USCittadiPalermo

In riferimento agli ultimissimi accadimenti sportivi ed in particolare alla finale di ritorno dei Play Off di calcio tra Frosinone e Palermo, il Movimento Politico Siciliani Liberi esorta la società Palermo Calcio e, in particolare, il Patron Maurizio Zamparini ed il Presidente Giovanni Giammarva, a non indietreggiare di un solo passo rispetto al ricorso annunciato dopo la finale di Frosinone, al fine di ribaltare il verdetto che ha visto il Palermo capitolare e perdere la massima serie a causa di una vergognosa rappresentazione del peggio possibile, in fatto di lealtà e valori completamente calpestati da un’orda di organizzatissimi pseudo-esponenti della civile convivenza sportiva.

Sappia la società Palermo Calcio che questa battaglia per i diritti della città potrebbe tendere sempre più ad assumere i contorni della vera sfida contro le istituzioni e le componenti tutte di uno sport malato, e contro la tendenza a calpestare l’avversario, costi quel che costi, pur di ottenere la tanto agognata vittoria. È a questa esasperazione, la quale non appartiene al DNA della città di Palermo, ma che sembra invece adattarsi a tante realtà del calcio italiano, che il Palermo Calcio è chiamato ad opporsi.

Stupor Mundi1

di Fabio Petrucci

Si è svolto ieri, nella bella cornice del Teatro di Verdura di Palermo, lo spettacolo “Stupor Mundi”, dedicato alle gesta di Federico II, Re di Sicilia e Imperatore dei Romani. L’evento, organizzato da Banca Mediolanum, ha visto la speciale partecipazione dell’attore Michele Placido, di suo figlio Brenno e della cantante Alejandra Bertolino Garcia. Intermezzati dai canti di quest’ultima, Michele Placido ed il figlio Brenno – interprete di Federico – si sono cimentati con maestria in un immaginario dialogo con il grande sovrano medievale, ripercorrendone la vita e il mito.

Tuttavia, malgrado l’altissimo livello artistico dell’evento, non sono mancate alcune imprecisioni storiche frutto di luoghi comuni duri a morire. Vogliamo brevemente trattare tali imprecisioni come stimolo di riflessione e invito ad affrontare con sempre maggior cura un tema fondamentale per l'identità di un popolo qual è, per l’appunto, la storia.

Primo congresso

Il I° Congresso nazionale di Siciliani Liberi, svoltosi a Palermo domenica 27 maggio, oltre a segnare il passaggio legale allo status di partito e ad eleggere il Segretario politico nella persona dell'arch. Ciro Lomonte, ha sancito la nascita ufficiale dell'organizzazione giovanile del partito indipendentista e l'elezione del suo Esecutivo, composto da Laura Di Giacomo (eletta Coordinatrice nazionale), Corinne Di Mulo, Angelo Priolo, Dario Provenzano e Giulia Speciale.

Tricolore tagliato1

L’Italia repubblicana è istituzionalmente al collasso, il momento è grave. Non era mai successo che un Capo dello Stato impedisse la formazione di un Governo che, bene o male, avrebbe avuto la maggioranza in Parlamento. Le “prerogative” del Capo dello Stato in materia di nomina dei Ministri possono, molto al limite, indurre ad alcune possibili esclusioni su un piano di inopportunità o incompatibilità personale. Qui, invece, abbiamo assistito ad un vero e proprio veto su un piano strettamente politico e di politica economica. Sono le “politiche” espresse da quel particolare ministro ad essere state impedite, nonostante il voto e la rappresentanza parlamentare, e questo è semplicemente inaudito, incostituzionale, addirittura eversivo. Diciamo questo in condizioni di assoluta terzietà, giacché non ci convince affatto né l’opportunismo elettorale della Lega, né la strategia un po’ incerta e ondivaga del Movimento 5 Stelle, e comunque non ne sposiamo i rispettivi programmi né i metodi di azione politica e di organizzazione interna. Questo collasso, però, con tutta la sua gravità, potrebbe anche essere un’opportunità per la Sicilia; un’opportunità per porre finalmente al centro dell’agenda politica internazionale la Questione Siciliana. Perché è certo che non si tornerà indietro. Assistiamo oggi a un braccio di ferro da cui non sappiamo chi uscirà vincitore. Se vincerà l’asse della conservazione eurofanatica dell’establishment, contro ogni volontà popolare, sappiamo cosa ci attende: la Grecia, l’austerità, la fame.

Manifesto congresso 3

Da movimento a partito: il battesimo dei “Siciliani Liberi” è fissato per domenica 27 maggio, a Palermo. Nel Centro Giovanile Don Orione di via Pacinotti n. 49 dalle 9.00 alle18.00 a Palermo, si terrà il primo congresso che sancirà la nascita del partito indipendentista, evoluzione del movimento che negli ultimi anni ha allargato il suo consenso in Sicilia. Il congresso sarà celebrato alla presenza dei fondatori del Movimento Siciliani Liberi, Prof. Massimo Costa, Antonella Pititto e del Segretario Politico del movimento Ciro Lomonte.

“È il primo congresso di un partito indipendentista che abbia presentato un proprio candidato alla presidenza della Regione siciliana da 70 anni a questa parte”, dice Ciro Lomonte segretario provvisorio del movimento. Il congresso eleggerà il segretario del partito e approverà il programma. Inoltre eleggerà i componenti dell’assemblea nazionale e i componenti dell’esecutivo della associazione giovanile di Siciliani Liberi.

Tra gli invitati al congresso hanno dato già conferma il capogruppo del PD all’Ars Giuseppe Lupo, l’indipendentista storico Pippo Scianò e Franco Busalacchi, presidente di “I Nuovi Vepri”. È già arrivato un messaggio di auguri da Esquerra Republicana, uno dei partiti indipendentisti catalani.

 

Noi, “Siciliani Liberi”, finora non ci siamo uniti al coro interessato che in questi giorni sta attaccando un governo italiano “anomalo”, prima ancora che questo si sia insediato. Lo abbiamo fatto per correttezza istituzionale, e perché non ci nascondiamo che la sua cifra “sovranista”, anche se un po’ diluita, fa paura in Europa, e solo per questo meriterebbe quanto meno un po’ di solidarietà. Lo abbiamo fatto correndo qualche rischio di impopolarità tra chi vuole che sempre e comunque si rinfaccino ai due “soci” tutte le loro responsabilità, passate e presenti, sparando ad alzo zero; costoro magari per ora saranno restati delusi della nostra “diplomazia”.

Il punto è  però che noi “risparmiamo le cartucce”, le risparmiamo per le questioni  che riteniamo veramente importanti.