Orlando e munnizzaPALERMO - “Non ci stupisce che i revisori dei conti abbiano espresso parere negativo sul rendiconto 2017. Siamo solo di fronte alla conferma della incapacità del sindaco Leoluca Orlando e della sua giunta di gestire e amministrare la città. Palermo, sotto la guida di Orlando, ha fatto enormi passi indietro in campo economico, sociale e politico e ora, nell’anno in cui avrebbe dovuto brillare la stella di Capitale della Cultura, rischia il commissariamento per l’approvazione del bilancio e rasenta il baratro del dissesto finanziario”. E’ quanto denuncia il partito dei “Siciliani liberi”. 

Nella lettera aperta ai sindaci di comuni siciliani abbiamo già espresso la nostra opinione sull’allarmante dilagare dei commissariamenti per la approvazione dei bilanci e siamo quindi coscienti che un fattore determinante nella crisi dei comuni siciliani, compreso quello di Palermo, è la irrisolta questione finanziaria siciliana che, non ci stancheremo mai di dirlo, determina un continuo, progressivo impoverimento dell’intera regione e che, se non affrontata con coraggio e decisione, condurrà ad un irreversibile arretramento economico della Sicilia – sottolineano gli indipendentisti - Ma pur consapevoli di quanto incida questo fattore non possiamo non attribuire alla maggioranza che governa Palermo pesanti responsabilità non solo sul fronte finanziario ma anche e soprattutto sul versante del funzionamento della macchina amministrativa comunale e delle aziende partecipate”.

Per SL “dai trasporti alla raccolta dei rifiuti, dai servizi alle persone in difficoltà, alla crisi abitativa tutto ci dice che la città è in stato di abbandono”.

Ma ci chiediamo anche quali iniziative, quali azione concrete sono state messe in cantiere dall’opposizione? E soprattutto, i vari Forello e Ferrandelli si sono resi conto che il nocciolo del problema sta nella questione finanziaria siciliana ovvero nella mancata applicazione dello Statuto speciale di autonomia? Purtroppo le risposte sono disarmanti: nessuna iniziativa seria, nessuna azione, nessuna consapevolezza delle cause prime. Siciliani Liberi con la petizione popolare ‘Salviamo la Sicilia’, sta conducendo una battaglia che mira a riaffermare la necessità di applicare in pieno lo Statuto – conclude SL - perché questa è la via che ci consente di riappropriarci delle risorse che servono a far funzionare le amministrazioni e a finanziare lo sviluppo. Per fortuna non siamo più soli in questa lotta. Il fronte della consapevolezza si sta ampliando e molti sono i cittadini, i gruppi, le associazioni che chiedono alla politica siciliana di rinnovarsi, di fare un salto di qualità e di guardare innanzi tutto, se non esclusivamente, alla Sicilia come proprio campo di azione politica. Ed in questo rinnovamento il ruolo di Siciliani Liberi è fondamentale.

 

Giovani Siciliani Laura

Riportiamo di seguito il testo dell'intervento della Coordinatrice nazionale dell’organizzazione giovanile di Siciliani Liberi, Laura Di Giacomo, in occasione dell'Assemblea di partito riunitasi ieri a Pergusa. Nel corso della giornata sono stati approvati i regolamenti ed adottato il nome ufficiale dell'organizzazione giovanile, ossia Giovani Siciliani Liberi:

Cari cittadini siciliani,vi porgo innanzitutto i saluti dei giovani iscritti a Siciliani Liberi, anche di quelli che oggi, per vari e validi motivi, non sono qui presenti. Per me è un onore rappresentarli in quest'Assemblea e ritengo doveroso ringraziarli per l'impegno profuso e l'esempio che, chi da mesi, chi da anni, continuano a darmi.

L'organizzazione giovanile di Siciliani Liberi è nata ufficialmente al Congresso del 27 maggio 2018. Oggi pomeriggio, ve lo annuncio, verrà approvata la denominazione ufficiale, in sostituzione di quella provvisoria adoperata informalmente in questi mesi, cioè Avanguardia Giovanile Siciliana. Dopo aver svolto una consultazione con i nostri aderenti ed esserci confrontati con la dirigenza del partito, ufficializzeremo il nostro nome: GIOVANI SICILIANI LIBERI.I giovani sono il futuro, si sente dire spesso.

