L’Italia vuole le tasse di Apple e Google, e la Sicilia?

E’ sui giornali di oggi che l’Italia vuole chiudere con una transazione di poco meno di 300 milioni un accertamento nei confronti di Google per circa 800 milioni di IRES evasa attraverso la finzione della sede legale fissata in Irlanda. La “teoria” della Repubblica Italiana, tutt’altro che campata in aria, è che non ha importanza dove si fissa la sede legale di una società, ma dove si produce il presupposto d’imposta, cioè il reddito

Muos, la Cassazione boccia i soprusi dello Stato italiano

La Corte di Cassazione conferma il sequestro dell’impianto di comunicazioni satellitare che la Marina USA, incoraggiata e autorizzata dal Governo italiano, ha piazzato nella riserva della Sughereta di Niscemi tra le proteste del territorio. Una nuova pagina in una storia che è diventata l’emblema dei soprusi in danno dei siciliani. Una storia che rende ancora più urgente l’indipendenza da uno Stato pronto a sacrificare anche la nostra salute…

“La Sicilia, se smette di farsi derubare, puu00f2 dare risposte a precari e disoccupati”

“La Sicilia, se smette di farsi derubare dall’Italia, può dare risposta tanto ai precari quanto ai disoccupati: hanno infiammato la platea le  parole pronunciate stamattina dal professor Massimo Costa, leader del movimento indipendentista Siciliani Liberi, al congresso dei forestali siciliani aderenti al sindacato autonomo Sifus, andato in scena a Palermo. 

Lettera alla Rai: “Il diritto di replica vale anche per i Siciliani”

 

Il caso non è chiuso. Un servizio pubblico non può ignorare quello che è successo. Un servizio pubblico, dopo i gravissimi insulti di Carlo Panella, ci deve il diritto di replica, peraltro sancito dalla normativa italiana. Stiamo ancora aspettando e andremo fino in fondo finché non vedremo riconosciuto il nostro diritto.

12 GENNAIO 1848: UNA RIVOLUZIONE INDIPENDENTISTA

Oggi ricorre l’anniversario della Rivoluzione del 1848, una rivoluzione europea, che cominciò proprio a Palermo, e una rivoluzione siciliana, per l’indipendenza.

La storiografia italiana la ricorda erroneamente come una rivoluzione per l’Unità d’Italia. Nulla di più falso. Fino al 1848 le classi dirigenti dell’Isola non avevano altro traguardo e altra legittimità se non quella del Regnum Siciliae, fondato nel 1130, rifondato nel Vespro su basi parlamentari, e arrivato quasi sino ai loro giorni.   

Quella Rivoluzione fu corale: ad essa parteciparono tutti i ceti e tutte le città della Sicilia. Da Palermo a Pantelleria la voce fu unanime. Artigiani, clero, nobilità, borghesia, tutti a gran voce