"La Sicilia, se smette di farsi derubare dall'Italia, può dare risposta tanto ai precari quanto ai disoccupati: hanno infiammato la platea le  parole pronunciate stamattina dal professor Massimo Costa, leader del movimento indipendentista Siciliani Liberi, al congresso dei forestali siciliani aderenti al sindacato autonomo Sifus, andato in scena a Palermo. 

Siciliani Liberi sarà presente per fare sentire la propria voce domani al Congresso dei forestali aderenti al sindacato SIFUS.

 

 

Il caso non è chiuso. Un servizio pubblico non può ignorare quello che è successo. Un servizio pubblico, dopo i gravissimi insulti di Carlo Panella, ci deve il diritto di replica, peraltro sancito dalla normativa italiana. Stiamo ancora aspettando e andremo fino in fondo finché non vedremo riconosciuto il nostro diritto.

Oggi ricorre l'anniversario della Rivoluzione del 1848, una rivoluzione europea, che cominciò proprio a Palermo, e una rivoluzione siciliana, per l'indipendenza.

La storiografia italiana la ricorda erroneamente come una rivoluzione per l'Unità d'Italia. Nulla di più falso. Fino al 1848 le classi dirigenti dell'Isola non avevano altro traguardo e altra legittimità se non quella del Regnum Siciliae, fondato nel 1130, rifondato nel Vespro su basi parlamentari, e arrivato quasi sino ai loro giorni.   

Quella Rivoluzione fu corale: ad essa parteciparono tutti i ceti e tutte le città della Sicilia. Da Palermo a Pantelleria la voce fu unanime. Artigiani, clero, nobilità, borghesia, tutti a gran voce