Con delibera all’unanimità del Comitato promotore del Movimento politico “Siciliani Liberi” il movimento ha deciso di dotarsi di una Segreteria politica, come struttura centrale incaricata di completare la strutturazione del movimento siciliano nel territorio, organizzare l’opposizione extraparlamentare e preparare, per la primavera prossima, il I Congresso Nazionale del Movimento.

A coordinare la Segreteria e a rappresentare politicamente il Movimento, con ampia delega di poteri da parte del Presidente Massimo Costa, è stato chiamato l’Arch. Ciro Lomonte, già candidato sindaco di Palermo alle scorse amministrative.

«Ringrazio il Presidente, i soci fondatori e il Comitato Promotore per la fiducia accordatami - ha dichiarato il neosegretario - e sono certo che l’entusiasmo che raccolgo in questi giorni in tutta la Sicilia, dato da sempre nuove iscrizioni e nuovi circoli, si tradurrà in una presenza sempre più forte nella politica e nella società siciliana. 

La storia e il presente della nostra Terra sono mistificati ai nostri stessi occhi e bisogna dare coscienza nazionale ad un Popolo che spesso avverte confusamente un grande disagio ma non sa di essere vittima di un duro colonialismo e di avere bisogno di essere liberato, arrivando addirittura a forme clamorose di autorazzismo. In tal senso la nostra battaglia sarà politica e culturale ad un tempo, dando voce a tutti quei Siciliani che non si rassegnano a vivere da sudditi.

Naturalmente ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti, e nei prossimi giorni attribuirò a mia volta le deleghe per le varie attività, indispensabili a rendere operativa la nostra Segreteria».

La Sicilia si avvia ad avere le sue ZES, a Palermo e Catania almeno. Il porto franco per eccellenza e per storia, Messina, ne resta tagliato fuori.

"Siciliani Liberi" rivendica a buon diritto la paternità di questa battaglia, che ora è cavalcata dal governo italiano, ma queste ZES, in aree portuali e aeroportuali ben definite, sono ancora lontanissime da ciò che serve alla Sicilia. E questo sia perché si tratta di aree troppo limitate, dalle quali beneficeranno quasi esclusivamente gli investitori esterni e pochissimo i Siciliani, sia perché si tratta solo di concedere modesti crediti di imposta e facilitazioni amministrative per chi fa investimenti al di sopra di una certa soglia e li mantiene per qualche anno. Troppo poco per una Sicilia che boccheggia. Certo, ci sarà una piccola, flebile, inversione di tendenza, qualche posto di lavoro in più, che ben venga, ma nulla che spezzi realmente le catene coloniali.

Il movimento indipendentista considera quindi del tutto attuale la propria petizione per la costituzione dell'intero territorio dell'Isola e del suo Arcipelago, in una grande ZES, dotata di uno status finanziario, fiscale, amministrativo, doganale e monetario speciale. L'unico che possa far decollare la nostra economia e ridare alla Sicilia il ruolo che le compete tra i paesi liberi e prosperi.

"Siciliani Liberi" esprime la propria soddisfazione e le proprie congratulazioni ai fratelli Corsi di "Pe' a Corsica", che, dopo la vittoria al primo turno, al ballottaggio hanno raggiunto la percentuale storica del 56 %.

Il loro percorso progressivo verso l'emancipazione coloniale dalla Francia è un esempio per tutte le Nazioni senza stato come la nostra Sicilia. E il loro successo, dopo anni in cui venivano considerati trascurabili e ignorati, è la dimostrazione che un'idea quando è giusta prima o poi trova la propria strada. Nessuno può tenere incatenata per sempre una Nazione libera per diritto naturale.

Così per la Corsica, così per la Sicilia.

Auguri alla Corsica e agli indipendentisti Corsi dagli indipendentisti Siciliani.

Massimo Costa webPALERMO - “Il risultato, di lista e di candidato Presidente, pari allo 0,7 % dei voti validi, in assoluto certamente al di sotto delle nostre aspettative, non è nel complesso pienamente valutabile, se si considera che la nostra forza politica è nata soltanto l'anno scorso, che la maggior parte dei Siciliani non è arrivata neanche a conoscere la nostra proposta (in molti giornali si è parlato sino all'ultimo di "quattro" candidati alla Presidenza), e che, dove è arrivata, è stata schiacciata dalla pressione psicologica del voto utile”. Lo dice Massimo Costa presidente del Movimento Siciliani Liberi

