Il presidente

Massimo Costa webMassimo Costa, nato a Palermo il 18 febbraio 1967, sposato con due figli, si laurea nel 1991 in Bocconi a Milano, in Discipline Economiche e Sociali, con il massimo dei voti. Appassionato cultore, sin dalla più tenera età, di temi riguardanti la storia e la Sicilia, dopo la laurea continua a coltivare questi studi personali coniugandoli con quelli di diritto e di economia.
Sul piano culturale completa la propria formazione con l’abilitazione a Dottore Commercialista, nel 1993, il conseguimento di un master in Revisione aziendale alla Scuola di Management Guido Carli di Roma nel 1994, la frequenza del dottorato di ricerca in Economia aziendale a Catania, conseguito poi presso l’Università di Pisa nel 1998, l’iscrizione al registro dei Revisori legali nel 1999.
Le sue esperienze professionali sono sempre state a cavallo tra le funzioni professionali di natura contabile e quelle didattiche e di ricerca. Docente di Ragioneria nel 1992 in una scuola privata, Dottore Commercialista con studio proprio dal 1994 (dal 1997 chiuso, ma con una continuativa attività di saltuarie consulenze e formazione professionale fino ad oggi), Impiegato presso l’amministrazione del personale dell’Enel (Divisione Distribuzione - Roma) nel 1998, Istruttore direttivo amministrativo alla Ragioneria generale del Comune di Palermo nel 1999, Professore a contratto nello stesso anno presso l’Università degli studi di Catania, Assegnista di ricerca presso l’Università degli studi di Palermo nel 2000, Docente di ruolo di “Discipline Giuridiche ed Economiche” presso l’ITC Pareto di Palermo nel 2001, Ricercatore di “Economia aziendale” presso l’Università degli studi di Palermo nel 2002 (confermato nel 2005), Professore associato di Ragioneria presso la stessa università dal 2006 (confermato nel 2009), è dal 2015 abilitato all’ordinariato nel settore delle discipline economico-aziendali e ragioneristiche.
La sua attività di ricerca ha riguardato svariati campi, e consiste di pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali (anche di prima fascia), interventi ad atti di convegni e monografie. Tra questi campi: Storia della Ragioneria, Principi contabili nazionali e internazionali, Ragioneria pubblica, Responsabilità sociale d’Impresa e monete complementari regionali. Il suo approccio metodologico è di tipo neoistituzionalistica e “critico”, prendendo sempre le distanze rispetto al mainstream positivistico e liberista che prevale negli studi economici e aziendalistici moderni.
La sua attività politico-culturale “pubblica” inizia ai primi del millennio con alcune conferenze sui temi dello Statuto e con alcuni articoli sul web riguardanti la Questione Siciliana dal punto di vista istituzionale.
Incontratosi con l’Associazione “L’Altra Sicilia” di Bruxelles nel 2003 ne diventa editorialista. Sua la “Carta politica delle Rivendicazioni del Popolo Siciliano”. Nel 2005 si tenta la trasformazione dell’Associazione in soggetto politico (“L’Altra Sicilia - Antudo”) che lo vede protagonista, così come la “Festa dell’Autonomia” dello stesso anno a Mazara del Vallo. Nel frattempo entra in contatto, progressivamente con il mondo del variegato panorama sicilianista di quegli anni.
Nel 2007 si candida, con azione “di testimonianza”, alle Comunali di Palermo sotto il simbolo de L’Altra Sicilia - Antudo. La valutazione della non maturità dei tempi e personale lo induce però a ritirarsi dalla militanza attiva e a dedicarsi alla divulgazione dei temi dello Statuto e della sua attuazione, già a partire dal 2008, quando dichiara pubblicamente il sostegno alla candidatura autonomista di Lombardo, considerata allora la “meno peggiore” dello schieramento politico. Suo (2009) il testo “Lo Statuto speciale della Regione Siciliana: un’autonomia tradita?” che costituirà un punto di riferimento per una generazione di militanti dapprima autonomisti, e poi indipendentisti.
Col tempo diventa un punto di riferimento culturale per il mondo del Sicilianismo ma, più volte spinto ad occuparsi direttamente di politica, rifiuta sempre l’invito.
È tra gli ispiratori di varie iniziative importanti di quegli anni: dalla marcia per l’Autonomia del 2010 allo Statuto fest del 2011. Nel frattempo lentamente diffonde il “verbo” dell’identità istituzionale e nazionale della Sicilia con una serie di conferenze sullo Statuto in giro per la Sicilia.
Da una di queste conferenze nasce la collaborazione, a titolo gratuito, con la Commissione Attuazione e Revisione dello Statuto, dove Costa tenta (invano) di sottoporre alla stessa una radicale proposta di attuazione dello Statuto attraverso la ricostituzione dell’Alta Corte per la Regione siciliana.
Nel gennaio 2012 appoggia apertamente la rivolta dei “Forconi” invocandone una trasformazione in rivendicazione politica. Tra i risultati immediati la Costituzione di un Tavolo tecnico per l’attuazione dello Statuto in materia finanziaria, tra Stato e Regione. A supporto di questo “Tavolo” l’Assessorato all’economia costituisce uno staff (sempre a titolo gratuito) di supporto, che vede Costa come protagonista. Il suo ruolo è determinante. Le proposte dello staff, poi sottoscritte dall’allora assessore Armao, fanno “saltare” l’accordo con lo Stato, che non intende concedere alla Sicilia un millimetro, determinando - al contrario - una campagna mediatica sul dissesto della Regione che condurrà, insieme alle accuse penali a Lombardo (poi, dopo anni, rivelatesi non fondate), alla chiusura anticipata della legislatura.
