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SE IL MINISTRO DEGLI INTERNI VUOLE COMBATTERE LA MAFIA

VADA A ROMA O A MILANO

Ancora una volta, questo 25 aprile, la Sicilia viene strumentalizzata per beghe politiche interne dei partiti italiani. Comprendiamo l'imbarazzo del Ministro degli Interni che ha proprio difficoltà a prendere nettamente le distanze dal Nazifascismo (in fondo il 25 aprile è solo questo, e non dovrebbe essere nemmeno oggetto di dibattito).

Sono fatti suoi.

Ma, per far questo, dice che "Viene in Sicilia a liberarci dalla mafia".

Ecco, siamo contenti che il Governo Italiano, al quale la Sicilia deve la mafia, si svegli e la voglia combattere.

Però riteniamo che il Ministro ha sbagliato indirizzo.

Se vuole dare un segnale per la meritoria lotta alla mafia, vada a Roma e a Milano, dove la mafia ha le sue centrali, e non accrediti il vecchio luogo comune che la mafia è un "problema siciliano".

La mafia ormai è stata ripudiata dalla società siciliana, da quella corleonese prima di tutte, SENZA l'aiuto dello Stato.

Ci risparmi questa ipocrisia signor Ministro e dica semplicemente di non essere fascista.

È semplice, non c'è bisogno di alzare lo spauracchio di un fascismo di ritorno, come si fa istericamente a sinistra.

Ma neanche di avere problemi a dirlo.

La democrazia è una pregiudiziale.

Nessuna dittatura di destra o di sinistra.

Perché mostra di avere tanti problemi a dirlo?

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Nei giorni scorsi il "popolo del Vespro" ha risposto presente con un migliaio di partecipanti, appartenenti a una trentina di partiti politici e associazioni culturali indipendentiste che, per le vie di Palermo, hanno rievocato il Vespro del 30 marzo  1282, in cui il popolo siciliano  si è battuto contro i dominatori angioini e ha proclamato la Repubblica Siciliana.

E' stata quella di Palermo, ovviamente, un'occasione per riunire molti di quei movimenti e associazioni che si stanno da tempo impegnando sul fronte di una nuova richiesta forte e determinata di autonomia per l'isola, contestando anche duramente i partiti tradizionali e i governi che si sono succeduti, soprattutto a Roma, ma anche a Palermo, e che hanno sempre più spogliato l'Isola dalle sue prerogative che derivavano anche dal regime di Regione a Statuto speciale.

Uno status che avrebbe dovuto concedere alla Sicilia opportunità per accorciare le distanze dal resto del Paese, ma che, invece, è stato male utilizzato e senza mai dare reali vantaggi alla Sicilia.

Ricollocando l'evento del Vespro, all'attuale incresciosa situazione economica in cui versa la Sicilia - spiegano i responsabili del movimento Siciliani Liberi - è necessario riprendere in mano il nostro destino e batterci per l'autodeterminazione, in quanto lo Stato italiano continua a calpestare i diritti garantiti dallo Statuto autonomo, con l'avallo degli ascari che si sono succeduti  negli anni al governo della regione, e ancora oggi con l'eventuale approvazione del regionalismo differenziato a favore delle regioni del nord, si tenta di violare per l'ennesima volta lo Statuto, condannando la Sicilia ancor più al sottosviluppo e impoverimento del popolo siciliano.

Mentre il governo italiano discute sulla TAV, le nostre strade e pseudo autostrade cadono a pezzi, mentre si discute su come fermare gli immigrati, i nostri ragazzi sono costretti ad emigrare per trovare un lavoro.

 E' ora di dire basta, siamo un popolo che non si arrende, chiediamo da subito l'attuazione integrale dello Statuto, vogliamo una Sicilia prospera di "bonu statu e libirtati".

LA SICILIA

55935429 338674926777095 281203212655001600 nA nome dei Giovani Siciliani Liberi esprimo la nostra grande soddisfazione per la splendida manifestazione di orgoglio siciliano svoltasi a Palermo il 30 marzo, in occasione del 737° anniversario della Rivoluzione del Vespro, evento storico fondativo dell'identità della nostra Terra nonché simbolo della fierezza e dell'indomito coraggio di cui sono sempre stati capaci i suoi abitanti.

