Non solo all’ARS – Pensavano di farla franca i Senatori siciliani traditori…

 

Pensavano di farla franca, i Senatori eletti in Sicilia che, nel nome dello Stato, hanno dato un aiutino all’accordo scellerato che priva la Sicilia di tutte le sue risorse. I giornali, anche quelli Siciliani, li hanno “coperti”. Noi Siciliani Liberi li esponiamo al giudizio dei loro “elettori”, affinché li mandino in pensione per sempre. Guardate cosa hanno fatto…. Poi parleremo della Camera e della conversione del DL sull’accordo…

 

Ricordate il Patto scellerato di qualche settimana fa tra Crocetta e Renzi? Quello che, in barba allo Statuto e alla Costituzione, ai decreti attuativi, alla dignità e alla decenza, regala per sempre miliardi allo Stato? Sì, proprio quello in cui lo Stato dà, a tempo, un filo di ossigeno agli schiavi siciliani, in cambio di tutto. Ne hanno parlato i giornali. A parole tutti indignati.

Qualche giornale coraggioso, non molti, ha pubblicato i nomi dei Deputati ARS che in fretta e furia hanno varato la norma finanziaria regionale che avalla quell’accordo.

Nessuno, invece, sembra essersi accorto che quell’accordo capestro è finito nel DL sulla finanza degli enti locali, e passato per competenza alle “camere introvabili”, ai tappetini dove Renzi si asciuga le scarpe, che fra poco li approveranno.

Primo passaggio preliminare, al Senato, dove la maggioranza traballa un po’, con una legge sulla finanza degli enti locali. Il provvedimento, lo abbiamo letto, non solo danneggia la Sicilia in modo grave e permanente, ma è l’ennesimo provvedimento antimeridionale, l’ennesimo atto di arroganza dei poteri forti. Quello che i meridionali e i Siciliani non sanno è che questo atto porta la firma determinante dei loro “rappresentanti” a Roma. In questi giorni il disegno di legge collegato a questo progetto, sempre nel segno del restringimento degli spazi finanziari degli enti locali, è passato al Senato.

Alcuni articoli di questo progetto sono neutri, sono solo il recepimento della riforma della contabilità degli enti locali. Ma altri, soprattutto gli artt. 2 e 4, ratificano la condizione di incostituzionalità permanente che comprime gli spazi finanziari della Sicilia. L’art. 2 annienta l’art. 41 dello Statuto, che attribuisce alla Regione funzioni di gestione del debito del tutto sovrane. L’art. 4 mette la firma all’arbitrio con cui lo Stato trattiene dalla Sicilia, in maniera incostituzionale il più alto contributo al risanamento del debito pubblico nazionale. La legge modifica l’analoga legge voluta da Monti, con un apparente passaggio complessivo di funzioni dal Governo al Parlamento, ma in pratica con la ratifica di una prassi che è nello stesso tempo incostituzionale, perché il provvedimento in parola non è nell’ordinamento finanziario delle nostra Regione, iniquo, perché assegna alla Sicilia (fonte Corte dei Conti) una contribuzione allo Stato di 17 volte superiore a quella del Trentino – Alto Adige, ma soprattutto insostenibile.

E’ finanziariamente insostenibile, perché il prelievo per il risanamento dello Stato, sulla Regione, province e Comuni siciliani, si somma a tutte le altre ruberie, costituendo la goccia che fa traboccare il vaso e conduce la Sicilia al dissesto e quindi al ricatto al quale ha dovuto cedere con il tristemente famoso accordo tra Crocetta e Renzi. Questa legge, quindi, anche se i nostri senatori non se ne sono accorti, mette il suggello alla condizione di minorità finanziaria nella quale si trova la Sicilia di oggi e prepara il recepimento dell’accordo, per ora sotto forma di Decreto Legge.

Il provvedimento è passato in modo risicato, per soli 23 voti, con l’appoggio determinante del grande statista Verdini.

La Sicilia elegge – si fa per dire – 25 senatori. Lo sapevate? Crediamo di no, perché in realtà sono 25 “nominati” dalle segreterie di partito, alcuni dei quali nemmeno siciliani. Molti di questi, quando tornano in Sicilia, meriterebbero un’accoglienza degna, il rigetto, la totale emarginazione. Hanno venduto la loro terra per l’ennesima volta.

Per calcolo? Per ignoranza? Non lo sappiamo. Noi proviamo semplicemente sconcerto per questa gente indegna di rappresentare il Popolo Siciliano.

Sapete chi sono? Nome e cognome?

Eccoli qua. Chi ne fosse amico, quando tornano in Sicilia gli chieda perché secondo loro è giusto che chiudano i nostri ospedali e i nostri comuni falliscano. Che si dovrebbero vergognare di essere siciliani.

FAVOREVOLI:

BIANCO AMEDEO,  del gruppo PD;

GUALDANI MARCELLO, del gruppo Alleanza Popolare (NCD/UDC), in pratica degli alfaniani;

LUMIA GIUSEPPE, del gruppo PD, eletto con la lista “autonomista” del Megafono!;

MANCUSO BRUNO,  del gruppo Alleanza Popolare;

MARINELLO GIUSEPPE FRANCO MARIA, del gruppo Alleanza Popolare;

ORRU’ PAMELA GIACOMA GIOVANNA, del gruppo PD;

PADUA VENERA, del gruppo PD;

PAGANO PIPPO, del gruppo Alleanza Popolare;

RUVOLO GIUSEPPE, del gruppo ALA, cioè di Verdini;

SCAVONE ANTONIO, del gruppo ALA;

SCHIFANI RENATO, del gruppo Alleanza Popolare;

TORRISI SALVATORE, del gruppo Alleanza Popolare;

VICARI SIMONA, del gruppo Alleanza Popolare.

Fanno 13, su uno scarto di 23, insieme a non pochi altri meridionali, determinanti quindi nell’approvazione, che non ha fatto da solo il “Nord”.

A questi si aggiungono i seguenti COMPLICI:

ALICATA BRUNO, di Forza Italia, ASTENUTO;

BOCCHINO FABRIZIO, di Sinistra, Ecologia e Libertà, ASTENUTO;

CAMPANELLA FRANCESCO, di Sinistra, Ecologia e Libertà, ASTENUTO;

D’ALI’ ANTONIO, di Forza Italia, ASTENUTO;

GIBIINO VINCENZO, di Forza Italia, NON PRESENTE ALLA VOTAZIONE;

MINEO CORRADINO, di Sinistra, Ecologia e Libertà, ASTENUTO;

SCOMA FRANCESCO, di Forza Italia, ASTENUTO.

Si sono opposti, quindi, solo i seguenti 5 senatori, 4 a 5 stelle (Bertorotta, Cataldo, Giarrusso, e Santangelo) e l’Autonomista del GAL, ex MPA, Ferrara. Non ci vogliano una particolare cattiveria i primi 4 se pensiamo che dietro il loro voto non c’è alcun particolare atto di coraggio: solo che l’indicazione del gruppo era di votare contro, gli avessero chiesto di astenersi o di votare a favore ed avrebbero usato i ditini esattamente nel modo indicato dal loro “partito nazionale”. Ma va a merito del 5 Stelle avere almeno notato, nel dibattito, la natura profondamente antimeridionale del provvedimento.

Questa votazione è la dimostrazione più evidente che, dentro i partiti nazionali, non c’è salvezza, né dignità. 

Fate circolare. Se domani sarete senza lavoro, voi o i vostri figli, o se le tasse comunali triplicheranno, sapete chi dovete ringraziare: questi signori e, per chi li ha votati, la propria mano.

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