Scuola di Formazione Politica

a cura del Prof. Massimo Costa

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per la Sicilia

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Siciliani Liberi ribadisce il proprio progetto di ZES estesa a tutto il territorio della Sicilia.

ZESLe ZES recentemente perimetrate in Sicilia (zone economiche speciali) si inseriscono nel quadro di una serie di interventi per il Mezzogiorno, volti a creare una sorta di piccoli punti e porti franchi (o qualcosa del genere) con lo scopo di attrarre investimento e sviluppo.
Ci teniamo a dire che il dibattito sulle ZES è nato da quando Siciliani Liberi ha lanciato il progetto per inquadrare le prerogative dello Statuto all’interno delle specificità riconosciute dall’Unione Europea alle regioni insulari.
I partiti italiani si sono letteralmente “appropriati” dell’idea, svuotandola però di ogni contenuto realmente interessante e piegandola - come sempre - a interessi coloniali esterni ai nostri territori.
La ZES proposta dai Siciliani Liberi mira a costituire tutto il territorio regionale in ZES integrale, con fiscalità di vantaggio, assenza di dazi per i beni d’importazione non agro-alimentari, IVA ridotta, possibilità di adozione di moneta complementare e semplificazioni amministrative per gli insediamenti produttivi.
Un provvedimento che, da regione insulare e transfrontaliera, sarebbe perfettamente in linea con i nostri diritti, peraltro garantiti anche da uno Statuto che sarebbe parte integrante della Costituzione italiana.
Queste ZES, invece, ridotte a pochi capannoni nelle aree portuali, non servono alla Sicilia, né al Sud, quanto piuttosto ai soli investitori esterni, e non sono in grado di apportare significativi miglioramenti a un’economia - quella siciliana - che invece avrebbe bisogno di una vera e propria terapia economica da shock della domanda e dell’insediamento infrastrutturale.
Siciliani Liberi continua a farsi portatrice del proprio progetto, ben più ampio di ZES integrale, l’unico oggi in grado di dare ristoro ad un’economia prostrata e di fermare un’emorragia demografica che rischia di compromettere la stessa sopravvivenza di molte delle nostre comunità.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI IMPUGNA LA LEGGE SUL TURISMO NAUTICO IN SICILIA

la marina di ragusaAbbiamo sempre sostenuto, che nonostante gli sforzi profusi dalla repubblica italiana, nonostante il perenne saccheggio di risorse e la demolizione del tessuto economico ed industriale Siciliano, una sola cosa non ci potesse essere portata via, la nostra posizione al centro del mondo, la nostra posizione al centro del Mediterraneo. Oggi purtroppo dobbiamo in parte ricrederci, in quanto, anche se resta inalterata la nostra posizione geografica, il governo italiano è riuscito ancora una volta a svilirla ed umiliarla, colpendoci con ferocia allo scopo di rimandare nell’ade ogni ambizione di sviluppo. Un tentativo importante, seppur modesto, quello fatto dal governo Musumeci, che di sicuro qualche beneficio, sia in termini economici che occupazionali, lo avrebbe portato, è stato bocciato dal Consiglio dei Ministri, erodendo di fatto un’altro pezzetto di sovranità al popolo Siciliano e colpendo ancora una volta con ferocia il comparto nautico in Sicilia. Comparto che in questi anni, in moltissime realtà dell’isola ha svolto un ruolo fondamentale, sia in termini occupazionali che in termini infrastrutturali, addossandosi di fatto oneri che spetterebbero a qualsiasi Stato sano e innamorato dei suoi territori e delle sue risorse.

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SI AVVICINANO LE ELEZIONI. CHE FARE?

i tre

SI AVVICINANO LE ELEZIONI. CHE FARE?

Sono sempre stato convinto che la soluzione della Questione Siciliana passa esclusivamente per le elezioni politiche italiane. Non le europee, non le regionali, non le comunali, e nemmeno - perdonatemi - da sole le manifestazioni, la controinformazione, le proteste, l'attività culturale, in cui personalmente mi sono speso anch'io in tutti questi anni.
Le elezioni politiche! La chiave di volta di tutti i nostri problemi. Ah, se i Siciliani lo sapessero...
Se i Siciliani sapessero che mandando a Roma 20 deputati e 10 senatori competenti e soprattutto "non comprabili" dai partiti italiani, avremmo l'Italia intera in tasca. Nessuno potrebbe più linciarci, potremmo riprendere a pretendere il rispetto dei nostri diritti costituzionali, delle nostre pari opportunità, potremmo riprendere un programma di investimenti, trattenere i nostri giovani.
Già, se i Siciliani lo sapessero...
Ma non lo sanno. 
Ormai siamo schierati e radicalizzati su questioni che ci toccano, a pensarci bene, solo di striscio: sei per i migranti o no? Questioni importanti, importantissime, ma non così urgenti e vitali come la nostra stessa sopravvivenza.
Schiacciati dalla propaganda di regime i pochi siciliani che non si astengono alla fine si schierano con i nostri nemici.
Che fare? Morire di "voto utile"?
Preferite che vi strangoli il Nord egoista della Lega o la Germania e Francia insieme appoggiati a spada tratta dal PD (e sottotraccia dal Movimento 5 Stelle)?
Bella alternativa, non c'è che dire.
Ma chi si è schierato si è fanatizzato.
Se Salvini è il "male assoluto", allora quando Di Battista accusa la Francia del Franco CFA dobbiamo "scusarci con Macron" per dimostrare che non siamo sporchi leghisti anche noi. Dobbiamo dire che chi aiuta il traffico di esseri umani è un benefattore dell'umanità, sennò siamo razzisti anche noi.
E se invece è l'Europa il male assoluto, allora dobbiamo inghiottirci l'Autonomia differenziata e truffaldina della Lega, dobbiamo sopportare la deriva fascistoide che avanza in Italia, perché sennò siamo sporchi liberal-liberisti, massoni e rettiliani...
Bella alternativa, nella quale cascano almeno il 90% dei Siciliani che seguono ancora la politica.
E sulla quale ho sacrificato decine di amicizie. Chi si è radicalizzato, dall'una parte e dall'altra, mi toglie saluto e amicizia quando dico, quando diciamo "né... né...", perché per lui se non sto con "loro" allora, certamente, sto con gli "altri", con i nemici.
Ma non lo capiamo che i partiti italiani su tutto sono divisi tranne che su una cosa? Lo sfruttamento materiale e il linciaggio morale della Sicilia. Su questo sono tutti d'accordo, anzi, sono un partito unico. L'unico partito per il quale alla fine sino ad ora votano i Siciliani.

