Scuola di Formazione Politica

a cura del Prof. Massimo Costa

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Siciliani Liberi

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PARTE LA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA DI SICILIANI LIBERI

69988467 447854375828008 1238650164231536640 nOggi è iniziata a palazzo Pantelleria-Varvaro la sessione 2019/2020 della Scuola di Formazione politica di Siciliani Liberi diretta dal prof. Massimo Costa. Questo il saluto del presidente Armando Melodia

Un breve saluto ma soprattutto i ringraziamenti doverosi intanto ai corsisti presenti in aula o collegati telematicamente, al responsabile organizzativo della scuola  Angelo Priolo e a Simone Mineo, che con lui ha collaborato, per essere riusciti, nonostante le tante difficoltà incontrate, a dare vita a questo primo corso. Un grazie di cuore a Giuseppe Varvaro che, ancora una volta, ha messo a disposizione questo splendido salone. Infine voglio esprimere la gratitudine di tutto il partito al professore Massimo Costa che della scuola è l'ideatore, l'animatore culturale e il direttore scientifico.

La scuola di formazione politica è uno dei punti qualificanti del progetto che Siciliani Liberi sta conducendo. Io personalmente avverto in modo particolare l'importanza di questa nostra iniziativa. Questo perchè siamo certi che nel breve-medio periodo diventeremo uno dei maggiori partiti del panorama politico siciliano e sentiamo forte il dovere morale di prepararci al compito che ci aspetta e che ci spetta: governare la Sicilia.

Governare, non comandare, non gestire il potere ma governare in nome dei siciliani tutti e per conto dei siciliani tutti.

Governare significa passare dall'enunciare le speranze, i desideri, le idee, i progetti, al confrontarsi con la concretezza dei problemi e con la loro complessità. Significa decidere non in funzione del consenso (o del dissenso) che la decisione presa può suscitare, ma in funzione del beneficio che i cittadini tutti, di oggi e di domani, possono riceverne. Governare non significa occupare le istituzioni facendone strumento di parte, ma tutelarne il prestigio, accrescerne la credibilità, garantirne la terzietà a vantaggio dei più deboli, di coloro che hanno minore capacità di rappresentanza.

Per governare bene, a mio parere, è necessario avere una chiara visione degli obbiettivi che si vogliono raggiungere e dei percorsi da intraprendere per conseguirli. Ma occorre avere anche una profonda conoscenza degli strumenti politici e amministrativi che si possono e devono utilizzare.

Io non so se questo primo corso riuscirà da subito a formare in modo completo dei buoni amministratori e dirigenti politici. Non che abbia dubbi sul vostro impegno e sulle capacità di docente del professore Costa, ma la strada è assai lunga. Certo costituisce un primo passo importante, una partenza, l'inizio di un cammino che, sono assolutamente convinto, ci porterà molto lontano.

E allora buon inizio e buon lavoro a voi tutti.

 

 

 

Governo Conte 2 simmetrico al Conte 1

mattarella conteDopo una gestazione assai travagliata è nato il governo di coalizione tra M5S, PD e LeU. Si è chiusa cosi la crisi di governo, ma rimane più che mai aperta ed evidente la crisi politica che attanaglia l'Italia. Una crisi che affonda le proprie radici soprattutto nella incapacità, o meglio, nella non volontà di affrontare il nodo dello squilibrio territoriale e sociale, che si è fatto via via più marcato e la cui soluzione non può essere individuata attraverso logiche che rimangono all'interno del sistema istituzionale e politico che tale squilibrio ha contribuito ad accrescere.

Il governo appena nato è per molti versi simmetrico a quello precedente: legittimo dal punto di vista costituzionale, anomalo dal punto di vista politico.

La legittimità del nuovo esecutivo, come quella del governo giallo-verde, deriva dall'applicazione della costituzione e sarà tale fino a quando il parlamento italiano gli darà la propria fiducia. Lasciamo ad altri i proclami del tipo “diamo la parola agli elettori” e gli umorali commenti basati su estemporanei sondaggi su cosa vogliono gli italiani. I governi si costituiscono sulla base delle maggioranze che si formano in parlamento.

