C O M U N I C A T O

Il Movimento Politico Siciliani Liberi esprime la propria solidarietà ai pastori sardi che in questi giorni stanno protestando contro il ridicolo e antieconomico prezzo del latte imposto dalle industrie di trasformazione.

 

 

 

Pastori in piazza, il latte buttato per le strade a causa del prezzo del latte ovino sotto la soglia dei costi di produzione € 0,60 al litro per il 2019 contro €0,85 del 2018. Il settore industriale lattiero-caseario deve deve fare i conti con la Sardegna, la quale detiene più del 50% del patrimonio ovicolo nazionale. La situazione è insostenibile i pastori chiedono un intervento immediato, minacciano di montare sempre di più la protesta e di mettere a rischio lo svolgimento delle elezioni regionali della Sardegna. Gli industriali del latte hanno chiuso le trattative con i pastori-produttori. Ci si appella alla legge 1 del 2012 che al comma 2 dell'art. 62 "vieta qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio: qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione".“Un settore primario a rischio solo perchè gli industriali gestiscono commercialmente con offerte al massacro lo sfruttamento coloniale di un popolo che vive principalmente di pastorizia.

La loro lotta è una battaglia di dignità per il lavoro che svolgono, per ciò che rappresentano nell'economia della Sardegna e dell'Italia, per la loro rilevanza storica e culturale. E noi Siciliani Liberi ci sentiamo particolarmente vicini per le analogie che la questione sollevata dai pastori sardi ha con le battaglie che in Sicilia stanno conducendo gli agricoltori produttori di grano, di pomodoro, di olive, di agrumi, che vedono il frutto del loro sacrificio svalutato dall'immissione di prodotti stranieri, tutelati da accordi internazionali che passano sopra la loro testa e danneggiano oltre ai produttori, l'economia dell'isola.

Tutto ciò mentre i partiti italiani si ricordano delle nostre Regioni solo in occasione delle elezioni. E' ora di dire basta! E' ora di ribellarsi ad un sistema oppressivo della dignità di chi lavora nelle campagne e negli allevamenti. E' ora che sardi e siciliani si uniscano in una battaglia per rivendicare i loro diritti e dare vita ad una nuova stagione di sviluppo economico e sociale, liberi dalla subordinazione ad una classe politica italiana che ha ridotto le nostre isole a colonie.

Viva la Sardegna libera! Viva la Sicilia libera!

                                                                             

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