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Comunicato stampa Patti

Prima che succeda il peggio

È iniziata la stagione estiva e già si notano le prime avvisaglie di quella che è ormai una vera e propria piaga sociale: l'abuso di alcool tra i giovani che frequentano la movida pattese.

Sembrerebbe quasi che non esistano divieti in questo ambito e che le sbronze collettive dei nostri ragazzi fino a tarda notte siano diventate una triste abitudine.

È inutile sottolineare che frequentare locali che somministrano fino a tarda notte bevande alcoliche o mettersi alla guida con un tasso alcolemico elevato può determinare conseguenze drammatiche per la nostra comunità.

Da genitori, viviamo con ansia l'attesa del ritorno a casa dei nostri ragazzi dopo una nottata passata a divertirsi nei locali.

Come rappresentante del Movimento politico "Siciliani liberi" non posso che lanciare un appello agli organi istituzionali preposti al controllo, alle forze dell'ordine, affinché vigilino sui nostri giovani.

Si chiede di fare rispettare la legge a chi ha in gestione i locali pubblici, con una presenza visibile di agenti per evitare che al ballo si unisca lo sballo. Si rende necessario che gli enti preposti, Prefettura, ASP locale, Comune, mettano in campo una campagna di prevenzione, proponendo comportamenti all'insegna della sobrietà, coinvolgendo le famiglie.

Si richiede altresì che vengano applicate le sanzioni di legge per chi non rispetta gli orari di vendita dei superalcolici e le regole sulla somministrazione degli stessi a minori.

In conclusione, spero che il mio appello venga accolto nelle sedi opportune, affinché i nostri ragazzi possano godersi le vacanze estive e si scongiuri il pericolo che i loro genitori debbano vivere nell’angoscia dell’attesa.

Ci rendiamo conto che alla base c’è la necessità di una educazione culturale e civile più profonda. Siamo disponibili ad offrire all’Amministrazione Comunale il supporto per l’eventuale organizzazione di attività idonee alla migliore maturazione dei ragazzi di Patti.

Dott. Ing. Enzo Natoli

Movimento Siciliani Liberi

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Zaia mente ancora sul regionalismo differenziato

Vuole vendere, con la complicità della Lega, questa “riforma” come una semplice devoluzione di funzioni amministrative, finanziate da una semplice compartecipazione ai tributi erariali che consenta di svolgere le funzioni delegate. Se fosse così non avremmo molto da obiettare.

Il problema è un altro, e cioè che questa lettura non è affatto vera. Lo abbiamo scritto a Zaia, ma ha risposto non rispondendo sul punto, o meglio ribadendo con arroganza che per lui è legale e basta. Ma noi non smettiamo di denunciarlo.

Oggi le imposte maturano su tutto il territorio nazionale ma sono riscosse solo nelle regioni più ricche, nelle quali le maggiori imprese hanno sede. In questo modo, garantendo una compartecipazione sul riscosso in loco anziché sul maturato, l’Autonomia che viene richiesta si fonda letteralmente sul gettito prelevato dalle altre regioni.

Le tasse maturano (anche) nelle regioni più povere ma poi sono riscosse e attribuite (solo) alle regioni più ricche. Una truffa, che grida giustizia e vendetta.

E poi, se siamo uniti (ribadiamo il se, perché al limite noi non ci teniamo) è OBBLIGO dello Stato prima definire e garantire i livelli essenziali di prestazioni (LEP) per tutte le regioni, e solo l’eccedenza può essere regionalizzata. Senza contare che oltre a garantire i LEP lo Stato ha l’obbligo di dare alle regioni marginali quelle dotazioni infrastrutturali che consentano di colmare il ritardo.

Oggi lo Stato fa esattamente il contrario: in Lombardia per la sanità si spende pro capite il 50% in più che in Sicilia. Con queste risorse è ovvio che la sanità funzioni meglio. Le spese per le infrastrutture al Mezzogiorno sono risibili e in Sicilia praticamente inesistenti. In queste condizioni blindare la spesa pubblica al sud equivale a dare UFFICIALMENTE CITTADINANZE DI SERIE INFERIORI a tutti gli abitanti del Mezzogiorno. Un apartheid alla luce del sole. Questa battaglia non potrà mai essere vinta dal Nord. Perché è devastante. O la revocano o ci danno immediatamente l’indipendenza. Non possono pensare di tenerci come colonie interne in eterno e credere che noi lo accetteremo senza battere ciglio.

