I rifiuti della politica che deturpano la Sicilia: è questa la vera emergenza

Pensavamo di averle viste tutte con i precedenti governi. Ci sbagliavamo. Il Governo Crocetta, con la sua magistrata faraoniana a gestire il settore, sta facendo peggio… E ora di dire basta a questa classe politica che pensa agli affari e continua a deturpare la Sicilia…

 

Siamo al capolinea. Il Governo Crocetta, anzi del ‘rivoluzionario Crocetta’ in tema di rifiuti è perfettamente in linea, se non peggio, coi governi che l’hanno preceduto. Pure più ipocrita perché continua a professarsi il Governo della legalità quando di legalità se ne vede poca. Siamo di nuovo in emergenza. Con tanti comuni dell’isola che ‘sfoggiano’ montagne di rifiuti ovunque. Siamo di nuovo alla vergogna, con un assessore, Vania Contrafatto che, forse, faceva meglio a restare dove era. A differenza del collega magistrato che l’ha preceduta- quel Nicolò Marino inviso a Confindustria Sicilia e che per questo è stato cacciato- la pupilla di Davide Faraone mostra di avere tante idee e tutte confuse e, infatti, ha riportato la Sicilia indietro, agli anni più bui dell’emergenza rifiuti. 

Che diavolo stanno combinando? Si fanno bacchettare da Roma in continuazione, arrecando vergogna ad una Sicilia che ha la sfortuna di essere governata da incompetenti, per usare un eufemismo. Le ultime notizie ci raccontano che i rifiuti saranno spediti fuori dall’Isola, con un aggravio di spese notevole per le casse pubbliche, solo perché i nostri ‘scienziati’ non hanno saputo gestire quello che in altri paesi è ordinaria amministrazione. 

Il Governo nazionale ha concesso una proroga alle discariche in regola, tra queste non rientra quella di Siculiana (manca l’impianto di biostabilizzazione). Solo che il Governo regionale non se ne era accorto…. Forse è perché il proprietario è un noto esponente di Confindustria Sicilia? Ma come mai, la magistrata assessora amica di Faraone non aveva rilevato questo ‘particolare’?

L’ordinanza firmata dal Governo nazionale prevede anche l’incenerimento di 700 mila tonnellate di rifiuti all’anno con la realizzazione di termovalorizzatori, alias inquinamento, appalti e soldi. Una emergenza, dunque, che farà comodo ai soliti affaristi. 

Intanto nelle zone vicine alle discariche l’aria è irrespirabile come hanno fatto notare i cittadini di Motta Sant’Anastasia che hanno protestato e, come sempre accade, sono stati ignorati. 

Molto duro il commento del vice presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta: “Che i Sindaci non avessero più interlocutori seri al Governo della Sicilia così come a livello nazionale, lo abbiamo già denunciato parecchie volte per la già drammatica situazione finanziaria dei Comuni, dopo i tagli che hanno operato ai danni dei cittadini. Ma se si pensa di stringere ancora di più la corda al collo delle nostre comunità anche con l’irrisolto problema dei rifiuti si sbagliano”.

“Le discariche riaperte solo per qualche giorno e poi sprofondate nel gioco dei commissariamenti tra il Governo nazionale e quello regionale ci sta sfiancando. Con l’arrivo dell’estate e del caldo non possiamo permetterci di tenere per le strade i rifiuti. Si pone con urgenza un’emergenza igienico sanitaria al quale la Regione non può sottrarsi. Per non parlare dell’immagine che si offre al mercato turistico dei nostri centri”.

E ancora: “Le ‘casse’ dei Comuni non hanno più risorse per sostenere gli alti costi del conferimento dei rifiuti in luoghi sempre più lontani – dice ancora Amenta – e le indecisioni di una politica incapace a gestire un’emergenza pesano come macigni sui Sindaci e sui cittadini. Serve un piano chiaro, oltre che dell’impiantistica, che non possono essere i termovalorizzatori, e di piattaforme per la raccolta differenziata per poter conferire in particolare l’umido. Tutto il resto sono chiacchiere, e un continuo scaricabarile che non può più vederci inermi e passivi. E’ arrivato il momento che sulle questioni importanti che stanno soffocando i Comuni siciliani, dai tagli alle risorse finanziarie, al futuro dei precari, al problema dei rifiuti e dell’acqua, questo Governo ci porti soluzioni definitive ed efficaci”.

Intanto, il Movimento 5 Stelle annuncia un ricorso al Tar contro questa ordinanza che, tra le altre cose, prevede una impennata delle raccolta differenziata da libro dei sogni e, ciliegina sulla torta, non si da neanche che fine faranno i dipendenti degli ex Ato. 

Insomma, cari Siciliani, siamo alla vergogna. Siamo, come già abbiamo avuto modo di dire in questo post, alle emergenze che sembrano create ad hoc per favorire i soliti comitati d’affari. Con tutti i soldi che saranno spesi  per l’export di munnizza e per gli inceneritori che ammorberanno ancora di più la nostra aria, si potrebbero creare le condizioni per liberare la Sicilia da rifiuti, per chiudere buona parte delle discariche oggi ancora aperte.

Per fare questo, però, a governare la nostra Isola dovrebbero esserci Siciliani che hanno a cuore la Sicilia non gli affaristi ascari di sempre.

Mandiamoli a casa e riprendiamoci la nostra Sicilia. Nel programma di Sicliani Liberi (che potete leggere qui per intero) i rifiuti non costituiranno più un costo ma una risorsa. La Sicilia punterà ad un modello di sviluppo che riduca al minimo l’emissione di rifiuti, solidi, liquidi e gassosi, portando al massimo, con opportuni investimenti, ogni tipo di riciclo o conversione in energia, in maniera ecocompatibile e senza mai più usare il settore per assunzioni clientelari che poi compromettano il servizio stesso.

Liberiamo la Sicilia e liberiamo i Siciliani da questo cappio di politicanti venduti e senza dignità. 

Noi siamo pronti, e voi?

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