Scuola di Formazione Politica

a cura del Prof. Massimo Costa

Scopri di più

Programma

per la Sicilia

Leggi il programma

Siciliani Liberi

Movimento politico

Scopri di più

divider

SI AVVICINANO LE ELEZIONI. CHE FARE?

i tre

SI AVVICINANO LE ELEZIONI. CHE FARE?

Sono sempre stato convinto che la soluzione della Questione Siciliana passa esclusivamente per le elezioni politiche italiane. Non le europee, non le regionali, non le comunali, e nemmeno - perdonatemi - da sole le manifestazioni, la controinformazione, le proteste, l'attività culturale, in cui personalmente mi sono speso anch'io in tutti questi anni.
Le elezioni politiche! La chiave di volta di tutti i nostri problemi. Ah, se i Siciliani lo sapessero...
Se i Siciliani sapessero che mandando a Roma 20 deputati e 10 senatori competenti e soprattutto "non comprabili" dai partiti italiani, avremmo l'Italia intera in tasca. Nessuno potrebbe più linciarci, potremmo riprendere a pretendere il rispetto dei nostri diritti costituzionali, delle nostre pari opportunità, potremmo riprendere un programma di investimenti, trattenere i nostri giovani.
Già, se i Siciliani lo sapessero...
Ma non lo sanno. 
Ormai siamo schierati e radicalizzati su questioni che ci toccano, a pensarci bene, solo di striscio: sei per i migranti o no? Questioni importanti, importantissime, ma non così urgenti e vitali come la nostra stessa sopravvivenza.
Schiacciati dalla propaganda di regime i pochi siciliani che non si astengono alla fine si schierano con i nostri nemici.
Che fare? Morire di "voto utile"?
Preferite che vi strangoli il Nord egoista della Lega o la Germania e Francia insieme appoggiati a spada tratta dal PD (e sottotraccia dal Movimento 5 Stelle)?
Bella alternativa, non c'è che dire.
Ma chi si è schierato si è fanatizzato.
Se Salvini è il "male assoluto", allora quando Di Battista accusa la Francia del Franco CFA dobbiamo "scusarci con Macron" per dimostrare che non siamo sporchi leghisti anche noi. Dobbiamo dire che chi aiuta il traffico di esseri umani è un benefattore dell'umanità, sennò siamo razzisti anche noi.
E se invece è l'Europa il male assoluto, allora dobbiamo inghiottirci l'Autonomia differenziata e truffaldina della Lega, dobbiamo sopportare la deriva fascistoide che avanza in Italia, perché sennò siamo sporchi liberal-liberisti, massoni e rettiliani...
Bella alternativa, nella quale cascano almeno il 90% dei Siciliani che seguono ancora la politica.
E sulla quale ho sacrificato decine di amicizie. Chi si è radicalizzato, dall'una parte e dall'altra, mi toglie saluto e amicizia quando dico, quando diciamo "né... né...", perché per lui se non sto con "loro" allora, certamente, sto con gli "altri", con i nemici.
Ma non lo capiamo che i partiti italiani su tutto sono divisi tranne che su una cosa? Lo sfruttamento materiale e il linciaggio morale della Sicilia. Su questo sono tutti d'accordo, anzi, sono un partito unico. L'unico partito per il quale alla fine sino ad ora votano i Siciliani.

Ora si va a elezioni, forse. Forse no, forse sì. Ma se sì, che facciamo? Stiamo ancora una volta a guardare? Ci facciamo imbottigliare ancora una volta nel "voto (in-)utile"?

Non ho risposte, ho solo domande.

Pensate che sia possibile un accordo col demonio, per garantirci un numero, anche piccolo (due collegi alla Camera e uno al Senato) per cominciare ad esserci? O pensate che questo ci snaturererebbe per sempre e diventeremmo come tutti gli altri?

Pensate che dobbiamo presentarci anche sapendo che saremmo schiacciati dal solito voto utile? Che è importante dare ai Siciliani un'alternativa, a costo di grandi sacrifici economici e personali, anche senza risultati concreti? Oppure che questo sforzo valga la pena solo se pensiamo realisticamente di potere ESPUGNARE qualche collegio uninominale?