Nell’estate del 2012, di fronte all’evidente attacco alle istituzioni siciliane, Costa lancia un appello a tutte le forze “sicilianiste” per costituire un fronte comune. “Corteggiato” da politici tradizionali, come Lombardo, Micciché e Crocetta, Costa pone sempre condizioni severe di rispetto dello Statuto, ma quando verifica che non ci sono le condizioni perché questo avvenga, interrompe ogni dialogo. Suo, in quei mesi, l’attacco a Lombardo, in una celebre riunione di partito a Villa Igea, per il fatto di non aver costituito un reale movimento sicilianista, cui l’MPA risponde con la trasformazione del nome in “Partito dei Siciliani”. Nel frattempo le varie associazioni sicilianiste, pur rispondendo all’appello, non riescono a superare i veti incrociati. Molti di loro chiedono a gran voce la candidatura a Presidente di Massimo Costa, ma questi ricusa ogni invito, non ritenendosi pronto per questo ruolo. Alla fine - come noto - si va in ordine sparso, senza alcun risultato.
Dopo le elezioni del 2012, Crocetta propone a Costa la costituzione di un “Ufficio Speciale per l’attuazione dello Statuto”, chiedendo in cambio sostegno per le elezioni politiche al Megafono. Costa dichiara che, prima di chiedere il sostegno, vuole vedere qualche provvedimento concreto in tale direzione. Mancando, inevitabilmente, ogni provvedimento, il dialogo è subito interrotto.
Di fronte al progressivo ed evidente “ascarismo” del nuovo governo, Costa intende dedicarsi ad un’attività di tipo culturale, divulgando il tema dello Statuto nelle scuole.
Per questo, nel 2013, insieme all’Avv. Antonella Pititto, ed altri, dà vita all’Associazione “Noi Siciliani Liberi”, e pubblica un testo di educazione alla cittadinanza, “Cittadini di Sicilia”.
L’attività associativa e divulgativa procede per alcuni anni, ma la progressiva demolizione di ciò che resta dello Statuto, da parte dello Stato italiano, e la pressante richiesta, da parte di tutte le persone “sensibilizzate” dallo Statuto per una più diretta azione politica, fanno maturare un atteggiamento diverso.
Costa è stanco di “rivolgersi ai politici” per chiedere il rispetto delle istituzioni siciliani. Anche la partecipazione alle “commissioni parallele” del Movimento 5 Stelle è senza frutto, e viene abbandonata. I Siciliani adesso devono fare da soli.
Si prende atto, nell’Associazione “Noi Siciliani Liberi”, che lo Statuto è una stagione ormai terminata per sempre, e che l’autonomismo, al più, può rappresentare solo una tappa verso l’unica soluzione possibile alla Questione Siciliana: l’Indipendenza. Sull’impegno politico diretto, tuttavia, Costa oppone ancora qualche resistenza.
Nel 2014 partecipa alla “Marcia per l’Indipendenza” di Palermo.
Ai primi del 2015 una serie di conferenze e incontri tra varie associazioni indipendentiste e federaliste dà vita a un nuovo soggetto politico, che si propone il motto “Stato federato o Indipendenza”, e che risponde al nome di “Sicilia Nazione”. Il lancio del soggetto vede all’inizio protagonisti Armao, Piscitello e La Rosa, ma questi ne prende subito le distanze, ritenendolo (giustamente, a posteriori) una riedizione del lombardismo. Costa tenta di restare ai margini nei primi tempi, ma poi - a richiesta di molti dei soggetti partecipanti - entra nel gruppo dirigente, partecipando alla “Marcia per lo Statuto” del 15 maggio, una marcia che già guardava all’indipendenza, da cui il nuovo movimento muoveva finalmente i primi passi.
La vita di Costa co-leader di “Sicilia Nazione” nel nuovo movimento è breve e stentata. Il conformismo “euro-entusiasta” di alcuni dei suoi vertici, ma soprattutto l’evidente e progressivo avvicinamento del suo coordinatore (l’Avv. Armao) al centro destra e segnatamente a Forza Italia diventano rapidamente motivo di incompatibilità interna, oltre che ostacolo oggettivo alla crescita del Movimento.
Così, con uno “strappo” coraggioso del 30 novembre 2015, Costa esce definitivamente dal Movimento, invitando i militanti a dare vita ad un soggetto politico nuovo, che senza ambiguità potesse guidare un indipendentismo maturo del XXI secolo.
Insieme ad Antonella Pititto e ad Enzo Cassata, dà vita così a “Siciliani Liberi”, che ha il suo battesimo a Pergusa, il 3 gennaio 2016, costituito non solo dalla quasi totalità dei militanti di “Sicilia Nazione”, ma anche di molti e nuovi accessi che rendono rapidamente il nuovo movimento quel soggetto che prima non c’era.
Come Fondatore e Presidente pro-tempore, da allora Costa si dedica instancabilmente alla crescita del nuovo soggetto politico nel territorio siciliano, all’elaborazione teorica dei progetti di governo della Sicilia, alla presenza alle elezioni amministrative (dove l’indipendentismo consegue i primi risultati sensibili dopo decenni di assenza), e soprattutto alle Regionali del 2017, ma soprattutto continuando a fare - come ama dire - l’“allenatore” di una nuova classe politica siciliana, in grado di rilevare il Governo della Sicilia e guidarla verso la piena libertà.

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