Ciro Lomonte 1
 "La bocciatura del DEF dimostra che il presidente Musumeci non ha più la maggioranza in Parlamento, se mai l'ha avuta". Così il segretario di "Siciliani Liberi", Ciro Lomonte. "Questo momento di incertezza istituzionale, a Palermo e a Roma, non può essere sprecato - aggiunge - La Sicilia con le sue troppe emergenze non può attendere. Bisogna fare di necessità virtù. Il presidente Musumeci sposti in Parlamento parte significativa del suo programma, cercando consensi anche fuori dalla maggioranza. In particolare rivolgiamo un appello al Movimento 5 Stelle e naturalmente allo stesso presidente, chiedendo che si renda disponibile per una stagione di riforme per la Sicilia a cominciare dai rapporti finanziari con lo Stato". Per Lomonte "la questione finanziaria è la madre di tutte le battaglie". "Si nomini una nuova commissione paritetica e si riporti in Parlamento ogni competenza per la stessa questione - prosegue - e noi indipendentisti appoggeremo questa stagione senza guardare ai colori politici. Insomma, è necessaria una vera e propria 'fase costituente' che veda l'aiuto di tutti, la Sicilia non può aspettare. Viceversa, se nessun accordo è possibile, meglio tornare alle urne e proporre in quella sede un'alleanza per la Sicilia".

catalogna spagna refer indip 20170920 JosepTomàs 1

I recenti arresti di esponenti indipendentisti democraticamente eletti in Catalogna sono definiti un fatto "gravissimo" dagli indipendentisti siciliani. "Stiamo assistendo ad una gravissima violazione dei diritti umani nel cuore dell'Europa, nel silenzio di tutti i paesi europei"; così il Segretario politico del Movimento, Ciro Lomonte, il quale così prosegue: "Non si può pensare di mantenere la Catalogna assoggettata alla Spagna per mezzo di questa brutale repressione. Nessuna ragion di stato può giustificare il silenzio istituzionale dell'Europa di fronte a questa violazione dei più elementari diritti umani, tra i quali vi è certamente quello all'autodeterminazione dei popoli. Faremo sentire la nostra voce con una protesta al Consolato spagnolo di Palermo. Si deve aprire un negoziato ad alto livello. L'alternativa non può che essere quella dell'isolamento totale di un governo che non esiteremmo a definire neofranchista. Anche il Governo regionale siciliano dovrebbe ricordarsi dell'amicizia storica e della fratellanza tra Catalani e Siciliani e inviare quanto meno una nota di protesta al Governo spagnolo".

elezioni 12

CATANIA - Gli indipendentisti del movimento ‘Siciliani Liberi’ si preparano alle amministrative di Catania con propri candidati al consiglio comunale e nelle circoscrizioni. Il comitato elettorale del Movimento che si occupa di pianificare e realizzare la campagna elettorale si è riunito a Misterbianco, presenti Nino Di Mulo, Giorgio Genovese, Raffaele Panebianco, Maria Pulvirenti, Carlo Siena e il portavoce provinciale Massimiliano Vertillo. Durante la riunione si è discusso di possibili alleanze, strategie di comunicazione, punti del programma e candidature.

Teresa May

"Siciliani Liberi" prende le distanze dalle troppo frettolose attestazioni di "solidarietà" che tutto il mondo occidentale sta dando in questi giorni al Regno Unito in una evidente campagna di demonizzazione della Russia, con la quale l'Europa tutta avrebbe invece interesse a mantenere pacifici e intensi rapporti.

 

 enzo bianco e1420363808428   

CATANIA  18 marzo 2018

“La responsabilità politica c'è, perché i dirigenti coinvolti hanno avuto nomina e fiducia e non si può tacere davanti a una certa arroganza nella gestione della cosa pubblica, a discapito delle tasche dei cittadini che, in questo periodo storico, a Catania, soffrono per la carenza di lavoro, di giovani che hanno difficoltà a crearsi un futuro, a costruirsi una casa”. Lo sostengono gli indipendentisti del movimento ‘Siciliani Liberi’ a proposito dell’operazione ‘Garbage Affair’ condotta dalla Dia che ha portato all’arresto di imprenditori e dirigenti del comune di Catania accusati di avere stretto un patto per pilotare un appalto di 350 milioni di euro nel settore dei rifiuti.

Carmelo Lo Monteciro lomonte

L’idea di intergruppi alla Camera e al Senato a difesa dello Statuto siciliano - se non è una provocazione destinata a durare pochi giorni - lanciata dal leghista Lo Monte, potrebbe anche essere una cosa seria, non va buttata via, ma solo se accompagnata da un vasto schieramento autonomista, federalista e indipendentista che si muova all’unisono a Roma, a Palermo e soprattutto nella società siciliana, fuori dai Palazzi”. Così Lomonte, segretario di “Siciliani Liberi”, il quale così prosegue: