Massimo Costa

Durissima presa di posizione del movimento Siciliani Liberi nei confronti della nuova legge elettorale, che prevede anche per il Senato uno sbarramento del 5% su base nazionale.

”E’ un neoporcellum – afferma Massimo Costa, presidente di Siciliani Liberi. - I candidati nominati dai partiti, i capilista preferiti e bloccati, le candidature multiple e altre porcherie che la Corte Costituzionale stessa ha più volte fatto a pezzi.  Questa legge è chiaramente incostituzionale per vari motivi. Non lo diciamo soltanto perché nega alla radice ogni forma di scelta dei candidati, cadendo quindi nella stessa pecca del Porcellum. Ma anche e soprattutto perché viola apertamente il dettato costituzionale laddove dice che il Senato “è eletto su base regionale”. Ma se lo sbarramento al Senato è calcolato “su base nazionale” le due cose logicamente si bisticciano. Faremo ricorso alla Consulta, e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Con la nuova legge elettorale, i partiti regionali potranno essere presenti in Senato solo superando uno sbarramento del 20%, quota che rende, di fatto, praticamente impossibile la rappresentatività delle istanze regionali siciliane.

“Quello che ci fa veramente specie è l’involuzione, l’invecchiamento rapidissimo del 5 Stelle, risucchiato dalla vecchissima politica, criticato persino da Travaglio – aggiunge Costa, trinciante. - Il Porcellum gli faceva schifo e oggi gli piace.  Molti di noi, fino a qualche anno fa, li avevamo votati. Ora fanno ritrovare gli italiani con un partito padronale che neanche Forza Italia, illiberale, amico di tutti i poteri forti… Il moralismo e la sempre gridata “honestà” dei 5 Stelle, che poi si rivelano peggiori di tutti gli altri, ci fa semplicemente vomitare.

Il "Movimento Siciliani Liberi" denuncia la grave violazione delle leggi sulla Par Condicio messa in atto dalla trasmissione televisiva "Di martedì" sul canale La 7, la quale ha invitato come candidati alla carica di sindaco di Palermo solo tre su sei di quelli in corsa.
Questa scelta, oltre a rappresentare espressamente un illecito, ha l'obiettivo - secondo il movimento indipendentista siciliano - di "manipolare" l'opinione pubblica tendendo ad accreditare soltanto alcuni candidati come realmente in corsa ed altera quindi in modo grave la validità democratica del risultato finale.
L'opzione indipendentista è sempre più diffusa a Palermo e in Sicilia e, se c'è un ostacolo alla sua diffusione, questo è rappresentato unicamente dal clima di pesante censura che i media "asserviti al colonialismo italiano", praticano in modo sempre più sfacciato e feroce contro il movimento "Siciliani Liberi".
Per questa ragione il movimento stesso diffida La 7 e il suddetto programma, ad adottare strumenti riparatori immediati, e si riserva a breve di fare la dovuta denuncia all'AGCOM per il grave illecito commesso.  

Palermo - Grande successo del cocktail elettorale a Villa Zito del candidato sindaco di Siciliani Liberi, l'architetto Ciro Lomonte. Centinaia di palermitani hanno applaudito l'infervorato discorso del presidente Massimo Costa e poi quello di Lomonte.

"Abbiamo già vinto - ha detto Lomonte. - Abbiamo vinto perché finalmente i palermitani hanno cominciato a capire che c'è una speranza. Hanno cominciato a capire che il vero problema è la condizione di sudditanza mentale e il colonialismo che ci è stato imposto da 150 anni a questa parte. Martedì 30 maggio, alle ore 17, a palazzo Pantelleria-Varvaro, ci sarà con noi Pino Aprile, proprio per parlare di questi argomenti, dello Stato carnefice del sud e delle possibili vie d'uscita da una situazione che diviene ogni giorno più insostenibile."

Massimo Merighi, vicesindaco designato da Lomonte, è intervenuto con un appello a tutti gli attivisti e simpatizzanti di Siciliani Liberi: "Abbiamo bisogno di rappresentanti di lista. Per tutelare il voto. Per non consentire che in fase di spoglio vengano arbitrariamente annullati voti al nostro candidato sindaco e alla nostra lista. Purtroppo i brogli non sono una novità, a Palermo. Dateci la vostra disponibilità. Aiutateci a salvaguardare la scelta di chi ha deciso di votare siciliano!"

Il movimento Siciliani Liberi interviene in merito alle dichiarazioni di Beppe Grillo sull'indipendenza della Sicilia. Il comico genovese sostiene che sia l'Italia la vera zavorra per la Sicilia, e non il contrario, e che se finora non c'è stato sviluppo ed emancipazione nella regione il problema è Roma, perché "u pisci feti dâ testa".

"Siamo assolutamente d'accordo - sostiene Massimo Costa, presidente di Siciliani Liberi. - Tuttavia sono lecite alcune domande: perché nel programma del M5S non c'è stato e non c'è alcun accenno alla questione dell'indipendentismo siciliano? Come può, un partito che ha sede a Roma (o anche a Genova), o comunque un partito nazionale, parlare di indipendenza? Si tratta di una contraddizione in termini, perché è impossibile fare gli interessi del predatore e del derubato contemporaneamente!"

"Siamo un soggetto politico e un competitor alle elezioni - aggiunge Ciro Lomonte, candidato sindaco a Palermo con Siciliani Liberi. - Se il M5S è davvero diventato indipendentista, vorremmo sapere come intendono perseguire l'obiettivo. Hanno una proposta alternativa e magari migliore della Zona Economica Speciale per la quale ci battiamo e ci batteremo? Sono disposti a staccare la spina con Grillo per diventare un partito siciliano che fa solo gli interessi della Sicilia e dei siciliani? Ma tanto si sa che alla fine queste restano solo parole, perché è così che funziona coi partiti nazionali in tempo di elezioni: chiacchiere e brodo".

È Maria Sviridenko l'assessore alle politiche familiari di Ciro Lomonte e dei Siciliani Liberi.

Russa, da 12 anni cittadina palermitana, sposata con un ingegnere e madre di 4 figli. Su di lei è caduta la scelta di Lomonte per il "suo" speciale assessorato: la famiglia al centro dell'amministrazione comunale della nuova Palermo.

«La nostra sarà una Palermo che protegge e coccola i bambini», afferma Lomonte. «Con Sviridenko assessore alla famiglia, Palermo sarà sul serio la capitale dei giovani».

La conferenza di presentazione si terrà domani, sabato 13 maggio, alle ore 12.00 presso la sede del comitato elettorale di Siciliani Liberi, in via don Orione n. 35.

Le elezioni amministrative di Palermo del 2007 sono state invalidate in modo postumo perché piene di brogli. Anche le elezioni comunali del 2012 di Palermo si sono portate dietro una scia di brogli, contestazioni, seppure solo su alcuni seggi, che però possono essere stati determinanti per il risultato.

“A questo malcostume, - afferma Massimo Costa, presidente di Siciliani Liberi, - potrebbe unirsi la vera e propria manipolazione nel seggio, che ormai a Palermo assume i contorni di una piaga. A questo proposito è determinante la scelta del Presidente di Seggio, affinché vigili sull'andamento corretto di votazioni e spoglio. Ed è la stessa legge che dà indicazioni chiarissime, in merito, proprio per la corretta vigilanza.”

Il Decreto del presidente della Repubblica n. 361/57 che si occupa proprio della materia elettorale, recita testualmente:

«Il presidente e' designato dal Presidente della Corte di appello competente per territorio fra i magistrati, gli avvocati, e procuratori dell'Avvocatura dello Stato, che esercitano il loro ufficio nel distretto della Corte stessa e, occorrendo, tra gli impiegati civili a riposo, i funzionari appartenenti al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, i notai e vice pretori onorari e quei cittadini che, a giudizio del Presidente, siano idonei all'ufficio, escluse le categorie di cui all'art. 23.»

“Di fatto questo non accade mai – sostiene Ciro Lomonte, candidato sindaco di Siciliani Liberi - Vogliamo pertanto rivolgere un duplice appello. Al Presidente della Corte incaricata della nomina, affinché scelga per quel ruolo prima di tutto i magistrati, che sono i primi ad essere menzionati dalla norma. E a tutto il corpo della Magistratura, affinché sacrifichi il suo tempo per la nostra democrazia. O, in mancanza, avvocati e procuratori.”

“Come cittadini ci sentiremmo finalmente tutelati dalla loro presenza, e non sarebbe troppo difficile. Una volta tanto la Sicilia darebbe all'Italia una lezione di serietà – conclude Massimo Costa. - E comunque, nella peggiore delle ipotesi, non confermare quei presidenti che alle passate consultazioni hanno presieduto seggi … chiacchierati! È troppo chiedere trasparenza nei seggi? Noi Siciliani Liberi crediamo di no.”