Ciò non toglie che siamo di fronte ad una evidente anomalia politica. Una coalizione tra partiti profondamente diversi che si sono affrontati non come avversari ma come nemici, assolutamente alternativi l'uno all'altro. Niente di diverso dall'anomalia rappresentata dalla coalizione tra M5S e Lega. Niente di diverso nella stesura di un accordo/contratto sulle cose da fare. Niente di diverso nella spartizione dei ministeri: poltrone erano quelle di prima e poltrone sono quelle di adesso.

La vera anomalia però non sta nelle alleanze che si determinano ma dalla legge elettorale che queste alleanze rende necessaria. Una legge elettorale evidentemente inadeguata a garantire la stabilità politica, ma certamente in grado di negare rappresentanza alle formazioni di carattere territoriale come Siciliani Liberi.

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Siciliani Liberi ribadisce il proprio progetto di ZES estesa a tutto il territorio della Sicilia.

ZESLe ZES recentemente perimetrate in Sicilia (zone economiche speciali) si inseriscono nel quadro di una serie di interventi per il Mezzogiorno, volti a creare una sorta di piccoli punti e porti franchi (o qualcosa del genere) con lo scopo di attrarre investimento e sviluppo.
Ci teniamo a dire che il dibattito sulle ZES è nato da quando Siciliani Liberi ha lanciato il progetto per inquadrare le prerogative dello Statuto all’interno delle specificità riconosciute dall’Unione Europea alle regioni insulari.
I partiti italiani si sono letteralmente “appropriati” dell’idea, svuotandola però di ogni contenuto realmente interessante e piegandola - come sempre - a interessi coloniali esterni ai nostri territori.
La ZES proposta dai Siciliani Liberi mira a costituire tutto il territorio regionale in ZES integrale, con fiscalità di vantaggio, assenza di dazi per i beni d’importazione non agro-alimentari, IVA ridotta, possibilità di adozione di moneta complementare e semplificazioni amministrative per gli insediamenti produttivi.
Un provvedimento che, da regione insulare e transfrontaliera, sarebbe perfettamente in linea con i nostri diritti, peraltro garantiti anche da uno Statuto che sarebbe parte integrante della Costituzione italiana.
Queste ZES, invece, ridotte a pochi capannoni nelle aree portuali, non servono alla Sicilia, né al Sud, quanto piuttosto ai soli investitori esterni, e non sono in grado di apportare significativi miglioramenti a un’economia - quella siciliana - che invece avrebbe bisogno di una vera e propria terapia economica da shock della domanda e dell’insediamento infrastrutturale.
Siciliani Liberi continua a farsi portatrice del proprio progetto, ben più ampio di ZES integrale, l’unico oggi in grado di dare ristoro ad un’economia prostrata e di fermare un’emorragia demografica che rischia di compromettere la stessa sopravvivenza di molte delle nostre comunità.

Grazie a te,

vive un movimento politico che lotta per ridare alla Sicilia la dignità di una terra libera dai colonialismi.

Grazie a te,

possiamo continuare a combattere per diventare ZONA ECONOMICA SPECIALE, con fiscalità di vantaggio, zona franca ed esenzioni doganali, totale devoluzione delle risorse fiscali alla Sicilia.

Grazie a te!

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Siciliani Liberi

"La Sicilia di oggi è una colonia, una colonia d’Italia, sfruttata selvaggiamente dall’esterno e dall’interno, mentre ai Siciliani è negata ogni dignità, essendo loro assegnato invariabilmente il ruolo dei parassiti..."

Il manifesto

"Nella Sicilia che vogliamo la politica sarà servizio a favore dei cittadini e non mezzo per acquisire ricchezza e potere e questa metterà la persona umana, la famiglia, il lavoro e la solidarietà al centro della propria azione."

Lo statuto

"È costituito il Movimento “SICILIANI LIBERI”. Scopo primario del Movimento è il conseguimento della piena sovranità della Sicilia, da realizzare con mezzi democratici, pacifici e la difesa dei diritti dei siciliani."

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