Il Distretto di Ragusa vicino ai sanitari sospesi

(Comunicato del Distretto di Ragusa)

Siciliani Liberi prende atto con profonda costernazione del provvedimento di sospensione dal lavoro di trenta operatori sanitari del ragusano. Noi non entriamo nel merito sanitario dell’efficacia e della sicurezza delle terapie per il contrasto al virus SARS-CoV-2, perché la politica deve rispettare l’autonomia del dibattito scientifico e quindi non abbiamo alcuna ostilità preconcetta nei confronti delle politiche vaccinali, pur con qualche preoccupazione quando vediamo questo dibattito compresso e, probabilmente, influenzato da interessi estranei al bene comune.
In ogni caso, però, non si può mai giungere a disporre ordinari trattamenti sanitari obbligatori, neanche in modo surrettizio con la minaccia della perdita del posto di lavoro, nei confronti di nessuna categoria di cittadini, giacché questo va ad incidere su diritti umani indisponibili, peraltro tutelati da convenzioni internazionali cui l’Italia ha aderito. Quando si viola un principio, infatti, si crea un pericoloso precedente che può condurre a derive che credevamo già condannate dalla storia.
Senza consenso informato da parte dei soggetti, in questo caso certamente anche competenti, le indicazioni del Consiglio d’Europa e del Garante della privacy non lasciano alcuno spazio per provvedimenti manifestamente incostituzionali. L’invocato pericolo grave e imminente per la salute pubblica appare smentito dall’esito delle normali precauzioni di questi ultimi 15 mesi di crisi sanitaria. Gli interessi in gioco, ad evidenza, sono altri. Invitiamo anche la libera stampa a riportare i fatti in maniera più neutrale e coraggiosa. Siciliani Liberi, da sempre sostenitrice della volontarietà vaccinale, esprime pertanto la propria piena solidarietà ai trenta lavoratori ragusani sospesi dalle loro funzioni, e si impegna ad orientare la propria attività politica sempre nella difesa dei diritti fondamentali di libertà e di rispetto della persona umana.

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