“È solo un primissimo passo, di una forza che aveva e ha bisogno di alcuni anni per potersi adeguatamente strutturare nel territorio e far radicare nell'immaginario collettivo il proprio ruolo innovativo per la politica siciliana – continua Costa - “Ma il dato più rilevante di queste elezioni è la progressiva disaffezione dei Siciliani alla partecipazione politica. In questo senso gli elettori ci hanno dato ragione "a metà". Hanno compreso bene che non sono più cittadini della Repubblica italiana, che sono cioè sudditi coloniali, che nessuno dei partiti italiani potrà mai rappresentarli. Ma non hanno ancora trovato uno sbocco a tale disimpegno, non ci conoscono o ancora dubitano della nostra credibilità, e quindi si rifugiano nell'astensione. In questo quadro assistiamo al ritorno del "61 a 0" di infausta memoria. Una destra che non ha mai tutelato la Sicilia, se non per particolarissimi interessi, si avvia a gestire la Regione-carrozzone e tutto ciò che da questa dipende. Le promesse di impugnare gli accordi di Crocetta mal si accordano alle opposte promesse di "potare" lo Statuto delle sue parti più interessanti e vitali. Speriamo di sbagliarci ma non ci attendiamo nulla di buono. Questo ci dispiace molto, non per il movimento "Siciliani Liberi", che ha tutto il tempo di crescere, ma per la Sicilia, come cittadini, perché questo scempio è destinato a non trovare in Assemblea alcuna vera opposizione. Ma per fortuna non esiste solo il "palazzo" e l'opposizione indipendentista continuerà nelle piazze e nella società, perché le nostre ragioni meritano ben altro spazio di quanto raccolto oggi in questa tornata elettorale”.

IMG 4021Palermo – Si terrà mercoledì 1 novembre comizio conclusivo del candidato alla presidenza della Regione siciliana, l'avvocato Roberto La Rosa sostenuto da Movimento Siciliani Liberi. L'appuntamento in programma alle ore 18.00 in piazza Verdi a Palermo.

Parteciperanno oltre a La Rosa i fondatori del movimento 'Siciliani liberi', il prof. Massimo Costa, Antonella Pititto ed Enzo Cassata, i candidati della provincia di Palermo e le delegazioni del movimento da tutta la Sicilia. 

 

 

 

 

 

 

la rosa annunziata 624x300Palermo - Stupore, costernazione e rabbia sono i sentimenti tra gli indipendentisti del movimento "Siciliani liberi", per "il trattamento" ricevuto dal loro candidato alla presidenza della Regione siciliana, Roberto La Rosa, da Lucia Annunziata durante il confronto tra i 5 candidati di ieri in "Mezzora in più” su Raitre. "Lei è talmente piccolo che avremmo anche potuto non invitarla" è la frase pronunciata dalla conduttrice che ha lasciato di stucco i dirigenti del movimento indipendentista che oggi lotta per la piena applicazione dello statuto autonomo della Sicilia, mentre Veneto e Lombardia ambiscono ad averne uno simile.

Secondo il movimento "La Rosa ha avuto meno tempo di tutti gli altri candidati per parlare del suo programma e sicuramente è stato il più interrotto da Lucia Annunziata", che ha anche sbagliato nome e lo ha chiamato "La Palma".

Dopo essersi presentato come gli altri candidati, La Rosa ha avuto modo di intervenire verso la metà della trasmissione per parlare del programma del suo movimento per il raggiungimento dell'indipendenza economica attraverso la ricostituzione dell'Alta Corte e l'introduzione della Zona economica speciale (Zes).

"Non mi commuove questo problema - lo ha interrotto l'Annunziata - perché la Sicilia trattiene il 100 per cento delle tasse".  Cosa per altro clamorosamente falsa e che La Rosa non ha avuto tempo di smentire. Facendo presente di avere parlato meno degli altri, La Rosa stava spiegando " come siamo in grado di risolvere i problemi della Sicilia attraverso una via giuridica invece di ascoltare le liti dei partiti italiani", quando è stato nuovamente interrotto dalla conduttrice: "Senta non mi faccia rispondere su questo. Quando diventerà governatore della Sicilia potrà venire a raccontare tutto quello che vuole. Adesso però lei è così piccolo che avremmo anche potuto non invitarla. Ma siccome siamo democratici lei si trova qui, come tutti gli altri partiti". La Rosa ha provato a rispondere: "Io sono piccolo, ma il popolo siciliano è grande e il 5 novembre le darà la risposta “ma la Annunziata gli ha tolto la parola.

Il movimento protesta anche perché durante la trasmissione La Rosa più volte sarebbe stato privato dell'audio e persino del video e annuncia di rivolgersi all'Agcom per il mancato rispetto della par condicio prevista dalla legge.