SE CONTESTI TI FACCIO UN TSO.

UNA SERIA MINACCIA ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE.

 

Gravissimo atto del sindaco di Ravanusa, che ha disposto un TSO – trattamento sanitario obbligatorio con ricovero ospedaliero – ad un ragazzo per avere con un megafono, da una automobile, esposto le proprie personali opinioni riguardo l’epidemia COVID19 e alle restrizioni che sono state imposte. Siamo di fronte ad una seria minaccia alla libertà di espressione delle proprie opinioni. Un precedente gravissimo. Viene utilizzato uno strumento di coercizione, previsto come un’eccezione, legittimata dalla seria necessità di tutelare la salute e la sicurezza dell’individuo che vi è sottoposto e degli altri, per porre fine ad una pacifica manifestazione limitata all’utilizzo di un megafono per fare sentire ai cittadini il proprio dissenso nei confronti delle limitazioni e nelle prescrizioni previste per contenere il diffondersi del contagio del COVID19. Esprimiamo la nostra totale e piena solidarietà a questo giovane e all’avvocato Lillo Massimiliano Musso che ha fatto ricorso affinché venga revocato il TSO. Non possiamo accettare che la il COVID19 diventi pretesto per ulteriori limitazione delle libertà costituzionali. Rivendichiamo la legittimità di opinioni diverse perfino riguardo questa epidemia e, sebbene sia, a nostro parere, doveroso, in ogni caso, rispettare le regole che sono state decise dalle autorità nazionali e regionali, riteniamo legittima la critica anche radicale verso di esse. In nessun caso è comunque giustificabile un atteggiamento come quello tenuto dal sindaco di Ravanusa al quale facciamo appello per tornare immediatamente sui suoi passi .

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