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DIALOGO SOPRA I “MINIMI SISTEMI” DELLA LEGGE ELETTORALE EUROPEA

Scusi, è lei il burocrate di partito esperto di legge elettorale europea? 


In persona. Questa legge praticamente l’ho fatta io, con le mie mani, la conosco benissimo. 


  Posso farle qualche domanda? Avrei qualche perplessità. 


Sono a sua disposizione. 


  Che cosa si elegge esattamente con questa legge elettorale? 


Il Parlamento europeo, ma neanche questo sa? 

Non tanto. Mi faccia capire: è un Parlamento come quello dei singoli Stati che fanno parte dell’Unione Europea? 


In un certo senso…


  Come in un certo senso? È un Parlamento o non è un Parlamento? In tutti i Paesi del Mondo i Parlamenti fanno le leggi ed esprimono i Governi. Questo Parlamento fa le leggi europee sì o no? 


Non esattamente. In Europa l’iniziativa legislativa spetta al Governo, cioè alla Commissione europea, poi, in secondo luogo al vero organo legislativo, cioè al Consiglio (i Ministri dei singoli Stati). Alla fine, su molte leggi, ma neanche tutte, il Parlamento dice solo sì o no. Si chiama “codecisione”. 

Ma qualche legge europea può partire da questo Parlamento? Può fare qualche emendamento? 


Non potevamo impedirlo, ma abbiamo reso tutto talmente difficile che la risposta sostanziale è NO. Non può fare niente, solo dire sì o no. Ma se dice no, gli si ripresenta la legge, praticamente uguale, fino a che dice SÌ. Di solito non si dà neanche il tempo ai parlamentari di studiarla, e anche i tempi di discussione sono ridotti al minimo, per evitare “noie”. 

Ho capito. È un Parlamento che non fa nessuna legge. Ma almeno questa benedetta “Commissione”, cioè il Governo dell’Europa, la elegge questo Parlamento, sì o no? 


Ma sta scherzando? Mettere una cosa così importante nelle mani dei popoli europei? Le lobby, specie le più potenti, quelle finanziarie in particolare, indicano un nome agli Stati. Questi, presi a uno a uno, alla fine cedono e il Consiglio nomina la Commissione, tutti tecnici o politici “vicini” alle lobby, e a quel punto questa è la sovrana assoluta. Non potevamo eliminare la sfiducia da parte del Parlamento, ma – anche lì – è una cosa così complicata da essere praticamente impossibile. Il Parlamento europeo non decide affatto chi governa l’Europa. L’ha detto recentemente Junker: i sovranisti si illudono che queste elezioni decidano chi debba governare in Europa. È già deciso, ma dobbiamo sempre salvare le apparenze democratiche. 

Ma allora è un Parlamento “finto”! Va bene, lasciamo perdere, in fondo anche per qualche minuto chi ci va potrà fare sentire anche la mia voce. Non si sa mai. Passiamo alla legge elettorale. C’è almeno una legge elettorale europea che rispettano tutti? 


Ma che domande mi fa? Perché esiste veramente l’Europa? Certo che no. L’Europa divide i seggi tra gli Stati. Poi ognuno a casa sua fa come gli pare con una legge interna. Tanto cosa vuole che importi alla Commissione di come sono eletti gli eurodeputati? Contano meno dei deputati del parlamento bielorusso di fronte a Lukashenko (l’uomo forte del regime). Ognuno fa quello che gli pare. Ad esempio l’Italia ha la sua legge: proporzionale puro, cinque collegi e sbarramento nazionale al 4 %. 

Che significa “sbarramento nazionale al 4%”? 


Significa che se una lista non consegue il 4% dei voti validi su tutto il territorio nazionale non ha neanche un eurodeputato, anche se questo potrebbe equivalere a milioni di voti. 

Ma perché è stato introdotto questo sbarramento? 


In genere si mette per evitare che ci siano troppi partitini litigiosi in Parlamento. Così è garantita la “governabilità”. 