Non ho risposte, ho solo domande. Ma capisco che tragicamente siamo ad un appuntamento che non possiamo mancare.

Forse ci vorrebbero delle grandi primarie siciliane. Se vogliamo espugnare i collegi ci vogliono persone credibili, con un seguito, ma anche fedeli all'idea, che siano in grado di farlo. Ci vuole anche un garante, per evitare che si candidi l'opportunista di turno che poi, a Roma, ci tradisca.

Prima di parlare di simbolo e di programma, è proprio dai candidati e dalle firme che si dovrebbe partire. Ora, non dopo! Dopo, a camere sciolte, sarà troppo tardi per organizzarsi.
Chi si candida deve portare con sé almeno 500 firme sicure per la lista, altrimenti non ha alcun consenso, non è credibile.
Siamo in grado di mappare la Sicilia dei collegi elettorali ed aprire le primarie siciliane per tempo?
Non c'è dubbio che Siciliani Liberi deve avere un ruolo di servizio principale in questa operazione, perché è l'unica forza politica che sino ad ora ha dimostrato, con la generosa presenza alle regionali, di farcela. Ma è anche necessario che questa generosamente metta la propria struttura, e forse anche il proprio simbolo, da modificare leggermente, a disposizione di tutte quelle realtà e personalità che condividano un programma ipersemplificato, fatto da un punto solo!:
1. Attuazione nello spirito e nella lettera del dettato confederale presente nello Statuto siciliano originario, anche per tappe, a costo di modificare leggi, trattati e costituzioni, italiana ed europea come CONDIZIONE PER APPOGGIARE UN GOVERNO ITALIANO DI QUALSIASI COLORE
2. Libertà di coscienza su TUTTI GLI ALTRI TEMI

Amici miei, che ne pensate?
Ps. E se non ce la facessimo a presentare le liste: guai ai vinti!

Massimo Costa

ANDREA CAMILLERI: UN GRANDE SICILIANO

Andrea CamilleriUn grande siciliano ci ha lasciato, portando con sé la sapienza e la sagacia che solo gli spiriti più elevati possono avere.  Lo ricorderemo tutti con enorme affetto. Lo ricorderemo per l'amore che ha provato e profuso per la sua Sicilia e per i siciliani.

I suoi libri, le sue opere televisive, dai primi sceneggiati ai quali ha collaborato come il tenente Sheridan o il commissario Maigret, fino all'ultimo Montalbano, grondano di umanità. Una umanità composita dove il male ed il bene sono presenti e spesso convivono negli stessi individui. E lui non ha sottaciuto il male e non ha enfatizzato il bene. Ha posto sempre in primo piano l'essere umano.

Siamo grati ad Andrea Camilleri anche per avere contribuito a sicilianizzare la lingua italiana, usando il siciliano senza scadere nelle sfrontate caricature che ne caratterizzano l'uso in tanti lavori cinematografici e televisivi.

Siamo convinti che tutti i siciliani siano toccati dalla scomparsa di Andrea Camilleri e, ciascuno a modo proprio, troveranno la maniera di rendergli omaggio.

Vorremmo che anche la Sicilia istituzionale rendesse onore a questo illustre figlio, ma non chiediamo di dare il suo nome a piazze e vie delle nostre città. Se ciò accadesse ben venga, specie se intitolassimo a Camilleri vie e piazze indegnamente intestate ai cosiddetti eroi del risorgimento. Preferiremmo però che la Sicilia istituzionale onorasse la memoria di Andrea Camilleri ridando alla Sicilia quella dignità che decenni di politica coloniale hanno ridotto al lumicino; agendo affinché le decine di migliaia di giovani siciliani emigrati possano tornare a vivere e a lavorare nella loro terra e per la loro terrà. Questo si, sarebbe un colpo di scena degno dei migliori polizieschi di Camilleri

Addio Andrea, uomo mite e severo, uomo sagace e ironico, un isolano e per questo capace di guardare ad un orizzonte vasto, siciliano, mediterraneo.