Tra tanti indipendentisti storici, a sfilare per le strade del centro di Palermo abbiamo visto anche molti giovani. Li abbiamo visti sventolare la bandiera gialla e rossa con al centro il simbolo della Trinacria, la nostra bandiera. Li abbiamo visti intonare i motti del Vespro, validi oggi come nel 1282: “Bonu Statu e Libirtati!” e “ANTUDO!” (il Coraggio è il tuo Signore). Li abbiamo visti reggere manifesti legati a tematiche politiche di scottante attualità, dimostrando quanto sia importante coniugare l'identità e la memoria con la volontà di combattere per le emergenze legate al nostro presente ed al nostro futuro.

La folta presenza dei giovani – a prescindere dalle appartenenze politiche – è per noi motivo di gioia e speranza. Dimostra che la lotta per l'autodeterminazione della nostra Terra ha un futuro, non è confinata a ristrette cerchie di nostalgici, non è l'utopia di qualche anima solitaria. Dimostra che a piccoli passi il senso di appartenenza sta crescendo e che la causa siciliana sta conquistando sempre più giovani cuori.

Noi abbiamo portato in piazza le istanze su cui segnaliamo l'attenzione da mesi: emigrazione, disoccupazione, sperequazione infrastrutturale, emergenza nell'ambito dell'istruzione pubblica. Abbiamo inoltre denunciato l'ingiustizia dei tentativi posti in atto da alcune regioni settentrionali, finalizzati all'ottenimento di una presunta “autonomia” che in realtà si configurerebbe in un autentico furto – l'ennesimo! – ai danni dei cittadini siciliani. Non ci faremo rubare altri soldi! Non ci faremo rubare ulteriormente il nostro futuro e l'opportunità di spenderlo a casa nostra! Non assisteremo senza reagire politicamente e culturalmente all'insediamento della Lega Nord in Sicilia!

Siamo scesi in piazza, insieme al nostro partito ed alle altre sigle presenti, con l'intenzione di far arrivare un messaggio netto e chiaro all'opinione pubblica locale ed italiana, alle istituzioni regionali e nazionali: i siciliani stanno rialzando la testa!

Lo fanno a partire dalla piazza del 30 marzo. Lo fanno soprattutto i giovani determinati ad essere il futuro di questa Terra.

Laura Di Giacomo
Coordinatrice nazionale Giovani Siciliani Liberi

#30marzo #Vespro #GiovaniSicilianiLiberi #Palermo #Sicilia #Indipendenza#Antudo #BonuStatueLibirtati

Vespiru

"Ieri, per le vie di Palermo, grande e partecipata manifestazione per ricordare il 737esimo anniversario della rivolta – o rivoluzione, che dir si voglia – dei Vespri Siciliani. Tanta gente, tante bandiere della Sicilia, tanti giovani. La Sicilia si sta finalmente svegliando."

"Una marcia nel centro di Palermo nel corso della quale un migliaio di manifestanti ha ricordato la rivolta siciliana del Vespro del 30 Marzo 1282, occasione in cui il popolo siciliano si è battuto contro i dominatori angioini e ha proclamato la repubblica siciliana."

"La Sicilia non dimentica la propria identità e il proprio diritto al riscatto."

" 1282>2019: la Sicilia è presente e vuole riappropriarsi del proprio futuro." 

"Siamo eredi del Popolo del Vespro e ricostruiremo “Bonu Statu e Libertati”.

 

 

 

 

Toninelli

"LAVORI BENE, O VIA LA CONCESSIONE"

Io non voglio difendere il CAS, che funzionerà come tutti gli enti di sottogoverno della colonia Sicilia,
ma un partito italiano, per la Sicilia è solo e sempre un partito italiano, e basta, cioè antisiciliano.
Lo Stato defrauda la Sicilia di circa 10 miliardi l'anno, e poi si lamenta se il CAS non lavora bene e "minaccia" di togliere la "concessione".
Senti, bello mio, ministro dei miei stivali, 
prima di tutto tu non "concedi" un bel niente. Il demanio stradale, per Statuto, dovrebbe essere della Regione ed è occupato ABUSIVAMENTE DALLO STATO. Semmai è la Regione che deve concedere al CAS.
Poi, se il CAS non ha mai potuto funzionare bene, è perché non ha avuto la possibilità di fare quegli investimenti che invece in altre parti d'Italia (anzi in Italia, giacché è un'altra cosa) il TUO stato finanzia e qua no.
E ancora, TU, che controlli l'ANAS, cioè l'ente che si occupa della manutenzione di quella "cosa" che si chiama autostrada Palermo - Catania non hai il diritto di fare la morale a nessuno.
Fai funzionare la Palermo-Catania, anzi falla diventare finalmente un'autostrada, se no te la togliamo noi la licenza.
Stanno morendo? Stanno sparendo? SE LO MERITANO! SENZA RIMPIANTI.
Hanno tradito la fiducia dei Siciliani. Campagna elettorale con la Triscele e poi dobbiamo sentire questo.
I partiti italiani SONO TUTTI UGUALI!
Quando i Siciliani ne prendono atto, già sarà un passo avanti.
Già in Basilicata il 47 % degli elettori lo ha capito. Ma non ha alternativa. Da noi più del 50 %, ma l'alternativa da noi c'è.
Basta solo crederci.

