Andrea CamilleriUn grande siciliano ci ha lasciato, portando con sé la sapienza e la sagacia che solo gli spiriti più elevati possono avere.  Lo ricorderemo tutti con enorme affetto. Lo ricorderemo per l'amore che ha provato e profuso per la sua Sicilia e per i siciliani.

I suoi libri, le sue opere televisive, dai primi sceneggiati ai quali ha collaborato come il tenente Sheridan o il commissario Maigret, fino all'ultimo Montalbano, grondano di umanità. Una umanità composita dove il male ed il bene sono presenti e spesso convivono negli stessi individui. E lui non ha sottaciuto il male e non ha enfatizzato il bene. Ha posto sempre in primo piano l'essere umano.

Siamo grati ad Andrea Camilleri anche per avere contribuito a sicilianizzare la lingua italiana, usando il siciliano senza scadere nelle sfrontate caricature che ne caratterizzano l'uso in tanti lavori cinematografici e televisivi.

Siamo convinti che tutti i siciliani siano toccati dalla scomparsa di Andrea Camilleri e, ciascuno a modo proprio, troveranno la maniera di rendergli omaggio.

Vorremmo che anche la Sicilia istituzionale rendesse onore a questo illustre figlio, ma non chiediamo di dare il suo nome a piazze e vie delle nostre città. Se ciò accadesse ben venga, specie se intitolassimo a Camilleri vie e piazze indegnamente intestate ai cosiddetti eroi del risorgimento. Preferiremmo però che la Sicilia istituzionale onorasse la memoria di Andrea Camilleri ridando alla Sicilia quella dignità che decenni di politica coloniale hanno ridotto al lumicino; agendo affinché le decine di migliaia di giovani siciliani emigrati possano tornare a vivere e a lavorare nella loro terra e per la loro terrà. Questo si, sarebbe un colpo di scena degno dei migliori polizieschi di Camilleri

Addio Andrea, uomo mite e severo, uomo sagace e ironico, un isolano e per questo capace di guardare ad un orizzonte vasto, siciliano, mediterraneo.

 

 

 

 

 

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Caos trasporti in Sicilia: la colpa è dello Stato Italiano

Cantieri infiniti su autostrade e superstrade a causa di finanziamenti minimi o nulli, strade provinciali dissestate come nella savana, ferrovie interrotte tra Messina e Palermo e sulla dorsale ionica, pullman al posto degli intercity: sembra un bollettino di guerra.

E invece no, è la normalità per le infrastrutture in Sicilia.

Esplode l’ira di albergatori e di organizzatori di eventi:Siamo vittime di politici e burocrati, non ne possiamo più”, dicono. “È l’ennesima dimostrazione della totale impreparazione dei nostri politici, ma ancora di più dei burocrati che esercitano una dittatura sugli stessi politici.

Questo il messaggio all’Assessore Regionale ai Trasporti, Marco Falcone, del patron di Aeroviaggi Antonio Mangia, 14 strutture alberghiere da novemila posti letto tra Sicilia e Sardegna. Usa lo stesso linguaggio di Maurizio Zamparini.

Noi del Movimento Siciliani Liberi non ne possiamo più di questo scaricabarile di chi finge di non sapere o non ha il coraggio di dire tutta la verità! Non è affatto colpa di burocrati incapaci, casomai di funzionari asserviti ad un sistema clientelare dei partiti italiani.

È soprattutto colpa dei politici ascari e senza colonna vertebrale. Dell’on. Marco Falcone, che è andato a firmare la cessione anticostituzionale – come lo sono tutti i prelievi di soldi siciliani in barba ad uno Statuto mai attuato – di un ulteriore 25% dell’IVA riscossa in Sicilia. Dell’on. Nello Musumeci, un pusillanime che fa la voce grossa nel parlare del Ponte sullo Stretto (tanto è fiato sprecato) e si fa rimproverare sulla gestione delle strade come uno scolaretto da un ministro non proprio all’avanguardia come Toninelli, senza pretendere che lo Stato Italiano ci restituisca i 10 miliardi che sottrae ogni anno alla Sicilia.

Finiamola con il balletto delle finte responsabilità. Chiamiamo le cose con il loro nome. Gli imprenditori del settore turistico hanno ben ragione di protestare. Ma debbono chiedere le dimissioni immediate dell’Assessore Falcone, non cercare un fantomatico capro espiatorio negli uffici della Regione Siciliana.

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Pergusa (EN) 7 luglio 2019

Si è tenuta oggi a Pergusa l’Assemblea nazionale di Siciliani Liberi.

