Per i PM e i giornali italiani, in Sicilia, negli anni ’40, le nostre nonne “ammazzavano i bambini”

“Siciliani Liberi” denuncia l’affermazione infamante e razzista pronunciata dal Procuratore della Repubblica di Trieste, riportata dalla Repubblica, di cui sopra si vede lo stralcio, secondo la quale nella Sicilia degli anni ’40 l’infanticidio (perché di questo si tratta e non di abbandono di minori) sarebbe stata una cosa normale.

Noi chiediamo che…

...il Consiglio Superiore della Magistratura, se ancora siamo cittadini “italiani”, convochi immediatamente per spiegazioni il P.M. di Trieste e irroghi nei suoi confronti una sanzione disciplinare per l’immoralità manifesta di questa affermazione.

Chiediamo altresì che il giornale “La Repubblica”, che ha riportato questa informazione “senza battere ciglio”, senza prenderne almeno le distanze, come se fosse la cosa più scontata e normale del mondo, si scusi pubblicamente con tutti i Siciliani.

Francamente di questo razzismo antisiciliano, endemico, non se ne può proprio più.

Le nostre nonne, negli anni ’40, si facevano AMMAZZARE per la vita dei loro figli, tutti i ricordi di famiglia in tal senso sono unanimi. Il solo pensare e poter dire impunemente che questa fosse una terra di persone abbrutite offende il tenero ricordo di tantissime brave e sante donne che portiamo ancora nel nostro cuore.

Ma noi non crediamo che questo sia frutto di una studiata campagna di linciaggio. È proprio che, per molti italiani, e addirittura per non pochi siciliani, la Sicilia è nell’immaginario collettivo il luogo di ogni inciviltà, turpitudine, barbarie e – certamente – più si va indietro nel tempo peggio dovrà essere stato, perché è proprio la “cultura siciliana” la fonte di ogni male.

Questo è quindi nient’altro che il frutto avvelenato del colonialismo italiano, che oltre al danno di uno sfruttamento economico senza pari, aggiunge la beffa del disprezzo continuo.

Quando avremo conquistato la Regione, costituiremo, all’interno dell’Ufficio Legale della stessa, una “anti-diffamation league”, che monitorerà tutti i casi di razzismo anti-siciliano, perseguendoli in ogni sede, civile e penale, chiedendo risarcimenti milionari a chi ha la lingua troppo lunga.

Intanto, però, anche l’Ufficio Legale attuale, diretto dalla nipote del Presidente della Repubblica, avrebbe un po’ di lavoro da fare, se solo volesse difendere la dignità dei Siciliani.

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