Ma sarebbe più corretto dire che i giovani dovrebbero rappresentare il presente della Sicilia. Dico “dovrebbero”, purtroppo, perché in realtà i dati statistici smentiscono drammaticamente questo assunto. Ci parlano di una terra che pare non essere più “un paese per giovani”, con le previsioni dell'ISTAT che annunciano la perdita di oltre un milione di abitanti nel giro di qualche decennio. Ci parlano di percentuali record per quel che riguarda la disoccupazione giovanile, ben oltre il 50%, ancora peggio della tanto disastrata Grecia.

Ci parlano di una Sicilia maglia nera nell'Unione Europea (se si esclude la Guyana francese) per quanto concerne la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano: i cosiddetti NEET. Ci parlano di migliaia e migliaia di ragazzi che ogni anno emigrano fuori dalla nostra isola per studio o lavoro. Sono dati spaventosi, drammatici, che dovrebbero smuovere le coscienze di tutta la classe politica siciliana, e che per noi giovani del principale partito indipendentista dell'isola rappresentano uno sprone decisivo ad impegnarci sui temi del lavoro e dell'istruzione, due assolute priorità.Come Giovani Siciliani Liberi abbiamo il dovere, per esempio, di mettere a punto proposte ed iniziative tese a sottolineare l'importanza dell'imprenditoria giovanile e la necessità di un suo sostegno sempre più forte ed efficace da parte delle istituzioni.

Ci sono settori (agricoltura, artigianato, beni culturali, alta tecnologia) che potrebbero garantire migliaia di posti di lavoro e crescita economica se solo l'intelligenza, la creatività ed il rischio d'impresa dei giovani imprenditori siciliani (o aspiranti tali) venissero adeguatamente stimolati dalle istituzioni. Su questo vogliamo impegnarci con molta energia e determinazione. E su questo invitiamo il nostro partito a porre costante attenzione.

Altro tema è l'istruzione. In questa sede sottolineo solo una cosa: di recente il governo regionale ha varato un disegno di legge sul diritto allo studio. Ebbene, noi ci teniamo a dire che nessun autentico diritto allo studio potrà dirsi reale fin quando le università siciliane verranno private delle risorse necessarie a renderle competitive con quelle dell’Italia centrosettentrionale. Bisogna frenare l'emorragia che vede sempre più giovani andare via annualmente, non più soltanto per cercare lavoro, ma addirittura per studiare altrove e prendere una laurea che sia spendibile nello spietato mercato del lavoro della nostra epoca.

Questa emigrazione sempre più precoce è il sintomo di una rassegnazione crescente: i ragazzi crescono con la convinzione che dovranno andare via per non sprecare i loro talenti e, in sintesi, la loro vita. Abbiamo il dovere di batterci affinché questa rassegnazione si trasformi in speranza, in volontà di restare e lottare qui, nella terra a cui apparteniamo. Per fare questo, all'impegno dedicato al lavoro ed all'istruzione dobbiamo affiancare quello per la rinascita dello spirito identitario nel cuore dei giovani siciliani.

Come movimento giovanile vogliamo spendere il nostro entusiasmo, le competenze e la creatività dei nostri aderenti per diffondere, con gli strumenti della contemporaneità, una rinnovata autocoscienza siciliana, che parta dalla storia, ma che sappia proiettare la fierezza del nostro passato nel presente e nel futuro. Giovani consapevoli della grandezza della propria terra, fedeli alla propria storia e ai propri antenati, saranno anche più disposti a scommettere sul futuro della Sicilia.Forti dei nostri valori, teniamo ferme queste convinzioni.

Anche se i dati sono sconfortanti e la constatazione dei fatti potrebbe spingerci al pessimismo, la forza e l'amore, inteso come rispetto della dignità umana e dell'ambiente che ci ospita e come aspirazione alla libertà quale valore supremo, ci faranno resistere. Noi sappiamo, principalmente, una cosa e qui riprendo quella che considero la trama o meglio il filo invisibile del progetto politico del partito: la vera Civiltà, non è tanto quella che abbiamo ereditato dai nostri avi, ma quella che costruiremo, forti di quella eredità.

Viva i Giovani Siciliani Liberi!

