, nonché quelli sociali, in un clima di leale cooperazione tra lavoratori subordinati, parasubordinati, autonomi e datori di lavoro o committenti, in cui alla base di tutto sia garantita la più ampia dignità della persona umana.

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