  Mi scusi, ma che c’entra? Poco fa mi ha detto che il Parlamento con il Governo europeo non c’entra nulla. Intanto, se così fosse, lo sbarramento dovrebbe essere a livello europeo, non a livello statale. Che cosa cambia per l’Europa se l’Italia manda 4 o 7 partiti? A livello europeo sono comunque decine e decine perché non esistono veri partiti europei o sbaglio? 


In effetti questa motivazione fa acqua da tutte le parti. Non regge molto. Mah, la verità è che così facendo si impedisce che qualcuno, insoddisfatto dei principali partiti, si metta in testa di votare per un partito nuovo. Sa com’è? Basta dire agli elettori che il voto per un altro partito è “perso” e non lo vota più nessuno. E quindi non arriva al 4%. In questo modo i partiti (4 o 5) si sono blindati contro ogni possibile ricambio. Può sembrare cinico, ma è la politica. Però salvano la faccia, possono sempre dire che lo fanno per la “governabilità”. Chi vuole che lo capisca veramente? 


  Mi scusi ma se volevano veramente la governabilità perché hanno messo un proporzionale puro come nella I Repubblica? Almeno mettevano un sistema maggioritario o semi-maggioritario… 


Sa una cosa? Il motivo è banale: la legge elettorale fu fatta nel lontano 1979, e allora c’era la I Repubblica. Poi fu fatto lo sbarramento nel 2009, per fare fuori un piccolo partito di maggioranza che dava fastidio alla Lega, allora al governo con Berlusconi, e poi questa cosa ha fatto comodo a tutti i partiti maggiori e nessuno l’ha cambiata più. Ma perché deve cercare sempre coerenza nelle cose? 

Perché non stanno insieme! Se il sistema è proporzionale puro, vuol dire che vuole dare la rappresentanza più fedelmente rappresentativa del volere degli elettori. Poi però ci mette una cosa completamente opposta come lo sbarramento, che non serve neanche alla governabilità. Io mi sento un po’ preso in giro… 


E se ne faccia una ragione, in fondo può sempre scegliere fra i grandi partiti, no?


  Boh, non so. Un’altra cosa: ma perché i collegi sono 5?

 
Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole. Sono i 5 compartimenti delle statistiche dell’ISTAT. Serve per dare una maggiore rappresentanza alle grandi aree territoriali in cui si divide l’Italia. 

Ed è obbligatorio che una lista si presenti in tutti e cinque i collegi? 


No, se vogliono i cittadini di una circoscrizione possono presentare la propria lista. Non è obbligatorio votare per i grandi partiti nazionali. 

Veramente poco fa mi ha detto esattamente il contrario. E in tal caso lo sbarramento al 4 % vale solo per le circoscrizioni in cui si è presentata la lista?


Un corno! Sempre con riferimento all’Italia intera! 

Ma così una lista che non si presenta dappertutto, magari perché vuole rappresentare un interesse territoriale, di fatto avrà uno sbarramento altissimo. Per esempio una lista che si presentasse nella circoscrizione più piccola, le Isole, dovrebbe raggiungere il 40% almeno per avere un eurodeputato. Che senso ha dare la possibilità di presentare una lista e al contempo vietare che possa avere un risultato tangibile? 


Le regole sono le regole e vanno rispettate. Non potevamo certo mettere fuori legge i partiti regionali: sarebbe stato incostituzionale. Mentre così otteniamo lo stesso effetto senza che nessuno possa gridare allo scandalo. 


  E quindi ogni circoscrizione ha i suoi deputati in base alla popolazione… 


In un certo senso…. 


  Come in un certo senso? 


Si fanno due assegnazioni. Prima si fa quello che dice lei. A ogni circoscrizione si dà un certo numero di deputati. Poi però quelli veri si assegnano sulla base dei voti validi. Quindi chi si astiene perde il deputato a favore delle circoscrizioni che partecipano di più al voto. 


  E quindi chi non si sente rappresentato perché non può votare per un partito regionale se si astiene toglie seggi a tutti quelli della propria circoscrizione? 


Proprio così. 


  E quindi, sempre nelle Isole, gli 8 deputati possono diventare 7, 6, … fino a zero? 


Certo. 


