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La “casta dei 4” e la nuova legge elettorale

1485942432 cameraL’Italia si avvia a condividere la propria legge elettorale con un “grande paese europeo”. La Germania direte voi? Macché, quella è una legge seria… La Turchia! con sbarramenti stellari e parlamento di nominati dalle segreterie. L’agenda, dettata dai poteri forti è segnata. L’Italia deve fare le “riforme”, con le buone o con le cattive. Con la riforma costituzionale voluta da Renzi o no, con il PD, con il 5 Stelle o – perché no – con tutti e due insieme.

Ai cittadini deve essere soltanto lasciata l’illusione di scegliere. I mezzi di informazione sono già addomesticati e non vi diranno la verità. Noi, finché non vengono a spegnerci la luce con la forza, continueremo a farlo con quelli nostri, per modesti che siano. Non ci credete? Facciamo parlare i fatti.

Primo: questa legge non è “tedesca”. In Germania è applicata solo alla Camera, il Senato tedesco è una camera delle regioni, che funziona in modo completamente diverso, e che dà ampia rappresentanza ai territori. E, anche alla Camera, lo sbarramento non si applica ai partiti fortemente concentrati in modo territoriale. Se un partito vince in tre collegi uninominali, lo sbarramento del 5 % non si applica. E se vince in uno o due collegi soltanto, lo sbarramento si applica, ma quel’1 o 2 deputati che ha strappato nel maggioritario non glieli toglie nessuno. Qui, invece, hanno messo il 5 % e basta, senza alcun correttivo territoriale (tranne che per due regioni a statuto speciale), mettendo semplicemente FUORI LEGGE, tutti i partiti territoriali.

Perché un conto è “minacciare” un partitino, che è tale su tutto il territorio nazionale, di non avere rappresentanza se non supera il 5%. Un conto è dire lo stesso a un partito siciliano o sardo che non potrebbe raggiungere questa quota neanche se avesse la maggioranza assoluta dei voti nella propria regione. È costituzionale mettere al bando ogni regionalismo, o federalismo, o indipendentismo, imponendo ai cittadini delle isole/colonie a votare per i partiti italiani? Noi crediamo di no.

Secondo: questa legge è chiaramente incostituzionale per vari motivi. Non lo diciamo soltanto perché nega alla radice ogni forma di scelta dei candidati (la quota maggioritaria, infatti, è solo “finta”, a differenza che in Germania), cadendo quindi nella stessa pecca del Porcellum. Ma anche e soprattutto perché viola apertamente il dettato costituzionale laddove dice che il Senato “è eletto su base regionale”. Ma se lo sbarramento al Senato è calcolato “su base nazionale” le due cose logicamente si bisticciano. Regionale è regionale, non è possibile che nell’attribuzione dei seggi assegnati a una regione si tenga conto di una cifra elettorale “nazionale”.

Qualcuno potrebbe dire: e perché non fate ricorso? Certo lo faremo, alla Consulta, e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ma servirà? Sono organi centrali, che danno sempre ragione al centro: la corte costituzionale “interpreta allegramente” la Costituzione, soprattutto quando c’è da schiacciare le Regioni, la CEDU ha un rappresentante italiano e non ha un rappresentante siciliano. Speriamo bene.

Terzo: è proprio un neoporcellum, con tutti i candidati nominati dai partiti, i capilista preferiti e bloccati, le candidature multiple e altre porcherie che la Corte Costituzionale stessa ha più volte fatto a pezzi. È la chiusura della casta su se stessa, la fine definitiva della democrazia in Italia. “Abbiamo perso al referendum?” sembrano dire, e “noi ce ne freghiamo”. Questa è l’Italia. Inutile andare a votare.

Per salvare la faccia consentono ai partiti regionali di essere presenti al Senato se superano uno sbarramento al “20%” !!. No, non avete letto male, si tratta proprio del 20%. Avete mai visto in giro per il mondo uno sbarramento al 20 %? No, nemmeno in Turchia. Semplicemente vietato votare per un partito che non va in TV e che non appartiene ai “fantastici 4”.

Governabilità? Neanche per sogno. Non ci sarà alcuna maggioranza il giorno dopo. Rappresentatività? Democraticità? Ma che scherziamo? Tutti segnalati dalla casta, nella peggiore tradizione italica. Non pensiamo solo a noi. Noi “Siciliani Liberi” studieremo le contromisure. Se i Siciliani vorranno andarsene non sarà una legge elettorale a fermarci.
Quello che ci fa veramente specie è l’involuzione, l’invecchiamento rapidissimo del 5 Stelle, risucchiato dalla vecchissima politica, criticato persino da Travaglio. Il Porcellum gli faceva schifo e oggi gli piace. Le preferenze “non sono necessarie perché ci sono le parlamentarie”. Quindi, nel Grillo-pensiero, il cittadino che voglia scegliere il proprio deputato, deve prima iscriversi ai meet-up. Altrimenti nulla. No comment.

Ora noi di questo ci scandalizziamo ancor di più. Non ci fa specie che “facce di tolla”, come Berlusconi o Renzi, si chiudano nella peggiore delle oligarchie. La loro credibilità è da sempre pari a zero. Chi li vota sa cosa “compra”, e gli sta bene, o aspetta qualche favore. Ma il moralismo e la sempre gridata “honestà” dei 5 Stelle, che poi si rivelano peggiori di tutti gli altri, ci fa semplicemente vomitare.

Molti di noi, fino a qualche anno fa, li avevamo votati. Ora fanno ritrovare gli italiani con un partito padronale, che neanche Forza Italia…, illiberale, amico di tutti i poteri forti…

A proposito, chiedete ai pentastellati siciliani che ne pensano del MUOS.

Tu-tu-tu… occupato.

Abbiamo capito, abbiamo capito.

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