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LOGO SICILIANI LIBERI 10 CMNella qualità di presidente del movimento politico Siciliani Liberi, ho il piacere di comunicarvi che  Il prossimo 23 settenbre 2018 alle h.10,30  saremo a Pergusa presso il ristorante Garden, per un incontro  aperto a tutti i cittadini siciliani che hanno a cuore le sorti della nostra Madre Terra, per difenderla e riprendere in mano il nostro destino. Ormai non è più tempo di cedere alle lusinghe ed alle promesse di una classe politica che ha fallito ed ha pensato solo a costruire il proprio benessere sulla pelle del popolo. Oggi bisogna prendere coscienza che il riscatto della Sicilia deve  partire dal popolo siciliano , quello onesto, laborioso e produttivo. La Sicilia ha bisogno di rialzarsi  e di camminare con le proprie gambe, senza ricorrere più a sostegni o “liberatori” esterni.  Spetta a noi riprendere in mano il nostro destino.

Per questo, domenica prossima, a Pergusa, presenteremo una piattaforma politica chiamata “Salviamo la Sicilia”, che nasce da “Siciliani Liberi” ma che viene messa a disposizione di tutti coloro  che vorranno partecipare pur non  aderendo al nostro movimento.
       Cordialmente,

       ANTONELLA.PITITTO
 

Per chi vorrà sarà possibile pranzare insieme al costo di 15 euro.


 

 

 

fascia sindaco

Carissimi Sindaci,

apprendiamo notizia che il numero dei Comuni siciliani commissariati per l’impossibilità di approvare il bilancio cresce senza sosta.

Il commissariamento dei Consigli rappresenta il fallimento della democrazia.

L’austerità europea, sommata alle politiche sperequative e nordiste dello Stato italiano (di tutti i colori), ma soprattutto la mancata attuazione dello Statuto siciliano in materia finanziaria, hanno fatto incancrenire la madre di tutti i problemi della Sicilia, la “Questione finanziaria Siciliana”.

I suoi effetti, nefasti, si traducono nella distruzione delle cellule della nostra società, i Comuni, e con essi non solo delle più elementari regole democratiche, ma anche di ogni possibilità di riscatto in una terra che conta quasi il 60% di disoccupazione giovanile ed un’emorragia demografica che sta letteralmente uccidendo la nostra amata Sicilia.

A questo punto non potete continuare così, né in maniera isolata, né sperando ancora qualcosa dai partiti italiani. Avete la necessità e il dovere di reagire, con un fronte comune a difesa della Sicilia.

Avete, uniti, una forza enorme. Prendetene coscienza e salvate la Sicilia.

Bisogna, per prima cosa, attuare lo Statuto speciale e, anzi, per attuarne le parti paralizzate da sentenze abrogative della Corte Costituzionale, approvarne uno nuovo, che non arretri di un millimetro nella sostanza dei nostri diritti, riformulando soltanto alcune espressioni in un linguaggio adatto al nuovo contesto italiano ed europeo.

Se non faremo questo, se non imporremo all’Assemblea la voce del Popolo siciliano, con un disegno di legge-voto e poi con un referendum consultivo per investire il nuovo Statuto di legittimazione democratica, dovremo assistere al lento declino, inesorabile, della nostra Terra, alla paralisi progressiva di tutte le pubbliche amministrazioni, all’incapacità di dare risposta ai tanti cittadini che bussano alla nostra porta.

Per questa ragione vi invitiamo a unirvi a noi, in una battaglia istituzionale e non partitica, nella Petizione popolare “Salviamo la Sicilia”, volta a difendere almeno l’Autonomia della Sicilia e i suoi diritti economici. La petizione può essere firmata on line, al seguente link, dove ha già raggiunto circa 3.000 firme: https://www.change.org/p/presidenza-regione-sicilia-salviamo-la-sicilia

Oppure, ed è a nostro avviso preferibile, raccogliendole in modo cartaceo al link indicato in calce e spedire poi le firme raccolte al comitato organizzatore sito in Palermo, Via La Lumia 7 c/o “SicilianiLiberi”.

Già da soli abbiamo raccolto alcune migliaia di firme cartacee che si aggiungono a quelle on line.

Con il Vostro sostegno potremmo travolgere il nostro Parlamento regionale con una valanga di firme,anche centinaia di migliaia, equivalenti a un plebiscito per la salvezza della Sicilia da morte sicura.

Noi non facciamo questioni di partito. Siamo seriamente interessati a creare un fronte comune tra tutti coloro che vogliono salvare la Sicilia senza “primedonne”. Contattateci, facciamo una rete capillare che copra tutta la nostra Terra, diventiamo finalmente un Popolo. E diamo una speranza alla Sicilia.

