SICILIANI LIBERI: L’INSULARITÀ SENZA LA ZES È MONCA

 

“Siciliani Liberi” s’inserisce nel dibattito sull’insularità dopo l’approvazione, da parte dell’ARS e ad ampia maggioranza, di una mozione per il riconoscimento alla Sicilia della “continuità territoriale”.

 

Il Movimento indipendentista trova “scandaloso” che l’art. 174 del Trattato sul funzionamento dell’UE solo in Sicilia non abbia mai trovato attuazione fra le altre regioni europee. “Va bene la mozione  parlamentare - dichiara il segretario Ciro Lomonte - l’avremmo votata anche noi. Ma è ora di uscire dalle semplici petizioni di principio. Nel 2015 anche il Parlamento Europeo ha votato una mozione analoga e da allora non se n’è fatto nulla. Non solo i nostri pendolari ed emigrati pagano un prezzo aggiuntivo al disagio umano della trasferta cui sono costretti dalla mancanza di lavoro in Sicilia, ma anche le imprese non sono in condizione di correre ad armi pari rispetto a quelle del Continente, e persino i ricercatori e gli accademici devono stanziare parte del loro stipendio per poter attendere ai normalissimi convegni annuali ‘nazionali’ senza alcun aiuto, e con grave danno scientifico per gli enti di cui fanno parte. Siamo stanchi di promesse. Visto che all’ARS appartengono tutti o quasi a partiti italiani, che dicano ai loro ‘principali’ di fare sul serio a Roma e a Bruxelles. Altrimenti è solo fumo negli occhi.”

Gli indipendentisti guardano anche con preoccupazione a quelle che chiamano “declinazioni riduttive” dell’insularità: “Non bastano sconti su biglietti aerei o navali, se poi le infrastrutture di trasporto interno restano fatiscenti e non bastano nemmeno ‘le’ piccole zone a fiscalità di vantaggio: è l’intera Sicilia ad avere il pieno diritto di essere costituita in Zona Economica Speciale, con un peculiare status fiscale, doganale, economico e finanziario. Solo così si potrà dare una vera svolta alla drammatica disoccupazione strutturale. La battaglia per la continuità territoriale e per la ZES non sono battaglie indipendentiste. Sono battaglie siciliane su cui saremmo ben lieti di fare fronte comune con chiunque ci stia”.

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