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Caos trasporti in Sicilia: la colpa è dello Stato Italiano

Cantieri infiniti su autostrade e superstrade a causa di finanziamenti minimi o nulli, strade provinciali dissestate come nella savana, ferrovie interrotte tra Messina e Palermo e sulla dorsale ionica, pullman al posto degli intercity: sembra un bollettino di guerra.

E invece no, è la normalità per le infrastrutture in Sicilia.

Esplode l’ira di albergatori e di organizzatori di eventi:Siamo vittime di politici e burocrati, non ne possiamo più”, dicono. “È l’ennesima dimostrazione della totale impreparazione dei nostri politici, ma ancora di più dei burocrati che esercitano una dittatura sugli stessi politici.

Questo il messaggio all’Assessore Regionale ai Trasporti, Marco Falcone, del patron di Aeroviaggi Antonio Mangia, 14 strutture alberghiere da novemila posti letto tra Sicilia e Sardegna. Usa lo stesso linguaggio di Maurizio Zamparini.

Noi del Movimento Siciliani Liberi non ne possiamo più di questo scaricabarile di chi finge di non sapere o non ha il coraggio di dire tutta la verità! Non è affatto colpa di burocrati incapaci, casomai di funzionari asserviti ad un sistema clientelare dei partiti italiani.

È soprattutto colpa dei politici ascari e senza colonna vertebrale. Dell’on. Marco Falcone, che è andato a firmare la cessione anticostituzionale – come lo sono tutti i prelievi di soldi siciliani in barba ad uno Statuto mai attuato – di un ulteriore 25% dell’IVA riscossa in Sicilia. Dell’on. Nello Musumeci, un pusillanime che fa la voce grossa nel parlare del Ponte sullo Stretto (tanto è fiato sprecato) e si fa rimproverare sulla gestione delle strade come uno scolaretto da un ministro non proprio all’avanguardia come Toninelli, senza pretendere che lo Stato Italiano ci restituisca i 10 miliardi che sottrae ogni anno alla Sicilia.

Finiamola con il balletto delle finte responsabilità. Chiamiamo le cose con il loro nome. Gli imprenditori del settore turistico hanno ben ragione di protestare. Ma debbono chiedere le dimissioni immediate dell’Assessore Falcone, non cercare un fantomatico capro espiatorio negli uffici della Regione Siciliana.

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