Ciro Lomonte

Segretario di “Siciliani Liberi”

N. B. Per caricare il modulo di raccolta firme

 https://petizionesalviamolasicilia.wordpress.com/informazioni/

Sicilia dal satellitePalermo – Sono più di mille le firme raccolte dal partito indipendentista dei ‘Siciliani Liberi’ sulla petizione per la difesa e l’applicazione dello Statuto autonomistico della Sicilia. La raccolta delle firme dei cittadini prosegue, la petizione sarà consegnata alla Regione all’Assemblea siciliana per arrivare a una legge costituzionale che difenda “l’autonomia che ha fatto la ricchezza delle regioni alpine e che anche in Sardegna è difesa bene, solo in Sicilia è stata svenduta e non applicata proprio negli articoli che consentirebbero sviluppo e benessere”. “Non possiamo più assistere passivamente a una emigrazione paragonabile solo agli anni del dopoguerra, con conseguente spopolamento di città e paesi, ad una perdita di competitività d’impresa, a costi di trasporto per le persone e le merci paragonabili ad una nazione extra Ee, a servizi pubblici sempre più inefficienti e non funzionali, ad infrastrutture datate, fatiscenti e, ormai, superate dai tempi – denunciano gli indipendentisti - Imponiamo all’Assemblea regionale di difendere la Sicilia e i siciliani”. Per i Siciliani liberi “la Consulta sta finendo di dare gli ultimi colpi alla Sicilia e ai suoi diritti”. Ecco perché bisogna imporre “allo Stato di rispettare i diritti della Sicilia e dei siciliani, attraverso una petizione popolare e una legge costituzionale”. “Lo Statuto speciale della Sicilia non è mai stato attuato né mai integralmente rispettato dallo Stato italiano – aggiungono gli indipendentisti - Se lo Stato italiano non rispetta lo Statuto siciliano per noi non ci saranno mai le risorse adeguate per avere una sanità decente, strade degne di un paese civile, opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, servizi pubblici dignitosi”. E se lo Statuto siciliano continuerà a non essere attuato “i comuni andranno tutti in dissesto, gli interessi delle regioni del nord saranno privilegiati dallo Stato e sfavorevoli a quelli dei siciliani, le nostre imposte continueranno ad essere drenate da Roma e a prendere il volo per essere spese altrove, saremo come una colonia interna, che regala la propria energia e il proprio prodotto agricolo e compra a caro prezzo ogni altro prodotto esterno. La petizione punta “al rispetto per le leggi siciliane e l’attuazione della sua autonomia, all'organizzazione in autonomia dei nostri servizi pubblici, al recupero dell’autonomia finanziaria, delle tasse dei siciliani, e attuazione della fiscalità di vantaggio, a una autonomia dinamica e soprattutto responsabile, a valorizzare l’insularità, a decostituzionalizzare la forma di governo regionale, a non avere mai più paralisi da mancanza di norme attuative, a non avere mai più sentenze costituzionali abrogative dell’autonomia, a proteggere la Sicilia dagli interventi unilaterali dello stato sull’autonomia”.

Palermo 25/08/2018

PetizioneÈ iniziata la raccolta delle firme a sostegno della petizione.

Firma su Change.org  Scarica il modulo per raccogliere le firme dei sostenitori. Ricorda che si può firmare sia la petizione online che quella cartacea. L'una non esclude l'altra. 

L’Autonomia, che ha fatto la ricchezza delle regioni alpine e che anche in Sardegna è difesa bene, solo in Sicilia è stata svenduta e non applicata proprio negli articoli che consentirebbero sviluppo e benessere.

Non possiamo più assistere passivamente ad una emigrazione paragonabile solo agli anni del dopoguerra, con conseguente spopolamento di città e paesi, ad una perdita di competitività d’impresa, a costi di trasporto per le persone e le merci paragonabili ad una nazione extra UE, a servizi pubblici sempre più inefficienti e non funzionali, ad infrastrutture datate, fatiscenti e, ormai, superate dai tempi.

Imponiamo all’Assemblea Regionale di difendere la Sicilia e i siciliani. La Consulta sta finendo di dare gli ultimi colpi alla Sicilia e ai suoi diritti.Imponiamo allo Stato di rispettare i diritti della Sicilia e dei siciliani, attraverso una petizione popolare e una legge costituzionale.