 

9575db6d 633d 4668 b43b 3cb348c59cac largeCOMUNICATO

Palermo 02/07/2019

Oggi si inaugura il nuovo Parlamento Europeo eletto il 26 maggio, ma tre dei parlamentari eletti: Carles Puigdemont e Toni Comin, in esilio in Belgio e Oriol Junqueras, in prigione da un anno e mezzo, rappresentanti della Catalunya, non potranno partecipare perché la Giunta Elettorale Spagnola si é rifiutata di permettere al Junqueras di lasciare la prigione e recarsi a Madrid per il giuramento alla costituzione spagnola, dinnanzi al re, e non ha consentito che i due ministri, eletti in esilio, potessero delegare una terza persona per il giuramento, sapendo bene che sarebbero stati certamente imprigionati appena giunti in territorio spagnolo.

Di fronte a questo atto di arroganza antidemocratica che annulla la volontà espressa con il voto da due milioni di catalani, i governi europei hanno scelto di voltarsi dall'altra parte e fare finta di nulla, diventando essi stessi complici di un grave sopruso esercitato nei confronti di un popolo. Per questo motivo oggi il nuovo presidente catalano Quim Torra, alcuni membri del governo autonomo e molti cittadini catalani ed europei protestano a Strasburgo di fronte al Parlamento Europeo.

Noi Siciliani Liberi ci sentiamo partecipi di questa protesta ed espimiamo vicinanza e solidarietà al popolo catalano e ai loro rappresentanti, prigionieri politici o ingiustamente esiliati. L'Europa non può non prendere posizione nei riguardi questa inaccettabile situazione ed agire affinché nel Parlamento Europei non venga a mancare la voce dei catalani.

Il Segretario politico: Ciro Lomonte

Il Presidente: Armando Melodia

Il Responsabile relazioni internazionali: Francesco Calogero Marsala

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Siamo tristi, sabato è venuto a mancare all'età di 66 anni, un nostro carissimo amico  Giusto Bonanno, una persona molto valida ed aperta, come poche ve ne sono.

Un animo molto attivo, in tutti gli ambiti, molto impegnato nel sociale, autore di mille battaglie, nel passato fu presente in quelle giornate di trambusto tra i Forconi,  successivamente il suo interesse nel volere stravolgere ciò che appariva immutevole pensò di rivolgerlo ad una nuova Costituente. 

 Infine aderì al M5S, ma fu presto deluso dai cambiamenti, la vacuità di contenuti e i dissidi interni, per cui ne uscì.

Sempre alla ricerca di un effettivo e reale cambiamento, di poter risvegliare gli animi intorno a sé con proposte concrete, si incuriosì della proposta politica di Siciliani Liberi e ben presto entrò a farne parte, con lo spirito di chi amava battagliare.

Il suo passato di bersagliere lo aveva segnato.

Per diverse volte curò il tentativo di vedere riunita nel Circolo Lo Casto di Siciliani Liberi di Misilmeri una nutrita presenza di persone a lui vicine per temi di interesse locale.

La sua dipartita lascia un vuoto profondo anche perché è stata improvvisa  ed inaspettata, mai un malessere o un tentennamento ...  è accaduto improvvisamente a casa, dopo una mattinata al lavoro nei campi.

La Segreteria e la Direzione del Movimento Siciliani Liberi rivolgono alla moglie e ai suoi tre figli le proprie più sentite condoglianze.

Canepa manifestazione 

Siciliani Liberi esprime la propria soddisfazione per l'esito della manifestazione in ricordo di Antonio Canepa organizzata dal Comitato Vespro 2019 e tenutasi a Randazzo domenica 16 giugno.

Il nostro Movimento ha presenziato alla manifestazione con un folto numero di iscritti, provenienti non solo dalla vicina Catania, ma anche da tutte le province della nostra Isola, in segno di unità nel ricordo di una delle più importanti pagine della plurisecolare lotta dei Siciliani per la propria autodeterminazione.

Per il futuro auspichiamo che la maggiore (per molti versi inedita) partecipazione riscontrata quest'anno, resa possibile dall'organizzazione unitaria assicurata dal Comitato Vespro 2019, possa replicarsi ed ampliarsi sempre più, contribuendo ad accrescere la coscienza identitaria dei cittadini di Randazzo, abitanti di quella che potrebbe divenire la piccola ma assai simbolica capitale dell'indipendentismo siciliano.

