Carmelo Lo Monte

“SICILIANI LIBERI”: Lomonte replica a Lo Monte

Carmelo Lo Monteciro lomonte

L’idea di intergruppi alla Camera e al Senato a difesa dello Statuto siciliano – se non è una provocazione destinata a durare pochi giorni – lanciata dal leghista Lo Monte, potrebbe anche essere una cosa seria, non va buttata via, ma solo se accompagnata da un vasto schieramento autonomista, federalista e indipendentista che si muova all’unisono a Roma, a Palermo e soprattutto nella società siciliana, fuori dai Palazzi”. Così Lomonte, segretario di “Siciliani Liberi”, il quale così prosegue:


“La Sicilia non può aspettare i tempi geologici della politica partitica. I nostri ragazzi stanno letteralmente scappando dalla Sicilia, bisogna fermare questo esodo con un’azione congiunta, anche tra schieramenti alternativi.
Ci rivolgiamo in particolare a quelle forze che, a torto o a ragione, l’elettorato ha percepito come ‘sovraniste’ ed ha premiato alle scorse elezioni: M5S e Lega, ma non solo. Sono forze del tutto alternative tra loro, e anche noi siamo del tutto alternativi a loro, ma qui non si tratta di ‘governare insieme’, bensì di portare avanti battaglie istituzionali tangibili nell’interesse della Sicilia. La nostra proposta c“oncreta è questa:

A Palermo, come a Roma, non ci sono forti maggioranze. Anche in ARS i ‘mal di pancia’ sono sempre più forti. Anche a Palermo va costruito un ‘integruppo’, con gli insoddisfatti di Forza Italia, dell’UDC, con i leghisti, con i pentastellati, i quali non devono certo ‘governare insieme’ ma condizionare il Governo Regionale, oggi sin troppo immobile, incapace persino di cacciare Sgarbi, e di condizionare la politica romana coordinandosi con la deputazione siciliana a Roma.
Ma non bastano le aule parlamentari. L’intergruppo “siciliano” deve ascoltare in maniera permanente la società, i sindaci (i migliori almeno), la politica ‘extraparlamentare’. Se si farà questo, noi indipendentisti faremo la nostra parte, con il nostro contributo di proposta politica e programmatica: fiscalità di vantaggio, moneta fiscale, agenzia delle entrate regionalizzata, sburocratizzazione e incentivi all’autoimpiego, infrastrutture, famiglia, zona franca. Che aspettiamo a fare sul serio e ad aprire il cantiere Sicilia? Aspettiamo ancora il ‘là’ dalle segreterie romane? Ora basta!”.

 

 

 

 

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