  Ma così le Isole non sono più rappresentate… 


E va bene. Tanto non conterebbero nulla coi rappresentanti dei partiti nazionali in Europarlamento. 


  Anche questo è vero. Un’altra domanda, ma che ci vuole per presentare una lista in una delle circoscrizioni?

 
Devi essere già presente in Parlamento o in Europarlamento. 

Un altro sbarramento?? Ma così chi non è in Parlamento come fa? Dobbiamo votare sempre per gli stessi partiti?


Oddio, una finestrella l’abbiamo lasciata. C’è sempre la raccolta delle firme. 


  Ah, ecco! Mi sembrava strano. E quante se ne devono raccogliere? 
30.000 per ogni circoscrizione. 


  Che cosa!? Sarebbero 150.000 in tutta Italia. Un Popolo intero che va dal notaio? Potevate fare prima dicendo che era impossibile.

 
Sì, è vero, sono un po’ tante ma abbiamo messo delle agevolazioni. 


  Sarebbe a dire? 


Sarebbe a dire che non è necessario che i 30.000 siano tutti residenti nella circoscrizione e chi firma può firmare contemporaneamente anche per tutte e 5 le circoscrizioni. In questo modo un piccolo partito italiano che non abbia deputati in fondo in fondo deve raccogliere 30.000 firme in tutta Italia, e poi le replica nelle 5 circoscrizioni. Via, su tutta l’Italia 30.000 non sono molte. 


  Vero, forse. Ma è se invece la lista è presente in una sola circoscrizione? 


E allora tanto peggio per lei. 30.000 tutte in quella.


  Ma ha idea di che cosa significa in termini relativi solo in Sicilia e Sardegna 30.000 firme? 


Certo, che è impossibile raccoglierle. Ci vuole tanto a capirlo? 

E allora perché avete messo una regola se poi è impossibile rispettarla? 


Guardi, in politica ci vuole un po’ di ipocrisia istituzionale. È come la storia che diceva prima del 40%. È impossibile ma noi facciamo finta che non lo sia. Non è che potevamo dire che i partiti regionali sono “fuori legge”, questo lo capisce? Però li abbiamo resi fuori legge di fatto. E in più, anche i piccoli partiti, parliamoci chiaro, lo sono quasi del tutto. Tutto è pensato per restringere l’offerta politica. Ma poi, scusi, perché si scalda tanto per un Parlamento che non decide niente? 

Ha ragione, e finalmente credo di avere capito tutto. La ringrazio, è stato chiaro, chiarissimo.

L’Unione Europea è una creatura di plastica, con tutta la storia e le radici comuni che ha l’Europa si è dato vita ad un comitato d’affari del tutto artificiale. In questo il Parlamento serve a dare l’impressione che sia una democratica confederazione di Stati, ma è solo un (costosissimo) paravento. E l’Italia, per eleggere questo paravento, ha inventato una legge in cui o voti per i soliti noti o ti stai a casa.

 A questo punto ho deciso. Io non credo nei partiti italiani. Io sono Siciliano, credo che la mia Patria sia la Sicilia e vorrei poter votare per un partito siciliano. Ma a quanto pare sono stato messo “fuori legge”, in clandestinità. E allora non voto. E non votando faccio diminuire il numero di deputati assegnati alla Sicilia, così non ci andranno i miei rappresentanti, ma impedirò di andarci anche agli ascari che si sono prostituiti con i partiti di sempre. Se al limite la Sicilia non avesse neanche un eurodeputato scoppierebbe finalmente uno scandalo, almeno questo…. 


Aspetti, ci sarebbe una possibilità di presentare, sia pure per onore di firma (deputati non ne potrebbe mai avere) una lista siciliana…. Dimenticavo… 


  E sarebbe? 


Potreste trovare un eurodeputato qualunque, lettone, catalano, greco, … che vi “presti” il simbolo per presentarvi. Ci sono alcuni partitini che lo hanno fatto… Mettete il simbolo, anche microscopico, degli indipendentisti russi della Lettonia ed è fatta… Dovevo dirglielo. 


  Ma – mi dica un po’ – le sembra una cosa seria quella che mi ha appena detto? Ma vada a quel paese, va…

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