Per tale ragione auspichiamo che in occasione delle future commemorazioni dell'eccidio di Murazzu Ruttu, alla marcia vengano affiancate iniziative culturali tese al più ampio coinvolgimento dei cittadini nonché all'approfondimento storico sulla figura di Antonio Canepa e sulla stagione del movimento indipendentista che sul finire della Seconda Guerra Mondiale sfiorò l'epocale traguardo della riconquista dell'indipendenza politica, dando al contempo un impulso decisivo al processo autonomistico poi tradito dai governi italiani e dalle classi dirigenti siciliane al soldo dei partiti italiani.

Ricordare Antonio Canepa e l'Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia da lui fondato non è un mero esercizio di nostalgia politica, ma un elemento importante nel processo di ricostruzione dell'identità nazionale della Sicilia. Un processo senza il quale una presa di autocoscienza politica dei siciliani appare quanto mai difficile.

Pagine di storia come il Vespro del 1282, la rivoluzione indipendentista del 1848 e, per l'appunto, la stagione di lotta di cui fu protagonista assoluto Antonio Canepa costituiscono la spina dorsale dell'indipendentismo siciliano. Il ricordo di queste pagine di storia deve procedere di pari passo con progetti politici ed iniziative concrete che diano risposte ai problemi quotidiani dei cittadini siciliani, nella consapevolezza che – come postulato da Antonio Canepa – questione nazionale e questione sociale sono inscindibilmente legate e connesse fra loro.

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QUESTIONE SICILIANA E CRAC IACP PALERMO: C'è un legame?

Secondo me sì, ed è il collante di quello che chiamo il "buonismo coloniale". Non si dà alcun diritto ai Siciliani. Non sono educati come cittadini, soprattutto quelli delle classi più disagiate. 
Ma poi li si .... "lascia fare", con il favore o con la tolleranza dell'illegalità, ad ogni livello, dalla bancarella alla costruzione abusiva. Perché così si gestisce il consenso. Se non sono cittadino, se non ho diritti, ho forse doveri verso la collettività? No, e allora - se non sono controllato - frego la collettività, perché non è "mia", è "altro", è "aliena". Finisco il pacchetto di sigarette mentre sto guidando? Apro il finestrino e lo catapulto fuori, nella terra di nessuno. Posso fregare una pensione di talassemico, anche se "sugnu chinu di saluti"? Lo faccio, basta trovare l'amico INPS compiacente. Posso fregare l'IACP non pagando mai i miei debiti? Lo faccio, tanto non mi fanno niente.
E da qui nasce quasi ogni male. Dalla mancanza di senso di cittadinanza, anzi, diciamolo meglio: dal FALLIMENTO DELL'ITALIA NEL SOSTITUIRE AL SENSO DI APPARTENENZA ALLA NAZIONE SICILIANA QUELLO DI APPARTENENZA ALLA NAZIONE ITALIANA. L'Italia ha fallito nel fare dei Siciliani buoni cittadini italiani. Li ha reietti, li ha calpestati, e loro se ne sono andati, di fatto, per i fatti loro, guazzando nella più totale inciviltà (i bassifondi della società, certo, ma sono tanti).
E allora? E allora io che non devo chiedere voti, posso dire che ci vuole dappertutto un po' di repressione per fare funzionare le cose? 
Le multe si devono prendere a chi sporca. 
Le costruzioni abusive si devono abbattere.
Gli studenti svogliati si devono bocciare.
E gli inquilini morosi, che non vogliono nemmeno pagare il fitto simbolico, vanno sfrattati.
Non dico che si deve mettere un regime poliziesco. Basta reprimere i casi peggiori. Ne colpisci uno per educarne cento.
Se non siamo capaci, con una nuova classe politica, di fare rispettare le norme nelle branche della amministrazione a noi affidate, non possiamo pretendere alcuna forma di autogoverno.
Ci vuole serietà, ad ogni livello. Poi anche un po' di elasticità, certo. Ma quando il sistema è in caduta libera collassa tutto.
E questo la Sicilia non se lo può permettere.
La colpa, in ultimo, non è dei morosi, è di chi ha amministrato le IACP negli ultimi vent'anni senza fare valere i diritti dell'ente.
Se un condomino non paga per prima cosa vado a prendere l'amministratore, non il condomino.

Massimo Costa