Ombre di brogli sulle Amministrative 2017: Appello di Siciliani Liberi

Le elezioni amministrative di Palermo del 2007 sono state invalidate in modo postumo perché piene di brogli.

Anche le elezioni comunali del 2012 di Palermo si sono portate dietro una scia di brogli, contestazioni, seppure solo su alcuni seggi, che però possono essere stati determinanti per il risultato, per non parlare di primarie, firme false, ed altre irregolarità – diciamo – minori.

Ora giunge voce, sia pure non provata, che i “vecchi metodi” del voto di scambio non siano tramontati. Nei quartieri periferici e in alcune zone del centro storico pare che ci sia un’impennata di vendite di schede telefoniche.

A questo malcostume, potrebbe unirsi la vera e propria manipolazione nel seggio, che ormai a Palermo assume i contorni di una vera e propria piaga politica.

Non è una questione secondaria. Diceva Ciccio Tumeo nel Gattopardo, a proposito del famigerato plebiscito su cui si fonda l’appartenenza politica della Sicilia all’Italia: “Io ho detto nero e loro mi fanno dire bianco”.

A che serve andare a votare se poi le operazioni non sono trasparenti. Fatalità inevitabile? Non diremmo. Siamo andati a guardare la legge. Guardate che cose belle ci sono scritte a proposito dei Presidenti di seggio, da cui dipende in fondo ogni regolarità nel voto:

«Il presidente e’ designato dal Presidente della Corte di appello competente per territorio fra i magistrati, gli avvocati, e procuratori dell’Avvocatura dello Stato, che esercitano il loro ufficio nel distretto della Corte stessa e, occorrendo, tra gli impiegati civili a riposo, i funzionari appartenenti al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, i notai e vice pretori onorari e quei cittadini che, a giudizio del Presidente, siano idonei all’ufficio, escluse le categorie di cui all’art. 23.»

Di fatto questo non accade mai. Vogliamo pertanto rivolgere un duplice appello, al Presidente della Corte incaricata della nomina, e a tutto il corpo della Magistatura.

Al primo di scegliere, questa volta, i “magistrati” che sebbene non obbligatoriamente e con priorità, sono però i primi ad essere menzionati dalla norma. E ai secondi, ai magistrati cioè, una volta tanto di sacrificare il loro tempo per la nostra democrazia. O, in mancanza, avvocati e procuratori.

Come cittadini ci sentiremmo finalmente tutelati dalla loro presenza, e non sarebbe troppo difficile. Una volta tanto la Sicilia darebbe all’Italia una lezione di serietà.

E comunque, nella peggiore delle ipotesi, NON CONFERMARE QUEI PRESIDENTI CHE ALLE PASSATE CONSULTAZIONI HANNO PRESIEDUTO SEGGI … CHIACCHIERATI.

È troppo chiedere trasparenza nei seggi?

Noi “Siciliani Liberi” crediamo di no.

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