Ora si va a elezioni, forse. Forse no, forse sì. Ma se sì, che facciamo? Stiamo ancora una volta a guardare? Ci facciamo imbottigliare ancora una volta nel "voto (in-)utile"?

Non ho risposte, ho solo domande.

Pensate che sia possibile un accordo col demonio, per garantirci un numero, anche piccolo (due collegi alla Camera e uno al Senato) per cominciare ad esserci? O pensate che questo ci snaturererebbe per sempre e diventeremmo come tutti gli altri?

Pensate che dobbiamo presentarci anche sapendo che saremmo schiacciati dal solito voto utile? Che è importante dare ai Siciliani un'alternativa, a costo di grandi sacrifici economici e personali, anche senza risultati concreti? Oppure che questo sforzo valga la pena solo se pensiamo realisticamente di potere ESPUGNARE qualche collegio uninominale?

Non ho risposte, ho solo domande. Ma capisco che tragicamente siamo ad un appuntamento che non possiamo mancare.

Forse ci vorrebbero delle grandi primarie siciliane. Se vogliamo espugnare i collegi ci vogliono persone credibili, con un seguito, ma anche fedeli all'idea, che siano in grado di farlo. Ci vuole anche un garante, per evitare che si candidi l'opportunista di turno che poi, a Roma, ci tradisca.

Prima di parlare di simbolo e di programma, è proprio dai candidati e dalle firme che si dovrebbe partire. Ora, non dopo! Dopo, a camere sciolte, sarà troppo tardi per organizzarsi.
Chi si candida deve portare con sé almeno 500 firme sicure per la lista, altrimenti non ha alcun consenso, non è credibile.
Siamo in grado di mappare la Sicilia dei collegi elettorali ed aprire le primarie siciliane per tempo?
Non c'è dubbio che Siciliani Liberi deve avere un ruolo di servizio principale in questa operazione, perché è l'unica forza politica che sino ad ora ha dimostrato, con la generosa presenza alle regionali, di farcela. Ma è anche necessario che questa generosamente metta la propria struttura, e forse anche il proprio simbolo, da modificare leggermente, a disposizione di tutte quelle realtà e personalità che condividano un programma ipersemplificato, fatto da un punto solo!:
1. Attuazione nello spirito e nella lettera del dettato confederale presente nello Statuto siciliano originario, anche per tappe, a costo di modificare leggi, trattati e costituzioni, italiana ed europea come CONDIZIONE PER APPOGGIARE UN GOVERNO ITALIANO DI QUALSIASI COLORE
2. Libertà di coscienza su TUTTI GLI ALTRI TEMI

Amici miei, che ne pensate?
Ps. E se non ce la facessimo a presentare le liste: guai ai vinti!

Massimo Costa

Grazie a te,

vive un movimento politico che lotta per ridare alla Sicilia la dignità di una terra libera dai colonialismi.

Grazie a te,

possiamo continuare a combattere per diventare ZONA ECONOMICA SPECIALE, con fiscalità di vantaggio, zona franca ed esenzioni doganali, totale devoluzione delle risorse fiscali alla Sicilia.

Grazie a te!

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Siciliani Liberi

"La Sicilia di oggi è una colonia, una colonia d’Italia, sfruttata selvaggiamente dall’esterno e dall’interno, mentre ai Siciliani è negata ogni dignità, essendo loro assegnato invariabilmente il ruolo dei parassiti..."

Il manifesto

"Nella Sicilia che vogliamo la politica sarà servizio a favore dei cittadini e non mezzo per acquisire ricchezza e potere e questa metterà la persona umana, la famiglia, il lavoro e la solidarietà al centro della propria azione."

Lo statuto

"È costituito il Movimento “SICILIANI LIBERI”. Scopo primario del Movimento è il conseguimento della piena sovranità della Sicilia, da realizzare con mezzi democratici, pacifici e la difesa dei diritti dei siciliani."

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