via Damelio

di Massimo Costa 

Noi l'abbiamo detto sempre, l'abbiamo saputo sempre. La differenza tra Cosa Nostra e le altre organizzazioni criminali (come quelle del Sud, tipo Ndrangheta etc.) è la stessa che c'è tra corsari e pirati. I primi, oltre che per sé, lavorano per uno stato. Cosa Nostra, sin dalla sua nascita ufficiale (1860, sbarco di Garibaldi) è stata uno strumento dello Stato italiano per tenere sottomessa la Sicilia. Certo, Garibaldi trovò queste consorterie proto-mafiose, non le creò certo lui. E dobbiamo all'ottusità borbonica e al caos del regime poliziesco duosiciliano, l'incapacità di sostituire l'ordine feudale con quello di uno stato moderno. i Borbone impedirono la nascita di uno Stato siciliano moderno, e - nel caos - nacquero quelle consorterie che poi dovevano diventare la mafia.

colletta alimentare

di Armando Melodia

I dati ISTAT sulla povertà in Italia, pubblicati questa settimana, mettono a nudo una situazione a dir poco preoccupante. Il numero di famiglie e di persone considerate in povertà assoluta cresce nel 2017 rispetto al 2016. La tanto declamata ripresa economica non ha prodotto un miglioramento delle condizioni di vita degli italiani. Al contrario si registra un pesante peggioramento visto che l’incidenza della povertà assoluta è passata dal 6,3% al 6,9% delle famiglie e dal 7,9% AL 8,4% degli individui. Stiamo parlando di 1 milione e 780 mila famiglie che corrispondono a 5 milioni e 58 mila individui. Stiamo parlando di persone in povertà assoluta ovvero nell’impossibilità di acquisire i beni e i servizi, necessari a raggiungere uno standard di vita minimo accettabile. Quindi se ripresa c’è stata questa ha prodotto una concentrazione della ricchezza nelle mani di un numero sempre minore di individui ed una diffusione della povertà in strati sempre più ampi di popolazione.

Se poi si approfondisce la lettura e si analizzano i dati ripartiti per aree geografiche apprendiamo che nel mezzogiorno la povertà assoluta raggiunge il 10,3% contro la media italiana 6,9%. Ancora più netta è la differenza per il livello di povertà relativa, con il mezzogiorno al 24,7% e la media italiana al 12,3%.

1454698831 0 sanita protocollo d intesa tra regione sicilia e arma dei carabinieriPALERMO - "E' scandaloso vedere che tutte le Regioni del Mezzogiorno hanno una spesa sanitaria pro capite più bassa della media nazionale, quasi che i meridionali fossero cittadini di serie B. La Sicilia, addirittura, dopo anni e anni di sacrifici imposti dal centro, è penultima! Anzi, se si depurano bene i costi sanitari da taluni costi impropri che su questa vengono caricati, temiamo proprio che sia buona ultima in Italia. E' ora di cambiare. La sua Sicilia glielo chiede, Le chiede di non dimenticarsi dei drammi di una terra sfruttata e sottoposta da decenni (se non da secoli) a un brutale colonialismo interno". E' quanto scrive il partito indipendentista dei 'Siciliani Liberi' in una lettera aperta al ministro della Sanità, Giulia Grillo. 

 

   "Questa 'terapia', imposta dai precedenti governi, ha aggravato i cosiddetti 'viaggi della speranza', viaggi che arricchiscono le Regioni settentrionali e mortificano i siciliani - sostengono gli indipendentisti - Le ricordiamo che l'organizzazione dei servizi sanitari e la tutela della salute, art. 20 dello Statuto siciliano alla mano, spettano unicamente al governo regionale e al nostro assessore alla Salute, che ne rispondono unicamente all'Assemblea regionale siciliana.

Ciro Lomonte 1

PALERMO - "Il presidente della Regione dica ai cittadini siciliani se dispone ancora di una maggioranza in Parlamento o no, anziché minacciare soltanto le dimissioni.

La Sicilia con le sue infinite emergenze non può attendere. Se questa maggioranza non esiste più, come ormai è evidente, e se non ne esiste un'altra alternativa, faccia una scelta coraggiosa: rassegni le dimissioni, magari cambiando prima la legge elettorale". Lo dice il segretario di "Siciliani Liberi", Ciro Lomonte. 

   "La Sicilia ha bisogno di governabilità, e se il presidenzialismo introdotto nel 2001 è fallito, si abbia il coraggio di tornare a una Regione parlamentare - aggiunge - Una Regione parlamentare troverà sempre presidente e maggioranze, sarà più resistente al colonialismo dello Stato centrale, mentre la governabilità può ben essere salvaguardata da una buona legge elettorale, come ad esempio il Mattarellum a suo tempo in vigore al Senato, che garantiva diritto di tribuna a tutte le minoranze, ma in un sistema maggioritario".

testo poetico Lentini

Palermo - Un progetto per la valorizzazione dell'identità siciliana è stato avviato dal circolo "Antudo" del movimento indipendentista 'Siciliani Liberi'. La prima iniziativa è un corso gratuito di introduzione alla lingua siciliana, organizzato da Fonso Genchi, fondatore dell'Accademia della lingua siciliana, e da Marco Lo Dico, coordinatore del circolo Antudo e vicepresidente dell'Accademia.

Il progetto prevede numerose iniziative culturali per favorire "il risveglio della coscienza identitaria" e il corso di lingua siciliana ne è il prototipo. Due sono le motivazioni e gli obiettivi principali: la formazione degli attivisti, aperta all'esterno a chiunque volesse aderire senza per questo entrare in "Siciliani Liberi", per approfondire lingua, storia, economia, arte, letteratura, del popolo siciliano; l'occasione di incontro e di confronto tra cittadini, associazioni e iniziative imprenditoriali, come embrione di una fucina di ricerca e divulgazione di rango universitario.

I corsi, già avviati, si terranno il 21 e il 25 giugno in via La Lumia n.7, a Palermo, nella sede dei 'Siciliani liberi'. Presente Fonso Genchi. 

 

 

 

USCittadiPalermo

Palermo - "Il patron Maurizio Zamparini e il presidente Giovanni Giammarva non indietreggino di un solo passo rispetto al ricorso annunciato dopo la finale di Frosinone, al fine di ribaltare il verdetto che ha visto il Palermo capitolare e perdere la massima serie a causa di una vergognosa rappresentazione del peggio possibile, in fatto di lealtà e valori completamente calpestati da un’orda di organizzatissimi pseudo-esponenti della civile convivenza sportiva". È l'invito degli indipendentisti Siciliani liberi che si schierano a fianco del Palermo calcio nella battaglia legale. "Sappia la società Palermo Calcio che questa battaglia per i diritti della città potrebbe tendere sempre più ad assumere i contorni della vera sfida contro le istituzioni e le componenti tutte di uno sport malato, e contro la tendenza a calpestare l’avversario, costi quel che costi, pur di ottenere la tanto agognata vittoria - dice il segretario Ciro Lomonte - È a questa esasperazione, la quale non appartiene al Dna della città di Palermo, ma che sembra invece adattarsi a tante realtà del calcio italiano, che il Palermo Calcio è chiamato ad opporsi. Le ultime dichiarazioni del presidente Giammarva sembrano vertere nella direzione della battaglia giuridica, direzione consona a tutelare il prestigio di una città che, pur avendo spalle larghissime, ha anche la necessità di stimoli per far valere le proprie prerogative sportive e sociali".