IMG 3971

Il reddito di sostegno alle casalinghe nel Programma di Siciliani Liberi

IMG 3971Il candidato Presidente di “Siciliani Liberi”, l’avv. Roberto La Rosa, rilancia la politica sociale portata avanti da parte del movimento indipendentista, per mezzo del “Reddito di sostegno” per alcune categorie produttive non registrate nel mondo del lavoro, tra le quali quella delle casalinghe.

Dichiara il candidato indipendentista: “Promettere a tutti i cittadini in quanto tali un reddito di cittadinanza è una forma di demagogia praticamente insostenibile, ma certamente ci sono alcune categorie che impropriamente non sono registrate come ‘lavoratori’. Tra questi sicuramente ci sono le persone addette al lavoro familiare, il cui contributo alla società, per l’accudimento dei figli, delle persone anziane e della casa, non è registrato nel PIL ma che gestiscono una vera e propria azienda: la famiglia. Oggi si contano in Sicilia circa 900 mila casalinghe e poco più di 200 mila lavoratrici part-time, che in realtà sono altrettanto casalinghe part-time. Riconoscere il loro ruolo sociale con un “reddito di sostegno” (integrale per le casalinghe a tempo pieno, parziale per le lavoratrici part-time) non è solo un problema di equità sociale e morale, ma presenta anche importanti effetti benefici dal punto di vista economico e sociale: si redistribuisce il reddito a favore di famiglie monoreddito e meno abbienti, si incentiva la ripresa della domanda interna di beni e servizi, si combatte la povertà e l’emarginazione sociale, si ridà dignità e un minimo di autonomia economica a centinaia di migliaia di donne, in ultimo si rilancia l’economia e al contempo la solidarietà familiare”.

Il Reddito di Sostegno alle casalinghe prevede un netto esentasse mensile di 400 euro al mese (200 per il part-time) (“a un livello quindi non disincentivante rispetto alla ricerca attiva di un normale reddito da lavoro”), per un costo complessivo di circa 4 miliardi l’anno (detratte le persone che non ne avranno diritto per vari motivi tra cui, ad esempio, il reddito molto elevato).

E le coperture? Siciliani Liberi, per bocca del suo Presidente, il Prof. Massimo Costa rileva che “a parte l’introduzione della ‘moneta fiscale’ che potrebbe coprirne facilmente non meno del 50 %, se non proprio tutta la spesa sociale, trova che fino a circa 2 miliardi l’anno di spesa sociale sia una quantità sostenibile, quando si consideri che di sola IVA la Sicilia regala allo Stato non meno di 3 miliardi l’anno di quella maturata nel proprio territorio sui consumi siciliani e sulle importazioni alle nostre dogane; ma si potrebbe pensare a ridiscutere i 2 miliardi l’anno di contributo al risanamento della finanza pubblica erariale, caso unico in Italia, e tanto altro ancora”.

Così pure, con strumenti finanziari analoghi, il reddito di sostegno è previsto per gli studenti universitari, e, con una cifra pari quasi alle componenti fisse dell’ultimo stipendio, ai disoccupati che si impegnano per un decennio ad essere inseriti in programmi di riqualificazione e reinserimento professionale.

Una ZES che quindi non è solo “Zona Economica Speciale” per favorire gli investimenti, ma anche “Zona Economica Sociale” perché nessuno resti indietro.

Rispondi