Massimo Costa

54432500 646483092474757 3622586330405404672 nIl Presidente Zaia ha risposto alla nostra lettera.

Già questo è un atto di cortesia che merita di per sé riconoscimento. Venendo al merito della risposta, la prima parte della stessa sembra addirittura conciliante.

Riguardo alle nostre prime due domande sembra persino darci ragione:

1) Criticate la spesa storica? Il Veneto è d’accordo con Voi.

2) Vi lamentate che lo Stato deve comunque garantire i Livelli Essenziali di Prestazione? Avete ragione.

Certo, la risposta è un po’ retorica, solo di principio, perché in realtà in questo regionalismo differenziato si sta invece blindando la spesa storica sproporzionata a favore del Nord ed esso non è affatto subordinato alla definizione dei LEP. Ma, a questo punto, potremmo dire, che la “colpa” di questo non sta nel Veneto ma nello Stato, e soprattutto in chi oggi dice di rappresentare la Sicilia se ciò non avviene. Ma, fin qui, seppure con il sottile raggiro di chi ci dà ragione lasciando che tutto resti com’è, la risposta può anche sembrare cortese e disponibile.

Sul moralismo reiterato, secondo cui il “malgoverno” sarebbe una nostra prerogativa, smentito persino dalla cronaca di queste ore, sorvoliamo: sta parlando ai Veneti, che “si rimboccano le maniche” non a noi (che ce le rimbocchiamo ogni giorno, stia tranquillo). Ma francamente non è questo il punto centrale.

Ciò che appare inaccettabile in questa risposta è però che ANCORA UNA VOLTA si diano per buone le statistiche farlocche che attribuiscono alla Sicilia un saldo finanziario negativo di miliardi di euro.

Questo è semplicemente inaccettabile! Per due motivi: primo perché se anche fosse vero non sarebbe altro che la perequazione dovuta dal fatto di appartenere a uno Stato comune, ma soprattutto perché non è vero! Che la Sicilia NON riceva dallo Stato più di quello che dà lo possiamo dimostrare pubblicamente, anche in contraddittorio con il Presidente del Veneto, ma – ancora una volta – la questione non sarebbe centrale rispetto alla lettera che abbiamo inviato.

Il problema principale è però che Zaia non ha risposto, per nulla, alla nostra terza domanda:

3) Volete trattenervi una percentuale di tributi riscossi nel vostro territorio ma maturati altrove? E tra questi anche quelli maturati in Sicilia che il nostro art. 37, norma costituzionale ci garantirebbe e che non ci sono mai stati dati?

Questa domanda, la più importante, è rimasta senza risposta. Anzi, peggio, la risposta è “agli atti risulta costituzionalmente legittimo e amministrativamente valido”. L’arroganza dei forti, che dicono ai deboli “guai ai vinti”, “il nostro volere è legge, è costituzionale per definizione”. Noi abbiamo posto una questione seria, cruciale, di costituzionalità e tutti la stanno ignorando, calpestando i nostri diritti e le nostre vite.

Di questo dobbiamo chiedere conto a chi in modo imbelle oggi rappresenta la Sicilia. E soprattutto quindi al Presidente Musumeci, che dovrebbe stracciarsi le vesti di fronte a tutto ciò, e invece tace.

E dobbiamo chiedere conto al soggetto politico che ad oggi risulta aver raccolto i massimi consensi in Sicilia, al potere anche a Roma, il Movimento 5 Stelle, che invece acconsente senza fiatare o che, con insopportabile cialtroneria, parla … d’altro. Alla Lega e ai leghisti siciliani invece non chiediamo nulla. Per noi la prima (la Lega) è solo una controparte, come Zaia, fa i “suoi” interessi, che non sono certo i nostri; e i secondi (i Leghisti siciliani) sono solo la vergogna assoluta della Sicilia di oggi.

Per noi questo Vespro è perciò dedicato a questa battaglia. Se nessuno difende la Sicilia la difenderemo noi Siciliani Liberi, con le forze che abbiamo.

                                                                                                                                                                                        I Siciliani Liberi

Leggi la risposta del Presidente Zaia