Il parlamentino del partito indipendentista, eletto al congresso del 2018, ha trattato molti temi tra cui l’avvio a settembre della scuola di formazione politica, diretta dal prof. Massimo Costa, per la quale le iscrizioni, già pervenute numerose, si chiuderanno il 15 luglio. Un progetto che vede impegnati in prima fila i Giovani Siciliani Liberi, come ha sottolineato Angelo Priolo, vice coordinatore nazionale del gruppo giovanile, nella sua relazione sulle attività di GSL.

Il segretario nazionale Ciro Lomonte, dopo avere elogiato il lavoro svolto da GSL e dal gruppo che si sta occupando della comunicazione, che con Alessandro Costa, ha presentato le prossime campagne di informazione, ha affrontato i temi dell’attualità politica. I partiti italiani, ha affermato, usano alcuni argomenti – in questi giorni le ONG che portano i migranti a Lampedusa – come armi di distrazione delle masse dalle inchieste più gravi del momento (CSM, Angeli e demoni, ecc.) nonché da scelte pericolose come quelle relative alla disparità di trattamento economico fra Nord e Sud. Il clima è esacerbato, c’è chi lucra su questo estremismo di facciata. A noi non serve farci risucchiare nella spirale di odio fittizio dei social. Stiamo vivendo un momento in cui è difficile fare previsioni: sui governi siciliano e italiano, sulla durata di alcuni partiti, sulla tenuta dell’Unione Europea (c’è chi parla di una imminente dissoluzione). Nel frattempo la Sicilia si svuota: siamo scesi sotto i 5 milioni, ma si prevede di perdere un altro milione di siciliani in poco tempo.

Il presidente Armando Melodia ha illustrato la proposta, approvata dall’Assemblea, di indire per l’inizio del 2020 la prima conferenza programmatica di Siciliani liberi, che avrà l’obbiettivo di definire le linee di attività legate al programma, coinvolgendo fin dalla sua preparazione non soltanto gli iscritti ma anche i cittadini, le organizzazioni di categoria, i portatori di interesse, le associazioni. Il presidente ha evidenziato come in questo momento ci sia assoluto bisogno di parlare di politica, proprio per uscire dal tunnel buio della “disaffezione” dei cittadini nei confronti della politica. L’astensione dal voto che alle elezioni europee ha raggiunto il 62% è un gravissimo sintomo di crisi della democrazia che deve allarmare e che attribuisce ad una formazione politica come Siciliani Liberi la responsabilità di dare una speranza ai siciliani onesti.

Dare una speranza significa caricarsi il peso di passare dalla giustificata, ma inutile, protesta per tutto ciò che non va, alla presentazione di proposte serie, concrete, realizzabili e di iniziative che supportino politicamente queste proposte.

Ha concluso infine dicendo: «Noi ci siamo. E voglio dirlo anche a tutti quegli amici che continuano ad auspicare la nascita di un partito che possa riunire tutte le anime dell’indipendentismo siciliano: non occorre un nuovo partito, il partito indipendentista dei siciliani c’è, esiste e si chiama Siciliani Liberi».

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Comunicato stampa Patti

Prima che succeda il peggio

È iniziata la stagione estiva e già si notano le prime avvisaglie di quella che è ormai una vera e propria piaga sociale: l'abuso di alcool tra i giovani che frequentano la movida pattese.

Sembrerebbe quasi che non esistano divieti in questo ambito e che le sbronze collettive dei nostri ragazzi fino a tarda notte siano diventate una triste abitudine.

È inutile sottolineare che frequentare locali che somministrano fino a tarda notte bevande alcoliche o mettersi alla guida con un tasso alcolemico elevato può determinare conseguenze drammatiche per la nostra comunità.

Da genitori, viviamo con ansia l'attesa del ritorno a casa dei nostri ragazzi dopo una nottata passata a divertirsi nei locali.

Come rappresentante del Movimento politico "Siciliani liberi" non posso che lanciare un appello agli organi istituzionali preposti al controllo, alle forze dell'ordine, affinché vigilino sui nostri giovani.

Si chiede di fare rispettare la legge a chi ha in gestione i locali pubblici, con una presenza visibile di agenti per evitare che al ballo si unisca lo sballo. Si rende necessario che gli enti preposti, Prefettura, ASP locale, Comune, mettano in campo una campagna di prevenzione, proponendo comportamenti all'insegna della sobrietà, coinvolgendo le famiglie.

Si richiede altresì che vengano applicate le sanzioni di legge per chi non rispetta gli orari di vendita dei superalcolici e le regole sulla somministrazione degli stessi a minori.

In conclusione, spero che il mio appello venga accolto nelle sedi opportune, affinché i nostri ragazzi possano godersi le vacanze estive e si scongiuri il pericolo che i loro genitori debbano vivere nell’angoscia dell’attesa.