 

 

 

 

 

CAOS TRASPORTI IN SICILIA

Screen Shot 07 12 19 at 10.06 AM

Caos trasporti in Sicilia: la colpa è dello Stato Italiano

Cantieri infiniti su autostrade e superstrade a causa di finanziamenti minimi o nulli, strade provinciali dissestate come nella savana, ferrovie interrotte tra Messina e Palermo e sulla dorsale ionica, pullman al posto degli intercity: sembra un bollettino di guerra.

E invece no, è la normalità per le infrastrutture in Sicilia.

Esplode l’ira di albergatori e di organizzatori di eventi:Siamo vittime di politici e burocrati, non ne possiamo più”, dicono. “È l’ennesima dimostrazione della totale impreparazione dei nostri politici, ma ancora di più dei burocrati che esercitano una dittatura sugli stessi politici.

Questo il messaggio all’Assessore Regionale ai Trasporti, Marco Falcone, del patron di Aeroviaggi Antonio Mangia, 14 strutture alberghiere da novemila posti letto tra Sicilia e Sardegna. Usa lo stesso linguaggio di Maurizio Zamparini.

Noi del Movimento Siciliani Liberi non ne possiamo più di questo scaricabarile di chi finge di non sapere o non ha il coraggio di dire tutta la verità! Non è affatto colpa di burocrati incapaci, casomai di funzionari asserviti ad un sistema clientelare dei partiti italiani.

È soprattutto colpa dei politici ascari e senza colonna vertebrale. Dell’on. Marco Falcone, che è andato a firmare la cessione anticostituzionale – come lo sono tutti i prelievi di soldi siciliani in barba ad uno Statuto mai attuato – di un ulteriore 25% dell’IVA riscossa in Sicilia. Dell’on. Nello Musumeci, un pusillanime che fa la voce grossa nel parlare del Ponte sullo Stretto (tanto è fiato sprecato) e si fa rimproverare sulla gestione delle strade come uno scolaretto da un ministro non proprio all’avanguardia come Toninelli, senza pretendere che lo Stato Italiano ci restituisca i 10 miliardi che sottrae ogni anno alla Sicilia.

Finiamola con il balletto delle finte responsabilità. Chiamiamo le cose con il loro nome. Gli imprenditori del settore turistico hanno ben ragione di protestare. Ma debbono chiedere le dimissioni immediate dell’Assessore Falcone, non cercare un fantomatico capro espiatorio negli uffici della Regione Siciliana.

Grazie a te,

vive un movimento politico che lotta per ridare alla Sicilia la dignità di una terra libera dai colonialismi.

Grazie a te,

possiamo continuare a combattere per diventare ZONA ECONOMICA SPECIALE, con fiscalità di vantaggio, zona franca ed esenzioni doganali, totale devoluzione delle risorse fiscali alla Sicilia.

Grazie a te!

Sostieni Siciliani Liberi

Bonifico Bancario INTESTATO A: Siciliani Liberi

IBAN: IT39H0521604609000009083488
BIC SWIFT: BPCVIT2S

Oppure Tramite Paypal



Siciliani Liberi

"La Sicilia di oggi è una colonia, una colonia d’Italia, sfruttata selvaggiamente dall’esterno e dall’interno, mentre ai Siciliani è negata ogni dignità, essendo loro assegnato invariabilmente il ruolo dei parassiti..."

Il manifesto

"Nella Sicilia che vogliamo la politica sarà servizio a favore dei cittadini e non mezzo per acquisire ricchezza e potere e questa metterà la persona umana, la famiglia, il lavoro e la solidarietà al centro della propria azione."

Lo statuto

"È costituito il Movimento “SICILIANI LIBERI”. Scopo primario del Movimento è il conseguimento della piena sovranità della Sicilia, da realizzare con mezzi democratici, pacifici e la difesa dei diritti dei siciliani."

slogan12