LE FAKE NEWS SULLA SICILIA - UN VADEMECUM PER I SICILIANI SUL WEB

 

 Notiamo con un certo disappunto che due anni di controinformazione non sono bastati a smontare le continue menzogne che circolano impunemente su tutti i giornali e le TV italiane sulla Sicilia.

È naturale. Quando mai il ladro ammetterà di rubare? Non solo, cercherà di ritorcere l’accusa di furto al derubato. Questo è normale e non ci sorprende.

Ma sulla rete ormai è impossibile impedire di controbattere e qui siamo noi in genere impreparati.

Abbiamo visto le reazioni di siciliani e meridionali in genere, e sono spesso povere di contenuti. Spesso, non riuscendo a confutare la falsità della disinformazione, si richiamano alla “solidarietà nazionale” con affermazioni pietose del tipo: “sì, siamo poveri, ma siamo fratelli, non ci potete abbandonare così”. Affermazioni che suscitano solo l’irritazione e la derisione dei “fratelli” nordici. Oppure ci si abbandona allo sterile revisionismo storico: “siamo così perché Garibaldi ha saccheggiato il Banco di Napoli, prima eravamo la terza potenza navale del mondo”, e lì risate…

No, cari amici, questa strategia è sbagliata. Dobbiamo semplicemente dire che i dati di cui dispongono e che sciorinano ogni giorno sono soltanto “falsi”.

Di seguito diamo un vademecum delle falsità, e le risposte che dovete dare puntualmente ad ognuna di queste.

Abbiamo avuto la conferma: Musumeci ha votato sì in CdM alla decurtazione di 800 milioni l'anno alla Sicilia - Bell'inizio!

Vediamo con piacere che il Prof. Cuva ha risposto indirettamente alle nostre domande dal Blog "Nazione Siciliana", vicino all'Assessore Armao.

La sua risposta, essendo dell'entourage dell'Assessore all'Economia, equivale a una risposta di Musumeci in persona, perché non può essere disinformato, e perché si tratta di uno studioso la cui competenza non può essere messa in discussione.

Belice: 50 anni dopo il terremoto

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“Sono trascorsi 50 anni dal terremoto che ha sconvolto il Belice, agli effetti devastanti sull’ambiente si sono aggiunti i danni provocati da una doppia colonizzazione; quella economica, basti pensare che il Belice ha ricevuto meno di un terzo dei fondi assegnati al Friuli dopo il terremoto che colpì la regione nel 1976, e quella architettonico-urbanistica, è sufficiente confrontare la bellezza dei ruderi di Poggioreale con il paese anonimo attuale, con il Cretto di Burri a rappresentare un inquietante sudario nel quale sono state avvolte e seppellite simbolicamente le speranze dei belicini.”.

Lo dice Circo Lomonte, segretario politico del movimento ‘Siciliani liberi’, nell’anniversario del terremoto che colpì il Belice nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968. Lomonte mette a confronto quanto accaduto nel Belice con la ricostruzione nel Val di Noto dopo il terremoto del 1693. “La popolazione si rimboccò le maniche e costruì capolavori di barocco siciliano, con una fortissima identità che ancora permane e affascina, ma era il tempo del Re di Sicilia e del vicerè - aggiunge Lomonte - E c'è ancora chi si meraviglia pure che i suggestivi paesi del Belìce si spopolino”

Lettera aperta di "Siciliani Liberi" a Crozza in occasione dell'ennesimo linciaggio della Sicilia

Gent.mo Crozza,
ci è stata girata una sua "satira" - se così può definirsi - sulla Sicilia.
Le scriviamo perché abbiamo stima di lei. Potremmo attaccarla o accusarla in pubblico, ma credamo che lei sia una persona intellettualmente onesta, e abbia fatto quello sketch in buona fede.
La satira è bella quando attacca i potenti, non quando aggredisce i deboli.

BUON COMPLEANNO SICILIANI LIBERI!

 

 

Due anni fa, il 3 gennaio del 2016, la politica siciliana vedeva nascere un nuovo soggetto politico: Siciliani Liberi.

Siciliani Liberi nasceva per dare una casa politica agli indipendentisti siciliani, già dispersi in molti movimenti, uno strumento dato alla lotta per l’emancipazione politica, economica e sociale della Sicilia dalla sua condizione di colonialismo.

I caratteri del nuovo movimento sono stati chiari sin dall’inizio.

DERUBATA LA SICILIA DEI 6,36 DECIMI DELL'IVA, PARI A CIRCA 4,2 MILIARDI L'ANNO. INTERROGAZIONE EXTRAPARLAMENTARE A MUSUMECI

- di Massimo Costa

La storia che sto per raccontare è quella di un vero e proprio crimine ai danni di un intero popolo. Sono conti e la terminologia può essere difficile. Cercherò di spiegarla il più facile possibile. Vi prego di seguirmi.

Con effetto retroattivo dall'1 gennaio 2017 la Sicilia da ora in poi, in barba allo Statuto, regala all'Italia la cifra astronomica di 4,2 miliardi l'anno. Sì, avete letto bene: quattro virgola due miliardi l'anno! La stessa Sicilia dove non si riesce a fare la manutenzione alle strade, dove non si riesce a garantire l'assistenza ai disabili e dove non si riesce a finanziare una sanità degna di questo nome, dei comuni tutti in dissesto. La stessa Sicilia da cui scappano migliaia di giovani ogni anno, regala il 5 % l'anno del proprio PIL all'Italia in cambio di niente.

Attenzione! Non sono "mancati trasferimenti dallo Stato", sono proprio TASSE DEI SICILIANI, MATURATE IN SICILIA, E DIROTTATE A ROMA.

Vi prego di seguirmi e, siccome non spero troppo sul fatto che l'informazione ufficiale faccia girare la presente, vi prego di farla girare.