Ci rendiamo conto che alla base c’è la necessità di una educazione culturale e civile più profonda. Siamo disponibili ad offrire all’Amministrazione Comunale il supporto per l’eventuale organizzazione di attività idonee alla migliore maturazione dei ragazzi di Patti.

Dott. Ing. Enzo Natoli

Movimento Siciliani Liberi

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Zaia mente ancora sul regionalismo differenziato

Vuole vendere, con la complicità della Lega, questa “riforma” come una semplice devoluzione di funzioni amministrative, finanziate da una semplice compartecipazione ai tributi erariali che consenta di svolgere le funzioni delegate. Se fosse così non avremmo molto da obiettare.

Il problema è un altro, e cioè che questa lettura non è affatto vera. Lo abbiamo scritto a Zaia, ma ha risposto non rispondendo sul punto, o meglio ribadendo con arroganza che per lui è legale e basta. Ma noi non smettiamo di denunciarlo.

Oggi le imposte maturano su tutto il territorio nazionale ma sono riscosse solo nelle regioni più ricche, nelle quali le maggiori imprese hanno sede. In questo modo, garantendo una compartecipazione sul riscosso in loco anziché sul maturato, l’Autonomia che viene richiesta si fonda letteralmente sul gettito prelevato dalle altre regioni.

Le tasse maturano (anche) nelle regioni più povere ma poi sono riscosse e attribuite (solo) alle regioni più ricche. Una truffa, che grida giustizia e vendetta.

E poi, se siamo uniti (ribadiamo il se, perché al limite noi non ci teniamo) è OBBLIGO dello Stato prima definire e garantire i livelli essenziali di prestazioni (LEP) per tutte le regioni, e solo l’eccedenza può essere regionalizzata. Senza contare che oltre a garantire i LEP lo Stato ha l’obbligo di dare alle regioni marginali quelle dotazioni infrastrutturali che consentano di colmare il ritardo.

Oggi lo Stato fa esattamente il contrario: in Lombardia per la sanità si spende pro capite il 50% in più che in Sicilia. Con queste risorse è ovvio che la sanità funzioni meglio. Le spese per le infrastrutture al Mezzogiorno sono risibili e in Sicilia praticamente inesistenti. In queste condizioni blindare la spesa pubblica al sud equivale a dare UFFICIALMENTE CITTADINANZE DI SERIE INFERIORI a tutti gli abitanti del Mezzogiorno. Un apartheid alla luce del sole. Questa battaglia non potrà mai essere vinta dal Nord. Perché è devastante. O la revocano o ci danno immediatamente l’indipendenza. Non possono pensare di tenerci come colonie interne in eterno e credere che noi lo accetteremo senza battere ciglio.

 

9575db6d 633d 4668 b43b 3cb348c59cac largeCOMUNICATO

Palermo 02/07/2019

Oggi si inaugura il nuovo Parlamento Europeo eletto il 26 maggio, ma tre dei parlamentari eletti: Carles Puigdemont e Toni Comin, in esilio in Belgio e Oriol Junqueras, in prigione da un anno e mezzo, rappresentanti della Catalunya, non potranno partecipare perché la Giunta Elettorale Spagnola si é rifiutata di permettere al Junqueras di lasciare la prigione e recarsi a Madrid per il giuramento alla costituzione spagnola, dinnanzi al re, e non ha consentito che i due ministri, eletti in esilio, potessero delegare una terza persona per il giuramento, sapendo bene che sarebbero stati certamente imprigionati appena giunti in territorio spagnolo.

Di fronte a questo atto di arroganza antidemocratica che annulla la volontà espressa con il voto da due milioni di catalani, i governi europei hanno scelto di voltarsi dall'altra parte e fare finta di nulla, diventando essi stessi complici di un grave sopruso esercitato nei confronti di un popolo. Per questo motivo oggi il nuovo presidente catalano Quim Torra, alcuni membri del governo autonomo e molti cittadini catalani ed europei protestano a Strasburgo di fronte al Parlamento Europeo.

Noi Siciliani Liberi ci sentiamo partecipi di questa protesta ed espimiamo vicinanza e solidarietà al popolo catalano e ai loro rappresentanti, prigionieri politici o ingiustamente esiliati. L'Europa non può non prendere posizione nei riguardi questa inaccettabile situazione ed agire affinché nel Parlamento Europei non venga a mancare la voce dei catalani.

Il Segretario politico: Ciro Lomonte

Il Presidente: Armando Melodia

Il Responsabile relazioni internazionali: Francesco Calogero Marsala